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Intervista a Mario Di Gennaro, presidente del Comitato Feste Patronali 2018 di Lucera
«Come ha scritto il nostro Vescovo nella sua esortazione: la festa è tempo per guardare la propria vita e le persone che la abitano, le comunità che la sostengono, le persone care che la rallegrano. E la rafforzano»

Lucera, 02.08.2018 - Con il mese di agosto si aprono ufficialmente le festività agostane per i lucerini. Un mese sempre particolarmente sentito e che ancora suscita ricordi ed emozioni nella comunità residente ed in quella costretta da anni a vivere lontana dal luogo natìo soprattutto per motivi di lavoro.
Anche quest'anno l'organizzazione del momento religioso dedicato al culto di Santa Maria Patrona è stato affidato ad un nuovo comitato presieduto da Mario Di Gennaro che ha voluto fare il punto in un'intervista.

D. È stato appena pubblicato il programma delle Feste Patronali, cosa dobbiamo aspettarci?
R. «Si tratta di un programma pensato guardando alla tradizione del Ferragosto lucerino. Al centro, ovviamente, c’è Santa Maria Patrona e il grazie che noi fedeli e cittadini anche quest’anno Le manifestiamo. Fulcro della tre giorni sono le celebrazioni eucaristiche (il Solenne Pontificale del Vescovo il 15 agosto e la messa del 16) e le due processioni, quella del 14 agosto, la più breve e storica che attraversa Piazza Duomo e quella del 16 che invece toccherà molte strade della nostra città. Non mancheranno i momenti più di tradizione popolare con la presenza di due bande musicali importanti, quella di Manfredonia e di Noicattaro e il concerto di “Mary Grace & l’Eau de Jazz” che canterà le più famose canzoni italiane dagli anni Cinquanta ad oggi rivisitate in chiave jazz. Ci sarà lo spettacolo pirotecnico finale e proprio in questi giorni stanno montando le luminarie. Insomma, tutto è pronto per vivere in condivisione e con gioia la nostra Festa».

Programma testualeManifesto del Programma

D. Riannodiamo i nodi, dopo l’esperienza dello scorso anno della Delegazione Vescovile, quest’anno si è costituito il Comitato Feste Patronali Lucera 2018 su indicazioni di Mons. Giuliano. Quali sono stati i punti fermi dell’organizzazione?
R. «Quando siamo stati chiamati dal nostro Vescovo eravamo ben consapevoli dell’impegno che l’organizzazione delle Feste Patronali comportasse. È il momento più importate per Lucera e non è nostra intenzione deludere le aspettative dei nostri concittadini e di quanti rientrano per godersi questi giorni. Abbiamo avviato la raccolta delle offerte già dal mese di maggio, abbiamo parlato prima di tutto con le imprese del territorio e approfitto di questa intervista per ringraziarle della generosità e della disponibilità che hanno avuto con tutto il Comitato Feste. Il loro sostegno economico non è mancato nemmeno quest’anno, segno che c’è un attaccamento forte, sentito, profondo a Santa Maria Patrona. Lucera è la sua città. Grazie anche ai fedeli, ai cittadini che si sono avvicinati alla nostra sede e che con il loro contributo hanno portato avanti una tradizione che è necessario non muoia. Invito coloro che non l’hanno fatto a recarsi presso la nostra sede in Piazza Duomo e lasciare la propria offerta. Ogni contributo è fondamentale!».

D. Avete riscontrato delle difficoltà?
R. «Fortunatamente no, questo non vuole dire che organizzare una festa del genere non comporti un duro lavoro. Io e miei colleghi, siamo in cinque, ci siamo divisi i compiti, ma abbiamo sempre trovato un momento quotidiano per condividere le nostre idee e anche le nostre preoccupazioni. Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare molto bene insieme e non è mai mancato il supporto di chi ci ha preceduti e dell’Amministrazione comunale alla quale abbiamo ribadito la nostra volontà di non farci carico dell’organizzazione degli spettacoli dei cantanti, come già avvenuto lo scorso anno. Con queste due realtà abbiamo un dialogo costante fatto di chiarezza e assoluta disponibilità. Siamo sicuri che il lavoro sinergico sia il vero punto forte per la buona riuscita di qualsiasi evento, a maggior ragione della Festa più sentita e attesa dell’anno da parte dei lucerini».

D. Cosa rappresentano ancora le feste patronali?
R. «La nostra Festa Patronale non può essere intesa se non come manifestazione d’affetto per Santa Maria. Come ha scritto il nostro Vescovo nella sua esortazione: la festa è tempo per guardare la propria vita e le persone che la abitano, le comunità che la sostengono, le persone care che la rallegrano. E la rafforzano. La festa in onore di Santa Maria è la festa di tutti e non solo di chi la organizza. È la festa della nostra città che per l’occasione si veste del suo abito migliore, quello dell’accoglienza e della gioia».

D. Allora cosa dobbiamo aspettarci?
R. «Devozione, gioia, condivisione, sano divertimento, fratellanza. Siamo convinti che le feste patronali siano un’antica tradizione di fede, cultura e tradizione lucerina che ha bisogno di essere sostenuta e tramandata nel tempo. Ci auguriamo che sempre più giovani si avvicinino a quest’appuntamento e non solo nei 3 giorni di feste, ma che esprimano il desiderio di impegnarsi per la realizzazione dei Festeggiamenti».

Degno di nota per le festività agostane sono: il laboratorio di arti manuali che coinvolgerà i bambini dai 4 ai 10 anni e che si terrà il 7 agosto e il tradizionale appuntamento, sabato 11 agosto, con la mostra e la presentazione del libro sull’evoluzione del Palazzo Vescovile.

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