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Bevere e Tibello: «L'amministrazione comunale dovrebbe raccogliere il nostro invito al confronto per una soluzione»
Il presidente ed il vicepresidente tecnico del comitato della 167 sono intervenuti dopo aver ascoltato le motivazioni del sindaco a proposito del cambio operato nella composizione della Giunta per approvare l'atto del ricorso per Cassazione

Lucera, 11.12.2021 - Lo scorso 4 dicembre abbiamo intervistato Pasquale Bevere e Ciro Tibello, rispettivamente presidente e il vicepresidente-tecnico del comitato “Santa Maria delle Grazie Zona 167 - Lucera” a proposito della conferenza stampa del sindaco Giuseppe Pitta e sul ricorso per Cassazione circa il caso indennizzi dei suoli del caso 167. Nel frattempo sono accaduti avvenimenti importanti rivelati proprio nel corso della conferenza del primo cittadino (leggi l’articolo), durante la quale lo stesso ha risposto a chi ha mosso accuse riguardo a rimpasti di Giunta che si era resa necessaria soprattutto l’ultima Giunta con dei cambi che permettessero all’amministrazione di superare il problema della cosiddetta incompatibilità rispetto a un eventuale – cosa poi avvenuta – ricorso per Cassazione avverso alla vicenda ormai nota della 167 e che ha visto il Comune di Lucera fino alla Corte d’Appello soccombere prima nel giudizio amministrativo, quando è iniziata la vicenda, poi in quello ordinario col giudice che aveva invitato a una conciliazione, cosa non voluta dal Comune. In particolare, fu impugnata la sentenza di primo grado, ovvero l’ordinanza del giudice, il quale diede torto all’Ente riconoscendo somme pari all’80% da rimborsare a coloro i quali avevano già avversato quelle somme attraverso le cartelle loro consegnate e quindi mediante l’ingiunzione di pagamento che avevano subito. In Corte d’Appello la posizione del Comune si era aggravata ancora di più perché quegli importi sono diventati rimborsabili al 100%. Tutto ciò, come si ricorderà, ha a che fare con la ben nota vicenda riguardante il diritto di superficie e quello di proprietà.
Il presidente del comitato si è detto fiducioso che anche la Cassazione dia loro ragione nonostante abbiano prospettato al sindaco e a qualche assessore la possibilità di ricorrere a una transazione, pur avendo vinto al 100%, mentre il vicepresidente ha voluto parlare proprio all’amministrazione, insediatasi dicendo che ci si aspettava volesse distinguersi da quella passata cercando di privilegiare la strada della conciliazione. Ebbene, Tibello ha osservato che ora ci sono addirittura tre legali nella Giunta e altri in Consiglio Comunale, i quali dovrebbero dunque capire quale sia la strada migliore da intraprendere. Intanto il 16 ottobre i rappresentanti del comitato sono stati chiamati dal sindaco nel suo studio professionale alla presenza di un assessore e di un consigliere di maggioranza, e in quella sede sia il vicepresidente che il presidente del comitato, commentando la sentenza della Corte d’Appello di Bari, avevano chiesto se si potesse trovare una strada indolore anche per il Comune.

Tibello, in particolare, aveva anche anticipato a Pitta che c’era una causa, sfuggita, inerente alla famosa determina 131 che avrebbe dovuto essere riunita al processo madre (viste le caratteristiche perfettamente combacianti) evitando ulteriori spese per la comunità lucerina. Peraltro, si trattava di un piccolo importo che così rischia, nel tempo, di crescere a dismisura. Il messaggio che il consulente tecnico ha voluto rivolgere all’amministrazione e specialmente agli avvocati che compongono l’esecutivo, però, consisteva nell’invito a non appiattirsi su pareri tecnici, gli stessi che vengono scritti da chi dovrebbe essere subalterno al pronunciamento del Consiglio e della Giunta. Anzi, per Tibello la causa sarebbe già finita in quanto è sufficiente la rielaborazione dei conteggi: «La nostra contestazione è proprio quella di indeterminatezza delle somme messe a conguaglio, infatti ora stanno verificando che le tesi della Struttura Tecnica vengano sistematicamente smentite: questa sostiene che bisogna considerare l’intera superficie della 167 e non quella dell’area di sedime, ma se si considera la prima, il conguaglio, ovvero la differenza tra il costo di acquisizione delle aree detratto dell’acconto versato, non si può chiedere dal momento che si sarebbe dovuto prima completare l’acquisizione dell’intera superficie». Insomma, le fatidiche procedure di esproprio che il Comune di Lucera non ha mai portato a termine.
Quanto poi alla questione delle incompatibilità, il sindaco aveva scritto all’avvocato del Comune chiedendo di preparare gli atti per il ricorso per Cassazione, ma resta un dubbio: se il primo cittadino ha successivamente rivisto la Giunta per mettervi elementi privi di incompatibilità (una questione che lascia ancora aperti tanti dubbi sulla presenza di qualche assessore ritiene tuttora di non essersi trovato in quella condizione solo perché non avrebbe ricevuto, da residente di quel quartiere, a suo tempo l’avviso pur essendo iscritto a ruolo) e se egli stesso era incompatibile, pur non essendo presente in Giunta per deliberare il ricorso per Cassazione, in realtà è come se lo fosse stato dal momento che prima dell’approvazione di quell’atto aveva firmato una lettera con la quale comunicava all’avvocato del Comune di predisporre il ricorso. L’Ufficio Contenzioso, dal canto suo, come ha spiegato Tibello, è come se avesse dimenticato di essere dipendente del Comune e di esserlo diventato del prof. Ignazio Lagrotta. Ci siamo chiesti infatti come sia entrato in scena il prof. Gabriele Dell’Atti e ci è stato detto che il suo ingresso non è stato deliberato dalla Giunta ma sarebbe stato suggerito dal medesimo avvocato del comune e quindi dall’Ufficio Contenzioso: la questione del conferimento dell’incarico gratuito a Dell’Atti è stata affrontata dalla suprema Corte con l’ordinanza 24255 del 9 settembre 2021 e Tibello ha spiegato (nel video dell’intervista lo dice chiaro) quali incongruenze e discrepanze emergano.
In ogni caso, al di là dei numerosi punti irrisolti che caratterizzano l’annosa vicenda, Tibello ha chiarito che il comitato è disponibile a un incontro in Consiglio Comunale e che indipendentemente dalle sentenze è disponibile anche a pagare il dovuto laddove ci fosse da pagare qualcosa ma solo dopo la rielaborazione dei conteggi, mentre Bevere ottimisticamente ha dichiarato, confermando di sentire la fiducia dei circa 1.400 ricorrenti facenti parte del comitato, che iniziare a vedere i risultati non può che stimolare sempre di più il sodalizio ad andare avanti.

Greta Notarangelo

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