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La lingua batte dove il dente duole

Dopo sei anni di iattura (e dissesti), promettono l'incanto della cultura
Cambiare nome è facile, più complicato è rifarsi una verginità politica

Lucera, 21.07.2020 - E dunque a Lucera abbiamo una Polis Futura «con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto sul futuro» per dirla con Pierangelo Bertoli. Ne sentivamo la mancanza e soprattutto il bisogno. A dirla tutta più che Bertoli sarebbe da citare Tomasi di Lampedusa «se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi». Lista radical-chic – manco a dirlo – che si prefigge di mettere insieme il mondo della scuola, delle professioni, delle associazioni, insomma la solita compagnia di giro, giretti e gironi che portano ad un’unica destinazione: un posto al sole in Consiglio Comunale all’ombra del tutolismo dal volto umano, il candidato Giuseppe Pitta.
La lista ha grandi ambizioni: dall’abbattimento delle disuguaglianze sociali allo sviluppo culturale della città fino alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese e all’abolizione della fame nel mondo. Oooh… WOW! Stupidi noi a non averci pensato prima. Tutto bello, tutto condivisibile. Peccato che lo si voglia fare nell’alveo di quella coalizione raffazzonata che continuano a chiamare Piazza Pulita, la stessa che ha devastato in 6 anni di amministrazione i servizi sociali, per cui le “facce nuove della politica” promotrici della lista Niro e Favilla dovrebbero spiegare alla città come mai se ne ricordino solo adesso dei poveracci della città. Dove sono state in questi anni mentre la città affondava nella povertà e nello spopolamento? Le due spieghino anche come vogliono promuovere la cultura della città se in 6 anni non sono state capaci di promuovere un solo evento culturale se non a rimorchio di associazioni private che fanno cultura in città da decenni e continueranno a farla? “Eh!, abbiamo fatto la Casa di Babbo Natale!”. Vi passo una notizia: le scopiazzature non sono né promozione turistica e neppure culturale.
Ah!, nemmeno i blogger pagati e mantenuti vitto e alloggio sono promozione turistica.
Se hanno faccia e coraggio spieghino alla città: come vogliono difendere il passato se – una da assessore e l’altra da consigliere di maggioranza – hanno avallato lo sfascio di Viale Castello che porta alla Fortezza di Frederico II? Un’arteria fondamentale per la città che pare una strada di Aleppo, esempio lampante di sciatteria urbanistica. Spieghino ancora come intendono fare cultura con i monumenti chiusi per mancanza di personale… Ah già! C’è il dissesto e non si possono fare assunzioni. Giusto! E quale amministrazione lo ha provocato, dite un po’… dite. Siamo tutt’orecchie!
Aaaaaah! I millemila miliardi di finanziamenti intercettati, e com’è che siamo con le pezze sul didietro?
Cambiare nome è facile, come facile è il gattopardismo che contraddistingue questa operazione; più complicato è rifarsi una verginità politica.

L'Aristogatto Romeo
(Er mejo der Colosseo)

 
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