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In giro per Lucera

Il vecchio rudere in piazza Di Vagno lascia il posto ad una nuova struttura edilizia
Si tratta di un edificio che ha due livelli di piani interrati adibiti a garage, un piano terra dove ci sono attività commerciali e tre piani di residenza. È costituito da quindici moduli abitativi, quattro negozi e quindici garage

Lucera, 05.06.2019 - Abbiamo incontrato l’architetto Antonio Marino per parlare di un’importante iniziativa, ovvero il progetto di recupero per restituire al decoro urbano uno degli angoli più caratteristici di Lucera, Piazza Di Vagno, comprendente anche via Giovanni XXIII e via Di Pierno: si tratta, in particolare, di un rudere che negli anni ‘20 era un opificio e che adesso sarà finalmente recuperato.
Marino ha spiegato che l’iniziativa è partita un paio d’anni fa e che ad occuparsene oggi è l’impresa Data Building del lucerino Danilo Tatta con il quale, in qualità di socio unico ed amministratore della Gi. Di. Immobiliare, è stato già realizzato il fabbricato di via Vittorio Veneto, il palazzo noto come “I quattro archi”.

L'intervista all'arch. Antonio Marino

Riguardo all’ex opificio, il progettista  – che ha lavorato in simbiosi con il figlio, l’ing. Gianluca Marino – ha chiarito che dopo aver contattato i proprietari, si è trovata un’intesa sulla sua demolizione, infatti, sono decenni che lo stesso è in stato di degrado, ed inoltre è inserito in un ambito da riqualificare. Si tratta di un edificio che ha due livelli di piani interrati adibiti a garage, un piano terra dove ci sono attività commerciali e tre piani di residenza. È costituito da quindici moduli abitativi, quattro negozi e quindici garage.

L'intervista a Danilo Tatta

Sul palazzo “I quattro archi” è intervenuta la Soprintendenza in quanto si trova a ridosso della cinta muraria e quindi nell’ambito del centro storico; anche in questo caso, come ha assicurato l’architetto, essa sarà interpellata prima della fase di scavo. Il tecnico ha anche evidenziato che l’accurata scelta dei materiali e l’uso delle moderne tecnologie quali pannelli solari, domotica e pannelli fotovoltaici renderanno questo stabile una delle migliori offerte abitative della città pur conservando un rapporto qualità-prezzo molto competitivo.

Tatta ha tenuto a precisare che il progetto (un palazzo in classe A+) è nato grazie ad un grande lavoro di gruppo finalizzato ad offrire un prodotto di alta qualità ad un prezzo modico, e ha annunciato che il nuovo edificio sarà pronto tra circa diciotto mesi. Nonostante non sia un periodo facile per l’edilizia, il giovane imprenditore non sta facendo mancare il proprio contributo alla riqualificazione delle zone più caratteristiche di Lucera.

Il nuovo progetto della Data Building è stato presentato lo scorso 29 maggio presso la sede dell’agenzia “Gagliardi Immobiliare” situata in piazza Di Vagno (un’altra sede della stessa agenzia a cui è demandato l’incarico della vendita dei moduli abitativi e commerciali si trova in via San Domenico, ad angolo con via Federico II), in un incontro moderato dall’attrice e conduttrice del programma “Comò” in onda sull’emittente TeleNorba, Carla De Girolamo. Presenti all’evento anche Pasquale Minafra in rappresentanza del comitato di quartiere “Porta Foggia” che fatto rilevare come iniziative di questo tipo oltre che restituire decoro alla zona offrono anche ulteriori occasioni per lo shopping, visto il punto nevralgico che si va ad integrare in un rione già di per sé ricco di attività e di particolare vitalità.

«Sono qui in veste istituzionale per testimoniare la mia vicinanza tutte le persone e le aziende che investono sul territorio lucerino» ha invece affermato il sindaco di Lucera Antonio Tutolo che ha aggiunto: «In particolare devo fare il mio personale apprezzamento a Danilo Tatta che dopo il progetto realizzato in via Vittorio Veneto ha intrapreso questa nuova avventura. Normalmente le persone iniziano da imprese facili e col passar del tempo aumentano la difficoltà del loro lavoro fino ad arrivare a realizzazioni sempre più complesse, ma in questo caso Danilo ha voluto iniziare da un’opera più complessa».

È un quartiere popoloso, il nostro», ha evidenziato il parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Luigi Di Condio. «Sono contento per questa iniziativa progettuale che va anche a qualificare la vicina scuola Lombardo Radice. Un’opera che vedrà sistemati marciapiedi, probabilmente anche l’illuminazione pubblica, garantendo quindi una maggior sicurezza e vivibilità ai tanti ragazzi che frequentano quel plesso, ragazzi che vengono in chiesa e che vivono forse più di tutti il quartiere».

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