Bamboccioni tutti in piazza per il B-Day!
L’iniziativa che sta trovando eco su radio, giornali e tv si spera raggiungerà al più presto le orecchie di chi di dovere, dimostrando che non sono tutti bamboccioni o meglio che se pure lo sono dei motivi ci saranno
Lucera, 01.12.2007 -
Il 4 ottobre il ministro dell’economia Padoa Schioppa sottolinea, durante un intervento alla Camera, come ci sia la necessità di mandare fuori di casa i “Bamboccioni”.
I chi? “I Bamboccioni”. Ha usato proprio questo termine offensivo il ministro Schioppa per alludere a tutti quei ragazzi tra i 20 e i 30 anni che vivono ancora con i genitori.
Tante le polemiche, suscitate da questa affermazione, da parte non solo dei componenti dei vari schieramenti politici ma soprattutto di tutti quei giovani che si sono ingiustamente sentiti offesi dalla ormai divenuta “celebre affermazione”.
Diverse le dichiarazioni di giovani. i quali hanno colto al volo la provocazione del ministro per manifestare il disagio che accusano nel vivere in una società la quale non solo non ti permette di trovare un lavoro anche dopo aver conseguito i relativi titoli di studio ma, addirittura, ti offende.
All’affermazione del ministro corrisponde anche la nascita sull’onda dell’indignazione di siti e blog come bamboccioni.myblog.it, bamboccioni.wordpress.com, bamboccioni.com dove è inutile spiegare qual è l’argomento trattato.
Dal sito www.cellulotto.org viene lanciato il B-Day (Bamboccione-Day), una proposta di manifestazione giovanile contro precariato e politica in tutte le piazze d’Italia che si terrà proprio oggi, 1° di dicembre.
«Una manifestazione è un modo, concreto e civile, per dimostrare che siamo bamboccioni non per scelta o filosofia di vita, bensì per costrizione, per forzature che non sono imputabili a nostre scelte personali o generazionali».
Queste le parole di un ragazzo di 24 anni, Luca Degli Esposti, ideatore e promotore dell’iniziativa.
I partecipanti dovranno indossare una maglietta con la scritta “Sono un bamboccione” da recapitare, una volta indossata, al ministro dell’Economia dentro ad una busta che indica come oggetto: “Mamma, me la lavi?”.
L’iniziativa che sta trovando eco su radio, giornali e tv si spera raggiungerà al più presto le orecchie di chi di dovere, dimostrando che non sono tutti bamboccioni o meglio che se pure lo sono dei motivi ci saranno: “lavoro precario e mal pagato e affitti alle stelle”.
Michele Nardella
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