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CRONACA
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Ecco cosa si è detto sul Pronto Soccorso e sul ricorso al TAR durante la diretta on line
CL'ultimo incontro online in cui si è discusso del ricorso al TAR, firmato da Angelo Franco Ventrella e preparato dagli avvocati Mario Alfonso e Paola Licia Follieri, avverso la chiusura del Pronto Soccorso di Lucera

Lucera, 10.01.2021 - Lo scorso 6 gennaio si è tenuto un altro incontro con la minoranza del Consiglio Comunale di Lucera per discutere del ricorso al TAR avverso la chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale della città curato dagli avvocati Mario Alfonso e Paola Licia Follieri e firmato dal consigliere comunale di opposizione Angelo Ventrella: tale ricorso è stato inviato anche ai quattordici comuni del comprensorio dei Monti Dauni nord, ed oltre a questo, Mario Alfonso Follieri ha avviato anche un’interlocuzione con la presidentessa del comitato nazionale sanitario delle aree disagiate. Il Comitato Permanente dei Cittadini dell’Alto Tavoliere presieduto dal dott. Michele Antonucci, invece, ha fatto pervenire alla nostra redazione una nota da Torremaggiore nella quale esprime solidarietà nei confronti della città con la quale ha avviato una sorta di collaborazione, dal momento che il comitato “Io sto con il Lastaria” di Lucera è andato a verificare quello che è accaduto lì circa il punto di primo intervento: l’oggetto di tale nota è la formulazione di suggerimenti in attesa che venga ripristinata la piena funzionalità del Pronto Soccorso del plesso ospedaliero Lastaria, ormai facente parte, com’è noto, del Policlinico Riuniti di Foggia. Il momento in cui sarebbe stato presentato il ricorso era stato rinviato e si era deciso, in particolare, di attendere il 4 dicembre 2020, in quanto si sarebbero dovuti svolgere dei lavori che però ad oggi non sono ancora iniziati. Nel frattempo, sono passati oltre due mesi dalla chiusura e durante la manifestazione di inaugurazione della tenda degli abbracci il sindaco Giuseppe Pitta e il Direttore Generale del Riuniti Vitangelo Dattoli si sono lasciati andare a una dichiarazione nella quale affermavano che entro gennaio esso avrebbe riaperto.
«Si sarebbe potuto realizzare il doppio percorso come avevo suggerito – ha esordito Ventrella, firmatario del ricorso – o in ogni caso chiudere per sole ventiquattr’ore dopo aver provveduto a mettere in atto una disinfestazione come avviene ovunque, ma ci sono stati menefreghismo ed inerzia anche da parte dell’amministrazione; questo compito mi è stato affidato perché oltre ad essere consigliere comunale, sono dipendente dell’ospedale da quarantadue anni, e non potevamo subire supinamente le decisioni prese dall’alto: in Consiglio Comunale Dattoli, quando è venuto a spiegarci le motivazioni della chiusura, mi ha offeso invitandomi a non dire sciocchezze». Qualcuno, poi, ha cercato di screditare coloro che si sono adoperati per fare ricorso obiettando che sono scaduti i termini, ma ciò ovviamente non è vero in quanto i sessanta giorni decorrono dal momento in cui il firmatario è venuto a conoscenza del fatto e, in questo caso, la nota del 2 novembre era stata oggetto di un comunicato stampa da parte del Policlinico Riuniti circa una settimana dopo, quando appunto Ventrella è venuto a sapere della chiusura.


Il video della diretta facebook

Mario Alfonso Follieri, invece, ha fatto notare che se la struttura ospitante il Pronto Soccorso fosse stata adeguata, esso sicuramente non sarebbe stato chiuso; inoltre, l’avvocato ha rilevato che c’è stata una violazione della legge sulla pubblicità degli atti amministrativi e peraltro, l’art. 21 quater della legge 241/90 dice che non si può sospendere un servizio sine die, pertanto, a parere di Follieri, quell’atto è nullo, infatti, nella sospensione temporanea e provvisoria sarebbe dovuto essere indicato un termine. Insomma, vi sarebbero parecchi profili di illegittimità, per non parlare del fatto che il D.M. 70, ovvero il Decreto Balduzzi, non è stato considerato nell’adottare il provvedimento di sospensione: questa norma, come ha ricordato in seguito Paola Licia Follieri, parla soprattutto dei punti di Pronto Soccorso in aree disagiate, nelle quali rientra anche l’ospedale lucerino, e individua nell’art. 9 gli standard e i criteri da adottare per queste aree ed ai quali la Regione deve attenersi.
Ci si chiede, però, se anche la maggioranza si sia espressa in qualche modo riguardo alla vicenda, ma il consigliere Raffaele Iannantuoni ha lasciato intendere, parlando personalmente, di non aver avuto un confronto con essa nell’ultimo periodo in merito alla questione, anche perché «…confidano molto nel loro consigliere regionale e per tale ragione non li vedo preoccupati». Iannantuoni ha poi ricordato che in Consiglio chiese che vi fosse almeno un punto di primo intervento nel periodo di vacatio, quando peraltro non venivano nemmeno forniti dati attendibili alla città circa i contagiati, o comunque una riapertura nel più breve tempo possibile, visto che le parole di Dattoli in quella famosa seduta consiliare non erano affatto incoraggianti, ma ovviamente non è stato ascoltato.
Antonio Dell’Aquila, invece, ha ribadito la necessità del potenziamento del 118 quand’era il momento, oltre a quella di coinvolgere i Monti Dauni, e, pur dando ragione ai Follieri e riconoscendo comunque la valenza politica del gesto, ha espresso anche i propri dubbi circa la legittimità dell’atto. Anche Antonio Buonavitacola ha ricordato di aver chiesto in Consiglio Comunale che fosse istituito un punto di primo intervento, ma nemmeno il consigliere di Forza Italia ha ricevuto risposte.
«Lascia l’amaro in bocca fare il consigliere comunale in questa città – ha osservato subito dopo Giuseppe De Sabato –: non siamo alla ricerca di meriti, ma se la struttura riaprirà, la vittoria sarà di tutti; la Giunta Regionale il 9 luglio stabilì, in applicazione del Decreto Legge del 19 maggio 2020, presupponendo la seconda ondata, che tutti i Pronto Soccorso della regione dovevano, laddove presentavano situazioni a rischio, essere messi a norma, quindi, chi ha firmato quella nota di chiusura, si è fatto un autogoal impressionante: dovremmo denunciare Dattoli per danni all’erario ed interruzione di pubblico servizio, pertanto, egli non va premiato, bensì sostituito, e se dice che i lucerini hanno un Pronto Soccorso inadeguato, dice corbellerie, perché non è vero che i codici bianchi e verdi erano scarsi». De Sabato ha infine lamentato l’assenza del sindaco e dei consiglieri di maggioranza.

Greta Notarangelo

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