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Giustizia in Capitanata: cosa stiamo aspettando?
La Capitanata, che “produce” il 52% dei processi penali ed il 49% dei processi civili della Corte di Appello di appartenenza, ha pieno diritto di vedersi quanto meno trattata alla stessa stregua di tutti gli altri territori

Lucera, 09.01.2022 - La quarta mafia è un caso nazionale, a detta di tutti gli esperti, a cominciare dal Procuratore Nazionale Antimafia, che ha effettuato più visite a Foggia per portare la sua attenzione al fenomeno.
Gli eventi criminosi nella nostra provincia purtroppo si susseguono senza che si abbiano segnali di inversione di tendenza, nonostante l’impegno sempre maggiore di magistratura e forze dell’ordine.
Vi è un serio problema di coscienza civica e di cultura della legalità da affrontare con decisione.
E, oltre alla esiziale prevenzione, vi è l’urgenza di dedicarsi alla repressione, grazie a un controllo del territorio che permetta allo Stato di garantire la sicurezza dei cittadini.
E se il Procuratore Nazionale Antimafia e il Procuratore della Repubblica di Foggia da tempo ormai stanno segnalando l'esigenza di interventi subitanei, qualcosa bisognerà pure che si faccia.
In Italia, ormai non da poco, alle tre Regioni che già erano nella morsa della criminalità organizzata, si è aggiunta la Puglia, soprattutto per “merito” delle organizzazioni che operano nella Capitanata.
Quanto ai presidii di giustizia nelle zone “interessate” da mafia, camorra, n’drangheta, cioè Campania, Calabria e Sicilia, vi sono trentacinque Tribunali e otto Corti di Appello, e Dio sa quanto siano necessari quegli uffici giudiziari e vi sia bisogno di implementarli!
Figuriamoci quanto ve ne sia bisogno nel Nord della Puglia, la Capitanata, dove insiste, con settecentomila abitanti e settemiladuecento chilometri quadrati, un solo Tribunale, dopo della drastica riduzione degli uffici voluta dalla riforma della geografia giudiziaria, con conseguente chiusura – ed accorpamento a Foggia –, del Tribunale di Lucera e delle Sezioni Distaccate di Tribunale che avevano sede in Apricena, Cerignola, Manfredonia, San Severo, Rodi Garganico e Trinitapoli.
Il passaggio, nella nostra Provincia, da otto uffici giudiziari ad uno solo, ha comportato un danno incommensurabile al territorio ed al suo tessuto sociale, oltre che economico.
Le distanze da colmare ogni qualvolta vi è l’esigenza di ricorrere alla giustizia sono enormi, la lontananza dello Stato e delle sue Istituzioni dal cittadino si avverte pesantemente.
Ci vuole una decisa svolta.
La Capitanata, che “produce” il 52% dei processi penali ed il 49% dei processi civili della Corte di Appello di appartenenza, ha pieno diritto di vedersi quanto meno trattata alla stessa stregua di tutti gli altri territori italiani, se non di più, in considerazione, per l’appunto, della presenza sempre più opprimente della criminalità.
Un altro Tribunale, una Sezione Distaccata di Tribunale, una Sezione Distaccata di Corte di Appello, l’Articolazione di Direzione Distrettuale Antimafia e Distaccamenti di Polizia Giudiziaria di promanazione distrettuale, dovrebbero costituire l’ordinario “ombrello” statale sulla serenità della comunità dauna.
La distribuzione di tali Uffici sul territorio della Provincia di Foggia (non solo in Foggia, pertanto, ma anche nel resto della Capitanata, vale a dire Tavoliere, Gargano, Subappennino, con la possibilità di utilizzo di strutture edilizie già in essere e poco o nulla costose per lo Stato) garantirebbe una più agevole ed efficace azione di contrasto avverso forme di illegalità che mettono in ginocchio una economia già in estrema difficoltà.
L'azione unitaria verso tale obiettivo – da parte della Politica, delle Amministrazioni, delle Categorie imprenditoriali e professionali, della Società Civile – diviene essenziale e non più procrastinabile, per poter pretendere giusta e sollecita risposta.

Pippo Agnusdei

Presidente Emerito Ordine Avvocati Lucera
Presidente Associazione Forense Territoriale Lucera

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