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La lingua batte dove il dente duole

Il pranzo è servito
Sembra averci preso gusto prima fra tutti la Lega-Salvini che, come abbiamo riportato lo scorso 4 febbraio, hanno banchettato a Lucera e qualche giorno dopo sono andati in replica a Foggia con un ticket di 20 Euro

Lucera, 10.02.2020 - Nella dormiente città federiciana il lento risveglio cominci non appena si sente il profumo delle elezioni. Per il resto meglio starsene belli mansueti come ghiri, tanto cosa volete che sia una città caduta miseramente in dissesto? Ora si avvicinano le Regionali per la Puglia è bisogna posizionarsi tutti ai nastri di partenza, pronti a chiedere voti: chi sarà eletto avrà trovato bene o male una bella sistemazione. Chi sarà trombato non crederà per questo che tutto andrà perduto perché mettersi a disposizione e portare qualche secchio d’acqua avrà richiesto comunque un sacrificio e qualche incarico non lo si potrà negare di certo.
E allora eccoli pronti ad incontrarsi in ogni città, magari in qualche ristorante davanti ad un piatto (almeno circola un po’ di economia, cavolo!). Sembra averci preso gusto prima fra tutti la Lega-Salvini che, come abbiamo riportato lo scorso 4 febbraio (leggi), hanno banchettato a Lucera in un ristorante nei pressi di Piazza Duomo il giorno prima e, nel giro di 24 ore da quel pranzo, hanno espulso la consigliera comunale (era l’unica rimasta del partito) Marina Petroianni senza però spiegare le motivazioni che hanno portato il commissario cittadino Vincenzo Pecoriello ad eseguire l’ordine (nel comunicato si chiama “indicazione”) del provinciale di comunicare che la Petroianni non fosse più espressione (fuori e dentro del Consiglio Comunale) della Lega. Non una bella figura per il commissario locale al quale l’articolo del Frizzo pare abbia procurato l’orticaria tanto che si dice se la sia presa con qualche componente interno (pare si sia sfiorato lo scontro fisico) che avrebbe messo al corrente il nostro giornale dell’evento relativo al pranzo luculliano del 3 febbraio scorso. Come se l’incontro, insomma, fosse coperto da chissà quale segreto istruttorio.
Ma alla Lega e soprattutto ad alcuni esponenti lucerini del partito sembra che gli eventi enogastronomici siano particolarmente graditi, visto che appena alcuni giorni dopo la tavolata lucerina i novelli politici nostrani si siano precipitati al “Florio in Fiera” a Foggia (è accaduto l’8 febbraio) per partecipare all’evento politico-mangereccio intitolato “A pranzo con la Lega” e, mangia tu che mangio io, tra una forchettata e l’altra si sarebbe ancora una volta discusso di alte strategie in vista delle Regionali 2020 (sul volantino che pubblicizzava l’incontro-pranzo, anche il costo del ticket: Euro 20,00 che su Facebook è stato tenuto ben nascosto). A seguire il commissario Vincenzo Pecoriello, i soliti Pasquale Ricci, Dalila Lilian Brescia ed altri, mentre a declinare l’invito (o forse non sono stati invitati, com’è avvenuto per Marina Petroianni?) è stato un gruppo che non starebbe affatto apprezzando l’andazzo. Anche perché nei giorni scorsi ha preso a girare su WhatsApp un video girato con lo smartphone durante il pranzo lucerino dello scorso 3 febbraio, quando il coordinatore provinciale Daniele Cusmai annunciava urbi et orbi che Joseph Splendido si era messo a disposizione per candidarsi a Puglia 2020 per la Lega. Un fatto che sarebbe stato visto come un “piatto” preparato da fare ingoiare (e votare) a colori i quali si sono sentiti presi alla provvista. Il commissario, in poche parole, secondo il gruppo dissidente leghista non avrebbe avvisato tutta la base di quello che poi, a pranzo, si sarebbe verificato.
Dolori che in ogni modo vengono da lontano. Dalle amministrative a Lucera del maggio 2019, quando si dice che proprio Vincenzo Pecoriello dovesse candidarsi a consigliere comunale facendo coppia (indovinate con chi?), con Marina Petroianni. All’epoca dei fatti a coordinare il partito era Stefano Patella il quale non poteva mica aspettarsi che di lì a poco la Lega sarebbe stata commissariata da Pecoriello che, a questo punto, verrebbe visto anche come il segretario che succederà al commissario. Cioè a se stesso. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che il partito sia sprovvisto di un direttivo, preferendo la gestione commissariale la quale, com’è scontato, non può essere sfiduciata da “chicche-e-ssìa”.
Buon appetito a tutti.

Il Frizzo

 
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