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ECONOMIA

Tutti delocalizzano, la Trafilcoop resta!
La Trafilcoop è ancora considerata una risorsa per il territorio di Lucera, visto che molte altre aziende presenti nello stesso hanno invece chiuso: la forza di questa è data dalla sua natura giuridica di società cooperativa

Lucera, 02.03.2018 - Tutti, in Italia, vendono. Oppure lasciano il Bel Paese e delocalizzano le aziende persino dopo decenni di storia alle spalle. Se ci si sposta al sud, poi, il fenomeno dovrebbe essere ancor più marcato. Ma in tutto questo fuggi-fuggi c’è un’azienda che a questo punto dovrebbe essere data per “matta”, visto che si ostina a rimanere radicata al suo territorio ancora oggi e dopo trent’anni, sfidando (e vincendo) le peggiori onde d’urto della crisi socio-economica. Non solo quelle della crisi del mercato, bensì superando ostacoli ben peggiori come le invidie (perché un pecorso così può essere solo invidiabile) che la volevano ormai prossima al baratro. Ha sempre dimostrato, l’azienda di cui parliamo, che probabilmente ci vuole ben altro per scoraggiare l’amore e la solidità con cui va avanti grazie ai suoi fieri paladini.
È l'orgoglio di chiamarsi Trafilcoop. Una società cooperativa nata il 19 giugno 1985 a Lucera mettendo insieme gli ex dipendenti di una precedente azienda fallita ed usufruendo della legge n. 49 del 27 febbraio 1985, dunque è anche socio fondatore di uno degli strumenti finanziari previsti da questa normativa nazionale. Essa, pertanto, è nata per recuperare posti di lavoro e per dare una prospettiva occupazionale e di reddito ai lavoratori rimasti senza occupazione.
Dal 1985 ad oggi sono stati fatti diversi investimenti. L’azienda effettua la lavorazione del filo zincato, che viene utilizzato nel settore agricolo per gli impianti vitivinicoli ed in quelli industriale ed edilizio. Nonostante i problemi derivanti dalla crisi iniziata nel 2007, la Trafilcoop è tuttora considerata una risorsa per il territorio di Lucera, visto che molte altre aziende presenti nello stesso hanno invece chiuso: la forza di questa è data dalla sua natura giuridica di società cooperativa.

Attualmente vi sono ventisette lavoratori, di cui ventidue soci e cinque dipendenti assunti da qualche mese. La forza lavoro è stata adeguata al tipo di mercato, che copre il centro ed il sud dell’Italia (dal Lazio alla Sicilia), e l’azienda ha come riferimenti partner commerciali importanti.
La Trafilcoop ha raggiunto alti livelli nella lavorazione della vergella, la quale ha la prima trasformazione proprio nei suoi reparti: il primo è quello delle trafile, dove avviene una riduzione del diametro del prodotto; questo viene poi smistato in reparti secondari, ovvero forni o reparti di zincatura: nei primi finisce il prodotto destinato ai settori dell’edilizia e della carpenteria, mentre nei secondi quello destinato all’agricoltura ed alle rilavorazioni industriali. Per quanto concerne i sottoprodotti del filo zincato, si starebbero approntando gli impianti per fare anche una zincatura Galfan (zinco-alluminio) nell’ambito del settore dei materiali per interventi idrogeologici.
A dire del presidente dell’azienda, Pietro Scioscia, è stato fatto tutto quanto necessario per rimetterla in equilibrio: «…e penso che ce l’abbiamo fatta».

Greta Notarangelo



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