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CRONACA
Cronaca

Caso indennizzi 167, l’avv. Lofoco: «Il Comune si è avvalso di tecnici totalmente incompetenti»
«Se qualche altro genio pensa che i soldi siano tagliati al 40% e che debbano essere pagati dall’Organismo Straordinario di Liquidazione (intervenuto dopo la dichiarazione di dissesto dell’ente, ndr), a tale condizione non mi siederò a nessun tavolo e non farò alcuna trattativa»

Lucera, 10.10.2021 - Si è tenuta nella mattinata dello scorso 9 ottobre presso il teatro della parrocchia Santa Maria delle Grazie l’assemblea del Comitato Santa Maria delle Grazie - Zona 167 a seguito della sentenza favorevole della Corte d’Appello di Bari che ha dato ulteriormente ragione ai ricorrenti e torto al Comune di Lucera. Sono intervenuti come di consueto il presidente del comitato della zona 167 Pasquale Bevere, il vicepresidente e consulente tecnico dello stesso Comitato Ciro Tibello e l’avvocato Fabrizio Lofoco, legale del medesimo Comitato. Proprio Lofoco quest’ultimo ha espresso in apertura, facendo eco a quanto precedentemente sottolineato da Tibello, il proprio assoluto e rigorosissimo diniego all’idea che qualcuno dei ricorrenti possa ottenere la restituzione delle somme a titolo personale: «Chi vi dice questo sta mettendo in atto una truffa, infatti ciò è impossibile perché il Comune non potrà mai regolare un rapporto di tale genere ad personam, ma deve decidere di farlo o per tutti o per nessuno». Quindi, l’avvocato ha proseguito informando che l’assessore col quale aveva appena parlato gli aveva prospettato la possibilità di fare un incontro del tutto informale con l’amministrazione per cercare di capire come stessero le cose. Inoltre, l’avvocato del Comune di Lucera, Ignazio Lagrotta, che lo stesso Lofoco aveva già sentito, aveva espresso il proprio parere su cosa bisognasse fare, vale a dire ricorrere in Cassazione. Ora, la causa non è terminata in quanto c’è ancora un grado da spendere, ma a parere di Lofoco l’amministrazione dovrebbe avere fegato per fare ricorso perché è pericolosissimo, infatti se dovesse perderlo sarebbe sanzionata pesantemente dal punto di vista economico.


Intervista all'avv. Fabrizio Lofoco

Eppure in questi anni l’avvocato del Comitato ed i suoi rappresentanti non sono stati fermi, ma hanno cercato in tutte le maniere di trovare una soluzione anche quando ebbero la sentenza di primo grado, tuttavia il Comune si è avvalso di «tecnici che sono stati molto poco prudenti» nel dire che l’Ente aveva ragione: «Una cosa è certa, che se quei tecnici, i quali hanno pensato che noi fossimo una specie di sacchetto dove mettere le mani e prendere soldi, non ci fossero stati, il Comune forse non avrebbe perso due volte la causa, ma si sarebbe arrivati ad un accordo molto prima, così mi verrebbe da chiedere ai politici perché non ci abbiano mai pensato invece di farsi trascinare verso il basso da tecnici che si sono dimostrati totalmente incompetenti». Lofoco ha però voluto segnalare un dato: l’Appello intanto è un risultato importante dal momento che oltre a contrastare quello che sosteneva il Comune ha evidenziato quello che essi hanno detto contro la sentenza, peraltro ritenendo con arroganza che la CTU richiesta dal giudice fosse completamente sbagliata; in ogni modo, «le centinaia di pagine che abbiamo dovuto scrivere per ottenere questo risultato sono importanti in quanto tale faccenda si è sviluppata in trent’anni, quindi abbiamo dovuto far capire passo per passo che cosa le varie amministrazioni avvicendatesi avrebbero dovuto fare ma non hanno fatto».


Gli interventi di Pasquale Bevere e Ciro Tibello

Lofoco, però, ha anche preannunciato che «se qualche altro genio pensa che i soldi siano tagliati al 40% perché debbano essere pagati dall’Organismo Straordinario di Liquidazione (intervenuto dopo la dichiarazione di dissesto dell’ente, ndr), a tale condizione non mi siederò a nessun tavolo e non farò alcuna trattativa», non aprirà cioè nessuno spiraglio, perché a suo dire si deve partire dall’idea che devono dar loro il 100%, a maggior ragione e per il fatto che il giudice ha fatto presente che il Comune non avrebbe dovuto prelevare un bel nulla così come ha fatto mettendo le mani nelle tasche dei cittadini interessati: «Noi avevamo ragione e l’Ente ha fatto male a prelevare forzatamente dai vostri portafogli quei soldi: noi ci siamo solo difesi da quello che ha fatto il Comune e l’amministrazione che vi ha preso quei quattrini è stata molto subdola, perché ha compiuto una manovra veloce, ma la nostra capacità di reazione è stata molto forte». Un’altra stortura, poi, così come ha tenuto a precisare l’avv. Lofoco e rispetto a quanto già evidenziato, ha avuto luogo quando l’Ente di Palazzo Mozzagrugno «ha dichiarato davanti al giudice che non avrebbe fatto la transazione in quanto la CTU a suo parere era sbagliata: quetsa è una forma di arroganza che poi il giudice ha punito».


La "arringa" dell'avv. Lofoco durante l'assemblea

Rispetto a quanto avvenuto, dunque, le soluzioni sono molteplici. Lofoco non esclude che si possa arrivare ad una transazione, pertanto se egli avesse uno spiraglio per diminuire quel 100% di tanto quanto servirebbe per avere i soldi subito, lo proporrebbe, ma il problema è che qualcuno prima gli deve garantire che una volta assunto l’assenso del Comitato a fare una transazione, questo poi sia mantenuto, altrimenti bisogna avere delle contropartite. Intanto, il termine per proporre il ricorso per Cassazione scade – ironia della sorte – il 2 novembre e nel frattempo, la settimana prossima il legale del Comitato parlerà «con questi signori e cercherò di capire cos’abbiano in mente. Una cosa, però, voglio garantire – ha assicurato Lofoco –, che la resistenza che abbiamo fatto a tutte le incredibili storture venute da Palazzo di Città la continuiamo a garantire, per cui credo che entro poche settimane ci rivedremo se il Comune ha intenzione di transigere; viceversa, se abbiamo notizia che entro il 2 novembre notificheranno il ricorso per Cassazione, ovviamente dovremo rispondere, infatti dal 2 di quel mese avremmo quaranta giorni di tempo per mettere in atto la nostra difesa, il controricorso, e questo dovrebbe essere fatto massimo entro il 15 dicembre». Ovviamente si evidenzierebbe che tale ricorso sarebbe un’arroganza giuridica dopo due sentenze che hanno dato loro ragione, quindi l’Ente dovrebbe pagare ingenti somme.


Il dibattito

Ma un altro quesito si apre sul versante della eventuale transazione: chi sarà chiamato a compiere gli atti e i documenti affinché l’accordo possa andare in porto? La Giunta Municipale? Il Consiglio Comunale? Un dato preoccupante si affaccerebbe in entrambi i casi: nell’esecutivo sarebbero più della metà i cosiddetti “incompatibili”. Stessa situazione per l’Assise Consiliare… E allora? Potrebbe intervenire un commissario ad acta dall’esterno. E non si sa cosa deciderebbe. Potrebbe anche avallare l’ipotesi della liquidazione al 40%, ritenendo la vicenda in capo all’OSL. Ma Lofoco è stato chiaro: «Solo un giudice può emettere una sentenza in tal senso».
Ma la materia lascerebbe aperti altri scenari tutt’altro che piacevoli per burocrazia ed amministratori. Soprattutto per quelli (tecnici e politici) dell’era Tutolo, perché la Corte dei Conti avrebbe altra carne a cuocere da mettere nella grigliata che ha già costretto l'ex sindaco a far fallire il Comune di Lucera. Ieri, durante l’assemblea, solo per fare un esempio, è ritornato a galla quel parere che nel quinquennio pagnottaro (dal 2014 al 2019) fu sottoposto proprio alla Corte dei Conti e che avrebbe dovuto dire se quegli oltre tre milioni di Euro – frutto della riscossione delle cartelle esattoriali a carico degli abitanti della 167, accantonati a titolo precauzionale dall’amministrazione Dotoli perché intanto era stato incardinato un giudizio proprio dai residenti sui “suoli della discordia” – potessero essere utilizzati per altro: la Corte rispose di sì, solo che non le era stato detto che quei milioni di Euro non erano affatto liberi ma legati, guardacaso, a quel giudizio ormai in corso. Un fatto gravissimo che successivamente fece dire alla stessa Corte che quei soldini non andassero impiegati per altro.
Il tempo sarà vero giudice di questa causa.

Greta Notarangelo

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