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CRONACA
Cronaca

Le transazioni sono tutte uguali oppure sono a scelta? C'è un curioso caso in cui…
Ci ha incuriosito il caso della Delibera di Giunta nr. 184 dello scorso 26 novembre, una vicenda in cui Ciro Tibello si sarebbe dimostrato contrario alla transazione con il Comune di Lucera, mentre nel caso degli indennizzi dei suoli in 167 ha sempre aperto alla transazione

Lucera, 31.12.2021 - È noto ormai a tutti il ricorso per Cassazione ultimamente proposto dal Comune di Lucera avverso la sentenza di Appello che ha dato ancora una volta pienamente ragione al “Comitato Santa Maria delle Grazie - Zona 167” nella ben nota vicenda riguardante l’indennizzo dei suoli della 167 e nella relativa causa più volte ed ampiamente documentata dal Frizzo. Fin qui, insomma, le tesi portate avanti dal Comitato presieduto da Pasquale Bevere, supportato dal vice presedente e consulente tecnico del sodalizio Ciro Tibello e difeso dall’avv. Fabrizio Lofoco hanno consegnato ragioni a iosa ai ricorrenti della 167.
C’è, però, qualcos’altro che nel frattempo ci ha colpiti particolarmente.
Va ricordato innanzitutto che l’ultima volta che abbiamo incontrato Tibello, cioè in occasione di un’intervista a cui ha partecipato anche il presidente Bevere, il tecnico aveva chiuso ribadendo che l’amministrazione comunale bene avrebbe fatto a prendere in considerazione la possibilità di un confronto col Comitato addivenendo quindi a una transazione che agevolasse in un certo qual senso entrambe le parti.
A colpirci, tuttavia, è stata una vicenda molto simile a quelle narrate ma che vede Tibello contrario rispetto alla chiusura di un’eventuale transazione da parte del Comune con la parte avversa (quella che vede di fronte l’ente di Palazzo Mozzagrugno e “Loconte – Tecno Express Srl + altri”). Ci siamo chiesti quali siano le ragioni che facciano dire a Tibello di non essere, in questo caso, favorevole a eventuali transazioni come, invece, nel caso in cui invitava l’amministrazione comunale a confrontarsi con il Comitato della 167.
La vicenda attuale, in particolare, è quella relativa alla delibera di Giunta Municipale n. 184 del 26 novembre 2021 e la posizione di Tibello – ci par di capire – su quella transazione nascerebbe dal fatto che in questa delibera la Struttura Tecnica comunale si è dichiarata incompatibile. Il consulente evidentemente ritiene che il contenzioso in questione nasca dal fatto che ci siano due lotti della famosa variante ‘99 per due rispettive cooperative delle quali una ha realizzato il fabbricato e l’altra no: quanto a quella che non l’ha realizzato non si conosce il motivo di ciò, mentre l’altra il 23 giugno 2011 notificava al Comune un atto di citazione perché non riusciva a utilizzare i box, ovvero i pianoterra di questo lotto, tant’è vero che il giudizio parla di risarcimento dei danni ex art. 30. Un giudizio che è stato incardinato innanzi al tribunale ordinario di Foggia, il quale ha emesso una sentenza, la n. 923, notificata al Comune di Lucera il 14 gennaio 2015, con la quale i giudici si dichiaravano incompatibili e per giurisdizione rimettevano le parti innanzi al TAR, quindi si passava al secondo giudizio, da quello ordinario a quello amministrativo.
La cooperativa che non aveva realizzato il lotto chiedeva, nel frattempo, la restituzione dell’importo che aveva versato per l’aggiudicazione di esso, allora il 17 ottobre 2018 notificava una procedura per un arbitrato per risolvere mediante questo la controversia tra essa stessa e il Comune. Quest’ultimo, stranamente, non nominava né l’avvocato né il consulente, quindi si passava al terzo giudizio, poi al quarto e al quinto, dunque si hanno cinque contenziosi contemporaneamente.
Alla luce di tutto ciò sarebbe più che giustificata la posizione di Tibello, fino al punto che potrebbe chiedersi come mai per la 167 non sia possibile la transazione e si vada invece in Cassazione nonostante già due condanne inflitte al Comune di Lucera, quella parziale del tribunale di Foggia e quella completa della Corte d’Appello, e l’invito fatto dal comitato alla nuova Giunta e specialmente a quegli assessori che sono pur sempre degli avvocati: il Comitato, si sa, si è detto sempre disponibile a trovare una soluzione per la causa della 167 che vede circa 1.400 ricorrenti contro l’ente locale, in modo tale che il Comune in maniera indolore possa procedere alla definizione della causa. Infatti, nel caso dell’altra (il fatto a cui ci riferiamo oggi ed attinente alla Delibera di Giunta n. 184 del 26/11/2021) sembra che il motivo per cui si fa la transazione è che uno dei soci della cooperativa che ha realizzato l’immobile e ha iniziato la causa contro l’Ente abbia avuto dei problemi di natura amministrativa e che le sue unità immobiliari siano state vendute all’asta, in particolare per una delle unità che compongono il manufatto realizzato, ma non solo, pare che l’aggiudicatario abbia legami di parentela con qualcuno della Struttura Tecnica comunale.
Considerato ciò, verrebbe naturale osservare che anche nel caso delle delibere fatte per proporre il ricorso in Cassazione e in Corte d’Appello (caso 167) bisognava verificare l’incompatibilità di qualche soggetto, dal momento che se il semplice essere proprietario di un’unità immobiliare fa dichiarare incompatibile la Struttura Tecnica; così pure viene da chiedersi se eventualmente anche consiglieri comunali e assessori che hanno qualche parente e sono proprietari di immobili si sarebbero dovuti dichiarare incompatibili.
Quanto alla transazione nello specifico è lecito domandarsi perché alcune si facciano e altre no, a maggior ragione che nel caso della 167 per cui oggi il Comune di Lucera è ricorso per Cassazione si tratta di una sola contestazione e del fatto che la Struttura Tecnica deve soltanto rifare i conteggi, mentre nell’altro caso qui narrato si è avviata una transazione con ben cinque giudizi con arbitrato in cui il Comune non ha neppure nominato il legale.
Sarebbe, questa, la prima volta che un soggetto si dichiara incompatibile in un contenzioso comunale, invece nel caso della 167 ci sarebbe addirittura una parente che fa causa con il Comitato contro l’Ente. Stando così le cose, è facile pensare ad una sorta di persecuzione contro i cittadini della 167?
L’auspicio, insomma, è sempre lo stesso: mettere una volta per tutte fine al contenzioso della 167 e vedere finalmente risolti i problemi di 1.400 persone attraverso una transazione che si fa ancora in tempo a intraprendere, nonostante sia stato già notificato il ricorso per Cassazione.

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