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In giro per Lucera

Rioni lasciati quasi al loro mesto destino
Caro Babbo Natale pensaci tu, porta sollievo e speranza a chi ormai non ci spera più e non andar via senza fare un giro panoramico, turistico, nella nostra bella città

Lucera, 25.12.2017 - A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai! Sì, ma a Natale di quale secolo? Alcune zone di Lucera sono abbandonate a se stesse, le lamentele dei residenti arrivano alle stelle ma chi le ascolta? Nessuno! Loro se la cantano e loro se la suonano. Inizia così l’elenco prefestivo, festivo e post festivo delle tiritere che riguardano la nostra città. E mentre ci accingiamo a proporre le segnalazioni più importanti, veniamo folgorati da un’idea. E se scrivessimo una letterina a Babbo Natale, magari consegnandogliela a mano in via de’ Nicastri, dalle parti del Museo Civico, con i pubblici scontenti, potremmo sperare in un suo intervento risolutivo? Chissà, la speranza è sempre l’ultima a morire e il Natale fa miracoli.
Iniziamo con delle riflessioni che ci giungono da via Col di Lana. Siamo alle falde di via Pasubio, laddove, alle problematiche di fogna, sporcizia e allagamenti in caso di forti piogge, alcuni giorni fa si è temuto il peggio; la campana per la raccolta del vetro della zona si è rovesciata, forse per il forte vento o forse a causa di qualche autoveicolo che le ha dato una spintarella, ed è rimasta coricata su se stessa per diverse ore, fino a quando non è stata sollevata dagli addetti ai lavori. Ma in qualche altra occasione a rimettere in verticale il contenitore verde sono stati gli stessi residenti, consci di quale tragedia avrebbe potuto causare se lo stesso fosse rimasto in orizzontale sull’asfalto.
La sfiducia di chi vi dimora è tanta; da un bel pezzo qui ci si sente abbandonati e non c’è motivazione reale di questo “trattamento esclusivo”, nel senso che si ha l’impressione di essere proprio esclusi dalla pubblica attenzione. Eppure i lucerini di via Col di lana versano normalmente e puntualmente i tributi dovuti, quindi a che si deve tanta incuria e menefreghismo? Più volte negli anni addietro, con le passate amministrazioni, la via suddetta è approdata in Consiglio Comunale, oggetto di interrogazioni da parte di alcuni consiglieri, ma la situazione ad oggi permane delicata. La gente è sofferente e si trascina dietro i segni di una politica stagnante che preferisce continuare a prendere il toro per la coda piuttosto che per le corna.

Se spostiamo i riflettori dall’altro lato della città e cioè in zona 167, ecco palesarsi altri “doni natalizi”. In via Tintoretto da questo autunno c’è il problema del “fruscìo che fan le foglie”. Non stiamo rimembrando versi poetici di Gabriele D’Annunzio ma palesando il disagio dei residenti di quella strada. Il fogliame, caduto e cadente copioso sull’asfalto, rimpingua di giorno in giorno un tappeto fogliato che con le precipitazioni si inzuppa di acqua. Può sembrare frivolezza ma alla lunga la cosa è snervante. Chi ci passa con una certa frequenza racconta di queste foglie che si appiccicano alle scarpe e vengono poi trasportate negli atri dei portoni e fin dentro casa. Sempre il nostro poeta-soldato direbbe: E il verde vigor rude / ci allaccia i malleoli / c’intrica i ginocchi”. Per non parlare di quando le deliziose foglioline coprono piccole scalette esterne o i cordoli dei marciapiedi di zona creando situazione di pericolo per i pedoni.

Altra tipologìa di verde vigor rude, cioè non di foglie ma di erbette spontanee fiorisce un po’ dovunque nella nostra città, tra le basole del centro storico, lateralmente alle strade cittadine, nelle fessure delle mura mattonate di alcune costruzioni, ecc. Una signora che abita in via Giovanni XXIII ci segnala, scavati nell’asfalto, tanti quadratini contenenti appunto erbetta (per la verità è una vegetazione che troviamo addirittura a ciuffetti tra le basole di piazza Duomo e dintorni). Ad osservarli meglio sembrano delle fioriere mignon messe in ordine come spartitraffico. Ma che sono? Sono “abbellimenti” naturali? Servono a qualcosa? Se non hanno una specifica funzione, sono inestetici e basta.
E di Lucera Due ne vogliamo parlare? In piazza Maria Secondo c’è lo spiazzo verde, un tempo adibito a parco giochi, che giace inerme “sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole”. Che Quasimodo ci perdoni ma quei resti di altalene e di qualche altro attrezzo ludico sono inguardabili. Semplicemente le altalene in questione giacciono incustodite, al sole e alla pioggia ormai da anni, senza alcuna utilità né per piccoli né per grandi. Restando nei paraggi, l’altra triste eco riguarda i lavori portati a termine nella parte antistante a via Washington. Possibile che un’area del genere, rinnovata, abbellita con un nuovo parchetto per bambini, debba avere una illuminazione tanto flebile e scarsa, quasi cimiteriale? La poca luce nei mesi meno freddi ha incoraggiato atti vandalici a danno del campetto di calcio e da tennis come più volte è stato lamentato sui social e perfino sui media.
Caro Babbo Natale pensaci tu, porta sollievo e speranza a chi ormai non ci spera più e non andar via senza fare un giro panoramico, turistico, nella nostra bella città.

A.F.



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