Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra

La lingua batte dove il dente duole

Lucera: Piano Sociale di Zona e “dis-Servizi” Sociali

di Antonio Cantalamessa

La dott.ssa Croce e la dirigente dott.ssa Franchino, lungi dal trovare una soluzione al caso pietoso di un bimbo sostanzialmente abbandonato a se stesso, pare si siano limitate a informare il Tribunale dei Minori

Lucera, 01.06.2018 - I Servizi Sociali non rappresentano un tema che scalda troppo i cuori dell’amministrazione comunale. Chi ha esordito con il dissesto, con i tagli dei servizi ai poveri cittadini costretti a prendere atto che l’unica cosa sicura ed inequivocabile sia rappresentata dalle indennità di funzione di sindaco, presidente del Consiglio Comunale ed assessori, con la beffa dei buoni mensa a danno dei dipendenti comunali (i quali hanno reagito aprendo un contenzioso che vedrà a settembre la prima udienza) e con il ritornello “non ci sono i soldi” (appunto, ma non per le loro indennità!) è costituzionalmente refrattario alle esigenze delle fasce più bisognose della popolazione.
Mi sembra di sentire: “Che me n’ fregh’a me! S’a ved’n lore”… O anche: “M’ tirn u pil chiù lungh” e altre squisite espressioni del repertorio “cafonal”.
In precedenti editoriali, la nostra testata non aveva mancato di mettere a nudo le disfunzioni del Piano Sociale di Zona: la mancanza di un conto corrente “dedicato” aveva provocato di fatto la paralisi delle attività assistenziali, non solo per Lucera, comune capofila, ma anche per i comuni minori dei Monti Dauni i cui comuni sono parte dell’Ambito.
Nelle infuocate riunioni dell’Ufficio di Piano, Tutolo, forse intenzionato ad ambire al titolo di miglior scaricabarile che si ricordi dai tempi di Ponzio Pilato (sua la frase memorabile: “Colpa delle amministrazioni precedenti!”), aveva attribuito la mancata predisposizione del conto corrente a scelte del suo “ragioniere capo” (Raffaele Cardillo?). Dopo un breve periodo in cui l’Ufficio di Piano e i Servizi Sociali avevano ripreso a funzionare grazie all’opera encomiabile del commissario ad acta dott.ssa Giuliana Galantino, pare che purtroppo si sia tornati all’antico. Forse ricorderete il caso della maestra colpita da una sedia nell’edificio scolastico Lombardo Radice. Autore del gesto un minore proveniente da una famiglia disagiata. Un bimbo che l’anno scorso aveva iniziato un percorso virtuoso, di recupero e di inserimento in un ambiente sano e affettuoso nel centro “diurno” dei Padri Giuseppini, ma che oggi è tornato a vivere nell’abbandono e nella miseria insieme ai tre fratellini. La Scuola, dopo l’insano episodio, ha fatto come sempre il suo dovere, allertando i Servizi Sociali, ma qui la situazione si è arenata da due mesi.

Il motivo? Non ci sarebbero soldi (Cardillo, Cardillo…) per pagare il contributo alla struttura che sino all’anno scorso accoglieva il bambino. E sino all’anno scorso i frutti si vedevano. Il bambino cresceva bene e aveva familiarizzato con i suoi coetanei. Oggi invece il disastro: quello che tutti definivano “un pacioccone” è divenuto in poco tempo un bimbo violento lasciando presumere che possa vivere tra le mura domestiche un clima di violenza o di carenza affettiva.
La Scuola, come dicevamo, ha interpellato i Servizi Sociali. Anche l’assessore Michele Marucci e il sindaco, i quali – forse resisi conto dell’aberrante noncuranza manifestata dai servizi sociali (trad: resisi conto della cazzata fatta) – si erano detti pronti a predisporre i necessari correttivi. L’ordinanza sindacale sembrava cosa fatta… almeno a parole (o a chiacchiere!).
Invece sia l’assessore Marucci che il sindaco da allora pare si siano eclissati e la situazione si sarebbe nuovamente incancrenita. La dott.ssa Serafina Croce detta “Sara t’è fa capace Croce” e la dirigente dott.ssa Domenica Franchino, lungi dal trovare una soluzione al caso pietoso di un bimbo sostanzialmente abbandonato a se stesso, pare si siano limitate a informare il Tribunale dei Minori. All’esito il bambino potrebbe essere sottratto non solo alla famiglia ma anche ai Padri Giuseppini che tanto amorevolmente lo avevano assistito.
In tal caso sarebbe una sconfitta per noi tutti.
Un tipico esempio di mala-amministrazione: un bambino incolpevole esposto al pericolo di danni potenzialmente irreversibili, se non a veri e propri abusi, in concomitanza con l’inerzia cronica dei Servizi Sociali di Lucera.
Unico segno di vita delle Politiche Sociali: un interminabile palleggio di responsabilità tra burocrati, dirigenti, assessori, sindaco e scaldasedie di ogni stazza e misura.
Solo che, invece della palla, a rimbalzare di qua e di là c'è un bimbo.

Antonio Cantalamessa

 
Per la pubblicità
in questo spazio
scrivi alla redazione


Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.