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La lingua batte dove il dente duole

Foggia: il Movimento Cinque Sberle e le trombarie del marchese del grillino
Fuori Luigi La Riccia, Giorgio Sernia e Grazia Manna. Altrove fuori l’insegnante attivista, dentro il fratello dell’avvocato vicino al PD e lo stripper che ringrazia pubblicamente Di Maio «per aver creduto in me»

Foggia, 29.01.2018 - Nel Movimento della politica “dal basso” (il meteorismo non c’entra… o forse sì) ha fatto davvero scalpore l’imboscata tesa dallo staff di Beppe Grillo alla massa di attivisti e simpatizzanti alla vigilia delle primarie, preannunciate, come di consueto, sul web, ma svoltesi con modalità a dir poco opache.
La tanto strombazzata “trasparenza” pare sia andata definitivamente a farsi benedire.
Se in passato non erano mancate polemiche e diatribe, spesso conclusesi con l’espulsione dei dissenzienti, con l’ultima selezione l’incredulo corpo elettorale ha dovuto prendere atto della metamorfosi da “movimento” (quindi associazione) in partito dell’uomo solo al comando (che a questo punto non si sa neanche chi sia).
Notoriamente le associazioni presuppongono che, al loro interno, siano rispettati princìpi e nozioni quali “democrazia partecipativa”, “pluralismo” ed altre cose belle che garantiscono la libertà di opinione e il dialogo in vista di una sintesi dialettica tra posizioni che possono anche esser diverse.
In democrazia, infatti, non esiste il partito monolitico, come nei regimi autoritari, ma si assiste allo scambio di opinioni tra divergenti gruppi di opinione.
Invece nel Partito dei Cinquestelle (non credo abbia molto senso chiamarlo più movimento) si è attuato un meccanismo autoritario che lo ha, di fatto, trasformato in un ente monocratico: dal motto “uno vale uno”, siamo passati a “uno sono Io e Voi non siete un cazzo!”.
Beppe Grillo che crede di essere il Marchese Del Grillo. Non ci credete?
Intanto il vecchio portale del Movimento (pardon!… Partito) reca un invito perentorio, rivolto a tutti gli iscritti, ad aderire alla nuova associazione creata non si sa da chi o come con tanto di Statuto (in luogo del vecchio “non statuto”).
Chi non si affretti a “cliccare” l’adesione sarà fatto automaticamente fuori, visto che la vecchia piattaforma, da qui a pochi giorni, sarà disattivata.
E cosa comporta l’aver cliccato sul nuovo portale?
Comporterà l’ingresso in quella che non si esita a definire una nuova associazione, già dotata di statuto (probabilmente redatto dai fantasiosi avvocati della Casaleggio & Associati) il quale prevede che al “capo politico" dell’associazione spetti l'’ultima parola su tutto, ma proprio tutto. Certo ci sono organi deliberativi, assemblee e comitati, ma alla fine chi decide è sempre e soltanto il capo. Della serie: “Stalin (al secolo Josif, Giuseppe, probabilmente anch’egli detto affettuosamente Beppe) a noi ci piace”. Scusate la frase cacofonica ma è in ossequioso omaggio ad un grande innovatore della lingua italiana, dei condizionali e dei congiuntivi quale il leader ormai indiscusso Gigetto Di Maio.
Se preferite il tutto potrebbe anche riassumersi nel brocardo: “Baffone ci fa un baffo!”.
Ovviamente sono fioccati i ricordi dei vecchi attivisti i quali ci tengono a far sapere di non intendere aderire alla nuova associazione e, comunque, di non essere dei pirla. Staremo a vedere ma, intanto, lo strappo è cosa fatta.

Ma se ancora non credete alla svolta autoritaria dei grillini vuol dire che non avete fatto attenzione a ciò che è successo con le pseudo-primarie: sinceri attivisti, simpatizzanti, antipatizzanti, fancazzisti e onanisti hanno – tutti, chi più chi meno – trovato la strada della piattaforma “Rousseau” (come viene pomposamente chiamata) sbarrata a dispetto delle più o meno legittime ambizioni d’iscrizione alle primarie.
Quasi tutti hanno pensato a difficoltà tecniche derivanti dall’eccessiva affluenza sul sito. Alcuni, meno ingenui – come ad esempio Maria Lori Gatto, attivista salentina da alcuni anni molto critica nei confronti della deriva autoritaria – hanno sottolineato come nulla avvenga per caso e che, anzi, lo sbarramento, rispondesse alla logica della “nuova associazione” alla quale ella da subito aveva rifiutato di aderire. Denuncia che, ovviamente, provocava lo sdegno dei benpensanti, degli oltranzisti fedeli alla linea, in altri termini di coloro che la Gatto, in tempi non sospetti, aveva definito i “lecchini dei parlamentari” incuranti di esser stati, in molti casi, esclusi essi stessi.
Potete immaginare pertanto le fragorose risate dell’attivista salentina quando Gigino-Gigetto Di Maio ha puntualmente escluso che si trattasse di difficoltà tecniche precisando che lo staff (entità metafisica) aveva applicato “un filtro di qualità” allo scopo di escludere candidati impresentabili, indesiderati o infiltrati.
Una precisazione che potrebbe esporre il “lider maximo” ad una valanga di querele considerato che molti degli esclusi, vantando quanto meno la “presunzione di buona fede”, non ci stanno ad esser tacciati di “impresentabilità” o connivenza con ambienti politici chiacchierati o del malaffare.
In Provincia di Foggia, ad esempio, sarebbero stati fatti fuori tutti gli attivisti “più intraprendenti e ambiziosi”, quelli che in altri termini, maligna qualcuno, avrebbero potuto fare ombra ai parlamentari uscenti. Insomma i più… attivi(sti).
Quelli che “non avrebbero leccato” abbastanza secondo altri.
Fuori Luigi La Riccia di San Marco in Lamis, Giorgio Sernia di San Severo e Grazia Manna di Troia.
Altrove fuori l’insegnante attivista, dentro il fratello dell’avvocato vicino al PD e lo stripper che ringrazia pubblicamente Di Maio «per aver creduto in me» con un post sulla pagina Facebook e il nome d’arte «Costantino Strapmen» che sta facendo il giro del web: «Non è stato facile superare il filtro di qualità. Io lo dico sempre nelle mie esibizioni nei locali il talento prima o poi esce fuori» anche se, trattandosi di uno stripper, c’è il serio rischio che, insieme al talento, esca fuori... qualcos’altro.
E il portavoce foggiano, consigliere regionale foggiano, Rosa Barone che dice? Avrà perso la voce e non può portare nulla.
No, anzi… Affida le sue esternazioni ad un post prendendosela ovviamente con gli schizzinosi, quelli che storcono il naso sulle candidature e difendendo le scelte dello staff in difesa di un ragazzo, a suo dire, vittima di calunnie. Un beniamino rimasto avvolto nel mistero.
Insomma, da un lato, uno spogliarellista, dall’altro, una “pasionaria” che si straccia le vesti.
E una doverosa conclusione: primarie con tanti trombati e un movimento nel quale potrebbe militare a buon diritto anche Berlusconi, considerato quanto si tromba!

Ettore Orlando

 
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