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PON scuola, dissesto con proroga e toto assessori: quanti enigmi, già all'avvio!
I commissari dell'OSL intanto chiedono sei mesi di proroga: «Complesso rispettare il termine per completare il piano di rilevazione della massa passiva, che, si ribadisce, risulterebbe, allo stato, assolutamente parziale e, pertanto, non rispondente alle esigenze del definitivo risanamento»

Lucera, 10.10.2020 - La prima settimana post voto è volata via con il vuoto ed l'illusorio 42% dei votanti, parte del quale ha tributato a Giuseppe Pitta della coalizione "Facciamo piazza pulita" qualcosa che sa più di una vittoria di Pirro. Si attende il rito della proclamazione degli eletti e l'investitura del "nuovo" primo cittadino di Lucera. Restano, però, tanti enigmi. A cominciare da un PON per il fabbisogno di alcuni interventi strutturali interni nelle scuole con mobili ed arredi utili anche a far fronte all'emergenza Covid-19. Si tratta di circa 150 mila Euro da ripartirsi tra i vari plessi scolastici che a quanto pare erano già stati oggetto di schede progettuali approntate ma che, purtroppo, rischiano di andare a farsi friggere perché manca (indovinate un po') la delibera di Giunta. Per un'amministrazione Tutolo appena uscita di scena e lasciare il posto a quella che molti vedono come una copia anastatica non è un bel testimone quello consegnato (anche se il dissesto è cosa ben più grave), soprattutto se si considera che si è sempre vantata, nei sei anni passati, di essersi dedicata alla sistemazione delle scuole, invero una grossa baggianata poiché fino al 2014 – vale a dire prima che entrasse in scena colui che venne salutato come il messia – molte scuole avevano beneficiati di numerosi interventi, nonostante le difficoltà all'epoca dei fatti incontrate dalle amministrazioni. E si aggiunga a ciò quel che desta sconcerto circa il fatto che il servizio di mobilità riservato a studenti portatori di handicap, sia interrotto.
Insomma c'è un vuoto di potere che non è dato di sapere quando e come sarà colmato. E qui, a proposito di potere politico e amministrativo, c'è da rilevare che a pochi giorni dalla chiusura del ballottaggio che aveva visto di fronte Fabrizio Abate e Giuseppe Pitta, all'interno delle sei liste che hanno sostenuto quest'ultimo la discussione sulle deleghe nell'esecutivo sarebbe più che mai accesa. In città già si è parlato di un assessore da assegnare ad ogni lista a cui se ne dovrebbe aggiungere uno in quota al sindaco. Chi scalpita è il giovine puledro Francesco Aquilano che per tutta la campagna elettorale ha fatto coppia con Francesca Niro risultando nella lista "Polis Futura" il primo degli eletti superando la sua stessa maestra e, insieme a Carolina Favilla, formerà la doppia per quella lista in Consiglio Comunale. La Niro non dovrebbe temere circa un suo ingresso dalla porta di soccorso, in quanto uno tra Aquilano e Favilla andrebbe ad occupare un posto in Giunta, con il primo che vorrebbe tentare a tutti i costi l'avventura nel settore della Pubblica Istruzione e Cultura (Favilla permettendo).
Chi, a quanto pare, sarebbe rimasto ancora una volta isolato è Stefano Ciccarelli che già lo scorso anno si sarebbe aspettato un assessorato, sulla scia di quanto accaduto nel 2014 alla lista "Lucera Revolution" che, pur non avendo espresso un consigliere comunale, vide entrare nell'esecutivo Maria Barbaro, a quanto pare molto vicina al promotore di quella lista, Alfonso Trivisonne che oggi sarebbe nel gruppo proprio con Ciccarelli. E invece la lista dell'ex commissario lucerino di Forza Italia ha espresso nella tornata elettorale del 20 e 21 settembre due consiglieri, solo che ad entrare nell'esecutivo sarebbe proprio Alfonso Trivisonne, unico esterno e non candidato.
La maggioranza, però, pare abbia un altro problema non trascurabile : l'individuazione di un professionista esperto a cui affidare la delega al Bilancio. Un "mandato" delicatissimo, considerata la situazione esplosiva ed alquanto incerta in cui versa il Comune di Lucera "grazie" al dissesto economico e finanziario.
E qui si apre un ulteriore scenario tutt'altro che roseo. Questo perché basta leggersi attentamente il verbale di deliberazione n. 47 del 25 settembre scorso (leggi) a firma dei tre commissari componenti l'OSL (Organismo Straordinario di Liquidazione) – il dott. Sebastiano Giangrande in qualità di presidente, il dott. Domenico Perreca e il rag. Trinio Ludovico Maffei in qualità di componenti – inviati a Palazzo Mozzagrugno per chiudere il piano di rilevazione della massa passiva e far luce su una conduzione alquanto improvvisata nei cinque anni messi sotto accusa da due giudizi contabili, quello regionale e quello a sezioni riunite di Roma.
Nel verbale-deliberazione i tre chiedono al Ministero una proroga dei termini di ben 180 giorni. Sei mesi per continuare il lavoro iniziato da gennaio 2020 con il loro insediamento. Costi che continueranno a pesare sulle spalle dei cittadini, insieme a quelli che si aggiungeranno per il "nuovo" sindaco, il vice sindaco, il presidente del Consiglio Comunale, gli assessori ed i consiglieri comunali, tanto che sarebbe stato meglio attendere fino a maggio 2021 per le elezioni amministrative e tenersi il commissario straordinario insediatosi dopo le dimissioni di Tutolo che ha cavalcato la tigre dell'emergenza Covid solo per farsi la campagna elettorale per le regionali, facendosi poi eleggere.
Tornando al verbale dell'OSL, desta curiosità e sconforto laddove si legge, nelle motivazioni di richiesta della proroga (a parte il rallentamento dovuto all'emergenza Covid e alla grave carenza del personale comunale), che «ai fini della formazione del piano di rilevazione della massa passiva […] la documentazione prodotta a corredo delle istanze inviate in più riprese ai Dirigenti dei Settori, risulta, di frequente, carente ed insufficiente all'espletamento di una compiuta istruttoria, con conseguente necessità di dover procedere ad ulteriori approfondimenti per verificare la legittimità delle pretese creditorie (congruità, fine pubblico, eventuale prescrizione)». Infine, in delibera è riportato che «allo stato non solo risulta impossibile definire compiutamente la massa debitoria di competenza della proceduta di dissesto, ma risulta, altresì, complesso rispettare il termine del 16/10/2020 per completare il piano di rilevazione della massa passiva, che, si ribadisce, risulterebbe, allo stato, assolutamente parziale e, pertanto, non rispondente alle esigenze del definitivo risanamento».
Ci dobbiamo preoccupare ulteriormente? Forse qualcuno più noi comuni cittadini.

Il Frizzo

 
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