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La lingua batte dove il dente duole

Rosa Barone (M5S) e… la frittata alla foggiana
Il gusto superiore lo si raggiunge aggingendo degli asparagi di Giardinetto.

Lucera, 22.07.2015 - Direbbe Andrea Scanzi: “Quando il Movimento 5 Stelle è sul punto di dare scacco agli avversari, ecco che puntualmente fa qualcosa per farli tornare in vantaggio”. Questa regola comportamentale degna di Tafazzi (ricordate il personaggio interpretato da Antonio Albanese che si infliggeva volontariamente bottigliate nei cosiddetti?) vale a Roma così come a Foggia. Se Renzi è in difficoltà ed arretra nel gradimento degli italiani, ecco che Beppe Grillo dice qualcosa di delirante provocando l’immediata retromarcia dei suoi nei sondaggi.
In Capitanata… idem cum… patate.
C’è il leader di un movimento opportunista-trasformista, a suo dire di protesta che, grazie ad alleanze con il centrosinistra, ottiene addirittura la delega all’Ambiente nell’amministrazione provinciale.
C’è un elettorato il quale, alla luce di questi comportamenti contraddittori, comprende finalmente che la pagnotta è un falso movimento di protesta ed assesta una micidiale batosta a Pippo Agnusdei (sparito!), candidatosi per la coalizione Piazza Pulita (la Pagnotta) insieme alla cordata di liste e vecchi partiti che sostiene Michele Emiliano.
Al contempo c’è il Movimento 5 Stelle il quale, sulla scia della capolista e candidata presidente Antonella Laricchia, forte dei confronto vinto su Sky proprio con Michelone, ottiene un risultato apprezzabilissimo divenendo la seconda lista in termini di consensi nella regione e piazzando ben sette consiglieri nella nuova assemblea regionale.
Ma c’è anche l’imponderabile.
Consigliere dei grillini per la circoscrizione di Foggia e provincia diviene anche Rosa Barone, tra qualche perplessità ed alcune malelingue che ne evidenziano la stretta parentela (sono rispettivamente nipote e zio) con il notaio Antonio Pepe, già presidente (espressione dell’allora PdL di matrice berlusconiana) della provincia dal 2008 al 2013 sotto l’egida del centrodestra.
La parentela non significa niente e pertanto i giocondi grillini, ancora festanti per il recente successo elettorale, si affrettano a zittire i critici invitandoli ad attendere alla prova dei fatti la novizia Rosina.
E questa, la quale sembra conoscere i film di Akira Kurosawa, cosa ti combina?
Comportandosi, non come uno dei sette consiglieri grillini, ma come una dei Sette Samurai, fa praticamente harakiri. Un disastro.
Sollecitata dal problema “puzza a Foggia” si tura il naso, prende il primo treno per Lucera e si dirige a parlare con il sindaco della nostra ridente cittadina. Proprio quel tale, con la delega provinciale all’Ambiente, recentemente trombato con il suo candidato (l’ormai introvabile Pippotto) nella consultazione regionale.
Sin qui ci potrebbe stare.
Ciò che invece sorprende, al di là delle motivazioni (se mai esistono) delle decisioni adottate nell’inconsueto incontro, è il clima di grande affinità, quasi fratellanza. Pittoresche le varie foto che li ritraggono insieme, amorevolmente. Infine, ciliegina sulla torta, le dichiarazioni rilasciate (non a questa testata che pure aveva chiesto cortesemente e vanamente di poterla intervistare – stiamo aspettando ancora la risposta: evidentemente il pagnottaro le avrà somministrato anche di evitare quel giornale rompicoglioni del Frizzo) con l’esibizione di “grande soddisfazione” a margine dell’incontro.
Un vero e proprio atto di misericordia degno delle crocerossine nei confronti dei mutilati di guerra. Un delegato pagnottaro all’Ambiente (per il quale l’unico interesse ambientale sembra essere la Bioecoagrim: delle trivellazioni nell’Adriatico? E di Energas a Manfredonia? Avrà bisbigliato qualcosa?), prima in grandissima difficoltà ed ora insperatamente resuscitato grazie alle amorevoli cure ed all’ossigeno profumato di rosa somministratogli dall’infermiera grillina.
Mancano soltanto le bomboniere dopo i cerotti, ma non è detta l’ultima parola.
Vista la sede e gli sguardi amorevoli, quasi una promessa di matrimonio redatta, non in atto notarile (il Notaio Pepe ne sarà dispiaciuto), ma suggellata in un comunicato via Facebook del solito meetup foggiano, quello dei pasticci delle liste “corrette” e non certificate, per intenderci.
Cosa hanno deciso i due della “strana coppia”? Senza entrare nel merito delle motivazioni, cosa che del resto neanche loro hanno fatto, procedendo ad un processo sommario senza l’ascolto del presunto reo, hanno semplicemente preannunciato una richiesta di sospensione o revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di raccolta della cosiddetta frazione umida (l’umido della raccolta differenziata) e di trasformazione in compost esercitata dalla Bioecogrim che sarà fatta – udite udite – proprio dal delegato pagnottaro alla provincia. Un’azione sinergica dei grilli parlanti e delle pagnotte pinocchiate. A nulla importa qualche piccola inesattezza in quello che potrebbe dimostrarsi il sequel – appunto! – di Pinocchio.
Il tutto con grande soddisfazione della grillina. Avrà capito di cosa parlava il sindaco della pagnotta e quali ne saranno le conseguenze? Speriamo di sì.
Nel comunicato dei grillini foggiani (a proposito, cosa ne pensano quelli del Meetup di Lucera notoriamente antitetici al pastrocchio della pagnotta?) enfaticamente si mette in evidenza il dinamismo e l’attivismo della neoeletta Rosa Barone sempre pronta a porsi a servizio dei cittadini quando questi la chiamino. Della serie “…se la puzza chiama, deodoriamola di Rosa”.
Unici risultati per il momento: un linciaggio mediatico ai danni dell’azienda designata quale capro espiatorio e la susseguente decisione di quest’ultima di farsi da parte chiedendo pubblicamente al prefetto l’autorizzazione a sospendere per tutta l’estate il ritiro della frazione umida proveniente dai numerosi comuni conferenti ed a riprendere l’attività soltanto dopo che i fatti si siano chiariti e cessato lo sciacallaggio mediatico. Il tutto con minacce di denunce, azioni risarcitorie (presumibilmente in danno dei due fidanzatini platonici e degli enti che rappresentano).
Un vero e proprio casino.
Possiamo immaginare anche quali possano essere stati i commenti del Prefetto a seguito di una grana scatenata in procinto delle ferie agostane, con il rischio di tonnellate di monnezza sballottate di qua e di là per la Puglia.
Comunque una trovata geniale. Dopo il “piano rifiuti zero”, ci si schiera contro i rifiuti “a chilometro zero”. Se la monnezza ti infastidisce basta spostarla un po’ più in là nella Puglia, nascondendo la polvere sotto il tappeto.
Chissà come saranno contenti i cittadini pugliesi delle città che potrebbero essere le prossime destinatarie della geniale idea!
Meglio sorvolare.
Si potrebbe anche ricordare alla nostra consigliera regionale, tanto interessata all’ambiente, che gli abitanti di Lucera sono stufi di essere presi per i fondelli, dovendo sopportare questioni ben più spinose delle puzzette, quali le migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi stivate in quel di Giardinetto (agro di Troia – Provincia di Foggia amministrata dal delegato pagnottaro all’Ambiente), l’amianto dell’ILCA e la questione Alghisa sulla quale, più che il tendone da circo propagandato dal pagnottaro, sarebbe bene stendere un velo pietoso.
Rifiuti e scorie senza dubbio più pericolosi della frazione umida compostabile (materia biodegradabile quindi a rischio ambientale zero). Hanno un solito difetto: non puzzano e per questo se ne disinteressano tutti, compresi la neoeletta.
Si potrebbe anche ricordare ad una signora, forse dalla memoria corta nonostante la giovane età, che alcuni mesi orsono gli abitanti di Ortona, i quali lamentavano miasmi simili a quelli foggiani, ebbero ad apprendere che questi non erano l’effetto di attività svolte in città, bensì dovuti allo sversamento abusivo di sostanze tossiche nelle aree coltivabili. Si potrebbe anche ricordare che esiste una relazione commissionata dal Comune di Lucera (ad un’azienda di Milano, la PCA Technologies, la stessa che è stata nuovamente nuovamente investita dal Comune di Lucera ad espletare un’indagine già fatta nel 2011) legata al problema “puzza”, ove si riscontrava (all’epoca dei fatti) l’esistenza di ben quattro “fonti odorigene”, tre delle quali rimaste sconosciute. Si potrebbe è vero, ma sarebbe chiedere troppo a chi soltanto ora si affaccia alla ribalta tra tentativi di improvvisazione e copioni raffazzonati e scritti da neofiti amanuensi.
Significherebbe approfondire le problematiche, vero e proprio spauracchio di chi “rifiuta” il contraddittorio e si rifugia in maldestri comunicati preconfezionati.
Se nel merito l’iniziativa si dimostra, dunque, priva di argomentazioni dimostrate e dimostrabili, anche quanto alla mera efficacia propagandistica essa appare disastrosa.
Come cavolo si fa ad offrire un assist simile ad uno che ha sottratto sistematicamente i voti di protesta al Movimento 5 Stelle per farli confluire, da ultimo, in una coalizione nella quale militano vecchi e nuovi squali della politica? Se proprio, contrastando l’etica grillina, si volevano costruire strane accoppiate, tanto valeva accettare l’assessorato tanto cavallerescamente offerto da Michele Emiliano a Rosa Barone ed ad altre gentili donzelle.
Lo stesso Vincenzo Folliero, organizer del Meetup lucerino, non ha potuto fare a meno di commentare: «Quelli di Foggia hanno sbagliato».
Come dire che l’affiancarsi alla pagnotta è un danno per il Movimento, ma di questo sembra non curarsene la vispa Rosina, tutta presa dal dimostrare il proprio attivismo-sbandismo. Fatto sta che i locali sono stati scavalcati senza tanti complimenti. Piuttosto resta un mistero il fatto che dei locali fosse presente una delegazione con la… “Stele di Rosetta”. Ecco perché i pentastellati lucerini (che sarebbero stati accusati da più parti di non fare nulla) si trovano ancora una volta a spiegare l'imbarazzo.
Forse qualcuno a Bari, penso al capogruppo nel Consiglio Regionale, dovrebbe far comprendere ad una giovane ed inesperta consigliera che la campagna elettorale è finita da un pezzo e che, se non si vogliono fare danni, è meglio starsene zitti, piuttosto che combinare casini e rompere i cabasisi al Prefetto ad ogni piè sospinto, confondendo per giunta le idee dell’elettorato grillino.
Insomma, Antonella Laricchia farebbe bene a “tirare una recchia”.
Se proprio Antonella non ci riesce, almeno ci pensi lei, Notaio! Ancora una volta siamo nelle sue mani.
Ciò premesso, possiamo concludere – più che con il grande gesto politico di risollevare le sorti di Lucera facendo marmellata, così come fa il pagnottaro – con la ricetta della “Frittata alla foggiana”.
Prendete una pagnotta esanime, frantumatela e mescolatela a due o tre pandistelle (pagnotte che fingono di essere grilline). Lavorate il tutto, senza troppo approfondire l’argomento, quindi all’Acqua di Rosa. Impiattate e presentate il miscuglio su di un letto di migliaia di tonnellate di monnezza della quale non sapete cosa cavolo farvene. Il pasticcio così ottenuto è molto sgradito ai Prefetti, perché pare puzzi tremendamente. L’Acqua di Rosa con la quale è cosparso il tutto, varrà in ogni caso a coprire la puzza, senza tuttavia eliminare la monnezza. Un po’ come “la lavata di Maria Francesca”: non importa che sia lorda, basta che sia fresca!
Se desiderate raggiungere il massimo, però, basta aggiungere un po’ di asparagi di Giardinetto.

P.S. - A proposito di Tafazzi, Antonio Carbone e Salvo Agostinelli – che ringraziamo – ci hanno fatto notare, giustamente, che non era interpretato da Antonio Albanese ma da Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

Ettore Orlando

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