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Tutolo “cazziato” da Emiliano? Pare cercasse di candidare Pitta, ma lui dice tutt’altro. E con Leo Di Gioia…

di Loki

Tutolo pare volesse piazzare Giuseppe Pitta candidato al Senato: attrito con Leo Di Gioia. Ma dice di esser grillino nel sangue, anche se i grillini gli stanno sulle balle. Emiliano…

Lucera, 11.03.2018 - Chiuse le elezioni del 4 marzo 2018, forse pensavate che la fiera delle "perle di saggezza" pagnottare andassero a spegnersi in una sorta di zona dell'oblio. E invece ci ha pensato l'attivista del MeetUp 5 Stelle di Lucera, Vincenzo Folliero, a tenere viva l'attenzione sulle comiche contraddizioni puntualmente offerte del sindaco di Lucera. La dimostrazione sta innanzitutto in un post del pentastellato che raggruppa tre elementi-immagini con un breve commento: «La sindrome bipolare del sindaco, meglio strizzare l'occhio a chiunque lo possa adottare. Delle sue crisi d'identità poco ci importa, il problema è che durante la sua crisi, non è stato convocato nessun consiglio comunale. A Lucera non si tiene un consiglio comunale dal 23 dicembre (subito dopo questa notizia prontamente è scattata la convocazione dei capigruppo per il 23 marzo prossimo!, ndr), vedremo prossimamente qualche strada asfaltata, come si fa di solito l'ultimo anno di mandato, pre elezioni comunali. Intanto questi 3 mesi sono andati persi». Nel trittico delle immagini Folliero mostra un post di Tutolo che in risposta ad un certo Michele spara a zero (peraltro nel giorno del silenzio elettorale) contro il Movimento 5 Stelle dichiarando di averli "sulle balle" e tacciandoli di essere degli "illustri sconosciuti che non hanno mai fatto e detto nulla in politica" e che "si trovano catapultati nel posto dove si legifera". Salvo poi trovare, su "L'Attacco" dell'8 marzo, il titolo «Fuda dai civici, Tutolo: "Grillino nel sangue"», portando quindi a dare per scontato che egli parlasse proprio di sé e che faccia parte egli stesso di quegli "illustri sconosciuti che non hanno mai fatto nulla in politica"! Ma la terza immagine subito ci mette di fronte ad una sorta di cane a tre teste, perché lo si nota seduto vicino-vicino (come a "Striscia la notizia") al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sul palcoscenico del Teatro Garibaldi di Lucera, al tavolo con i candidati Massimo Russo (al Senato) e Rosario Cusmai (alla Camera) per la coalizione di centrosinistra che mette insieme PD e movimenti civici.


Uno e trino

Insomma, o Tutolo soffre di una grave forma di tripolarismo (superando addirittura il bipolarismo di cui parla Vincenzo Folliero), oppure ha cercato come al solito, astutamente, di imbambolare l'elettorato, soprattutto quella fetta meno colta a cui basta mostrare una crostata o una marmellata su Facebook perché vada in estasi e successivamente sotto ipnosi.
Certo, con questo andazzo da parte dell'opposizione che – se si eccettua l'impegno di un Giuseppe Bizzarri a dare la scossa facendo saltellare dalla sedia il pagnottaro – sembrà dare più l'impressione di non volersi sforzare troppo e di confidare in un corri-corri solo due mesi prima delle elezioni comunali, il sindaco uscente potrebbe trovarsi a ripresentarsi (al di là della sua – a questo punto non credibile – rinuncia ad una ricandidatura) già con una bella percentuale di vittoria acquisita in anticipo. E poi diciamocelo chiaro: Tutolo, anche alla luce di quel che sarebbe accaduto in questi giorni di elezioni politiche, non avrebbe proprio dove andare.

Perché cos'è successo?

Cosa sarebbe avvenuto di tanto particolare o importante? È presto detto. La sera in cui il Teatro Garibaldi vide la presenza di Emiliano con i candidati Russo e Cusmai se ne sarebbero viste e sentite delle belle. In altri termini Emiliano avrebbe impartito al pagnottaro una sonora strigliata presentandogli una sorta di cambialone all'incasso. Tra le altre tirate d'orecchie il governatore della Puglia avrebbe fatto rilevare al primo cittadino nostrano, più o meno: vedi che alla regione abbiamo approvato un PUG alla Tutolo, un fatto che non è riportato in nessun manuale di urbanistica. Non solo, perché Emiliano gli avrebbe anche ricordato il finanziamento per la fortezza, quello per l'Alghisa… Insomma un modo per fargli capire: alza le chiappe e datti da fare, siamo in campagna elettorale. Una reprimenda piuttosto pesante che avrebbe fatto diventare Tutolo piccolo-piccolo. Indiscrezioni vogliono che a volere il sindaco di Lucera presente quella sera al tavolo del Garibaldi (si dice avesse pregato fino all'inverosimile per non andarci) fosse stato proprio Michele Emiliano. E il motivo starebbe tutto in un retroscena di circa una decina di giorni prima verificatosi durante un incontro organizzato dalle civiche con Leo Di Gioia al Palace Hotel nella zona ASI di Lucera con tanto di presentazione – anche in quella occasione – dei due candidati Russo e Cusmai. Ebbene in quel contesto un clima di tensione sarebbe emerso tra Tutolo e Di Gioia, una sorta di rottura, con il primo (il pagnottaro) che avrebbe lamentato al secondo (Di Gioia): passi pure la candidatura di Cusmai (un amico e pur sempre un civico, anche se Tutolo si è definito grillino nel sangue pur avendo sulle balle i grillini e, quindi, se stesso), ma Russo lo avete deciso voi altri senza farci sapere nulla. Una rimostranza che significava, probabilmente, l'accampare di una candidatura al Senato per il pagnottaro Giuseppe Pitta (un perfetto sconosciuto che si sarebbe dovuto muovere in uno spazio di 500mila abitanti).
Fa ridere oltremodo anche quanto dichiarato dallo stesso Tutolo a "L'Attacco" l'8 marzo scorso, laddove parlerebbe di un suo disinteressamento totale ai civici in campagna elettorale perché non si sarebbe ritrovato sui temi, mentre è risultato abbastanza chiaro che la causa sarebbe stato quel risentimento per non aver contato niente nel piazzare il suo candidato. Quel Pitta che cercava di darsi da fare per Cusmai girovagando di notte per seggi elettorali (se fosse vero come potremme giudicare questo approccio di chi si onora di far parte di una coalizione tutta linda e luccicante?). Anzi, dicono addirittura che durante un'operazione di spoglio in un seggio il personaggio in questione sarebbe stato cacciato perché non poteva essere presente.

Loki

 
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