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60 milioni per le zone industriali, Lucera non ammessa: che bravi!
Di certo il neo assessore alle attività produttive del Comune di Lucera, pronto a dichiarare insieme al suo sindaco (sbagliando, perché dovrebbero documentarsi un tantino) che l'aria di Lucera gode di ottima salute, sarà davvero dispiaciuto di questa bocciatura da parte della Regione Puglia. Peccato non ci abbia reso partecipi del dolore
Lucera, 11.06.2010 - "Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi". È il titolo del bando partorito dalla cosiddetta "Manovra anticrisi" della Regione Puglia. Ben 60 milioni di Euro messi a disposizione per intervenire sul completamento di zone industriali sparse lungo il "Tacco" d'Italia e, nel contempo, sostenere il settore edile che sta risentendo non poco della crisi. Una manna dal cielo, quei finanziamenti (destinati ad enti che sono stati ammessi al bando) per poter realizzare strade, illuminazione, reti energetiche e utilizzabili per la fornitura di acqua industriale, la video sorveglianza, le infrastrutture ICT, ma anche mense, centri diurni per l'infanzia, nidi. La possibilità, insomma, di migliorare le condizioni degli insediamenti industriali rispettando i caratteri paesaggistici e sostenere con servizi reali i lavoratori e le lavoratrici.
Il bando rientrava nel PO FESR 2007-2013 e nel Programma Pluriennale di Attuazione per il periodo 2007-2010 (Asse IV - Competitività dei sistemi produttivi e occupazione. Linea di intervento 6.2.1) e la scadenza era prevista per il 31 ottobre 2009. Il Consiglio Comunale di Lucera si "ostinò" (capirete in seguito perché) ad approvare l'argomento utilizzando, per la richiesta dei finanziamenti, terreni non propri o non gestiti direttamente (il bando infatti prevedeva il coinvolgimento di aree non di terzi), inserendo quelli della famigerata Zona ASI. Il consigliere di minoranza Antonio Tutolo, durante quel Consiglio Comunale, partiva già sfiduciato, tanto che ammonì gli "ostinati" affermando che «possiamo anche approvarlo, ma secondo me sbagliamo e rischiamo di fare una magra figura, poiché vi dico già da ora che non saremo ammessi al bando se intendiamo formulare la domanda su terreni di altri e non del Comune».
Sta di fatto che è del 27 maggio scorso la pubblicazione, a pagina 16605 del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 94, dell'Allegato C riportante l'elenco delle istanze non ammissibili. Indovinate un po' chi compare in quell'elenco? Ma dai! Ma siete proprio dei malpensanti!
E fate bene ad esserlo, perché "…a pensar male si fa peccato, ma alle volte ci si azzecca!".
Il nostro Comune (tanto per cambiare) è stato fatto fuori dai finanziamenti in questa fase preliminare (ma ormai siamo belli e sistemati per quella definitiva!), per erronea presentazione della domanda, in quanto "Soggetto beneficiario diverso da ente gestore (consorzio ASI Foggia)", così come riportato nella colonna "Motivi sintetici di inammissibilità" (leggi lo schema dell'elenco).
In altre parole avrebbe dovuto essere il Consorzio ASI a proporre domanda perché gestore di quei terreni su cui l'ente di Palazzo Mozzagrugno ha basato la sua richiesta (sbagliando!). In un certo senso è come se voi chiedeste la concessione edilizia su un terreno non gestito da voi o senza averne titolo.
Bravi! Veramente bravi!
Se il Comune di Lucera avesse il P.I.P. (Piano di Insediamenti Produttivi) allora sì che avrebbe potuto fare richiesta per vedersi poi riconoscere, con tutta probabilità, quei finanziamenti. E invece dobbiamo prendere atto di questo ennesimo flop! Ben 3.191.194,38 buttati al vento (anche se dell'importo del progetto, al 75% dell'indice di insediamento, sarebbe stato approvato per una somma inferiore ma comunque di un certo valore d'investimento).
In una recente occasione il sindaco di Lucera ha affermato che «alla Regione non ci vogliono bene», riferendosi probabilmente al fatto che Lucera ha un'amministrazione di centrodestra e via Capruzzi una di centrosinistra. Una scusa che però fa acqua da tutte le parti se è vero che San Severo e Cerignola (amministrazioni di centrodestra, anche se la seconda ha avviato la richiesta sotto commissariamento) sono state ammesse al finanziamento, mentre i Comuni di Manfredonia e Foggia (amministrazioni di centrosinistra) non sono stati ammessi (a Foggia è stata ammessa la richiesta del soggetto gestore, cioè il Consorzio ASI e non quella dell'ente comunale).
Di certo il neo assessore alle attività produttive del Comune di Lucera, pronto a dichiarare insieme al suo sindaco (sbagliando, perché dovrebbero documentarsi un tantino prima di fare proclami da… aria fritta e non certo salubre) che l'aria di Lucera gode di ottima salute, sarà davvero dispiaciuto di questa bocciatura da parte della Regione Puglia. Peccato non abbia fatto sapere nulla del siluramento attraverso il solito sito Istituzionale, rendendo partecipe di questo immane dolore l'intera città!
Roberto Notarangelo
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