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CRONACA
Cronaca

Con Consalvo per parlare di due temi importanti: le novità circa il dissesto ed il Pronto Soccorso
Cosa succederà fra un anno? La situazione debitoria è sempre più critica. E intanto chiude (solo per il momento?) il Pronto Soccorso dell'ospedale Lastaria. Consalvo affronta in un'intervista al Frizzo entrambe le vicende

Lucera, 10.11.2020 - Siamo tornati a parlare con Michele Consalvo del dissesto economico-finanziario del Comune di Lucera in seguito agli ultimi sviluppi di tale situazione ed all’insediamento della nuova amministrazione, trovatasi di fronte alla questione del bilancio stabilmente riequilibrato nel primo Consiglio Comunale tenuto dalla stessa in quanto l’argomento era tra i punti all’o.d.g.
L’intervista a Consalvo è avvenuta su piattaforma Zoom, viste le restrizioni dovute alla seconda ondata dell’emergenza Covid.
Com’è noto, il nuovo sindaco Giuseppe Pitta ha lasciato in sospeso l’assegnazione del settimo assessorato, quello al Bilancio, così, nell’ultimo Consiglio tutte le forze politiche gli hanno chiesto di nominare un assessore con questa delega, ma ad oggi non si è ancora provveduto a fare ciò. Durante il Consiglio, in particolare, era prevista l’approvazione della bozza di un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, che a luglio era stato inviato al Ministero, il quale a fine agosto ha inviato delle richieste istruttorie necessarie affinché si cercasse di capire cosa volesse fare il Comune. Il problema, a dire di Consalvo, è che nessuno è venuto a conoscenza di tali obiezioni mosse se non dopo le elezioni. Uno scenario identico a quanto avvenuto nel 2019, quando la mannaia della Corte dei Conti stava per calare sulla città e durante la campagna elettorale l’amministrazione e il sindaco uscenti tenevano ben nascoste le notizie tutt’altro che rosee circa i conti dell’ente lucerino. Ebbene, tornando all’istruttoria, si tratta di un fascicolo di dieci pagine, ma nel corso della seduta consiliare ci si è concentrati su un unico punto, consistente nella necessità di reperire 1.987.532,50 euro entro fine anno per evitare la riduzione dei servizi del 20% a partire dall’anno prossimo, dal momento che il Ministero aveva precisato che poiché era stato proposto il bilancio con l’assicurazione del recupero di tali somme nel triennio 2020-2022, allora si sarebbe stati obbligati ad attuare la riduzione dei servizi. Consalvo, però, come è stato evidenziato anche in Consiglio da alcuni consiglieri di opposizione, ritiene che sia difficile trovare quasi due milioni entro la fine di dicembre. Ma il problema fondamentale è che queste pagine di istruttoria dicono che l’ipotesi di bilancio è stata fatta con numeri “buttati lì” senza valide motivazioni, tanto che per ogni punto della medesima istruttoria si richiedono spiegazioni esaustive. Inoltre, viene chiesto cosa sia stato fatto in termini di accertamento e riscossione per gli anni 2018, 2019 ed in parte 2020, e dato che l’ultimo anno di accertamento è stato il 2014, ciò significa che per cinque anni non si è proceduto a riscuotere. L’Ente non può fornire risposte neanche in merito all’attivazione delle entrate patrimoniali ed al piano di alienazione degli immobili. Si potrebbe rispondere entro sessanta giorni, ma la norma consente di fare un piano ex novo, dunque, l’amministrazione ha deliberato di fare una nuova ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato prendendosi tempo e correggendo il tiro su molti punti.

Per non dimenticare…

Consalvo ha ricordato altresì che il Ministero ad agosto ha chiesto anche il deposito del rendiconto del 2019 (con 26 milioni di disavanzo tecnico), spiegando che il problema è la riscossione, nonostante vi siano strumenti che permetterebbero all’Ente di recuperare qualche milione di euro. Eppure, in una delle ultime commissioni Bilancio della precedente amministrazione qualcuno (non certo di minoranza) assicurò che c’erano pochi milioni di debiti, mentre l’OSL ha parlato di una situazione debitoria che supera i 20 milioni, per cui la situazione sarebbe grave. L’ex consigliere comunale ha poi fatto presente che la norma del Testo Unico sul bilancio stabilmente riequilibrato dà delle scadenze, quindi, se nel giro di dodici mesi la situazione non dovesse sistemarsi, ci sarebbe lo scioglimento del Consiglio costringendo nuovamente di ritornare al voto; in seguito, Consalvo – che è tornato a rimarcare come mai non fosse ancora reperibile la famosa delibera commissariale nr. 42 a cui si è fatto cenno nella seduta di Consiglio del 26 ottobre scorso – ha informato che l’amministrazione si sarebbe rivolta a qualche esperto fuori Lucera per quanto concerne la delega al Bilancio: «Questo la dice lunga sulle chiacchiere preelettorali… Certo, un assessorato al Bilancio non è semplice da portare avanti in una situazione di dissesto, perché oggi la responsabilità è diretta, ma in ogni caso, così, molto di quello che si è detto in campagna elettorale non verrà mantenuto». Ancora una volta.
Un altro problema consiste nella carenza di organico: l’Ufficio Tributi è sottodimensionato, pertanto non si riesce a procedere alle riscossioni e di conseguenza non si può spendere e procedere all’assunzione di nuovo personale.

Deleghe pesanti

Per quanto concerne le due deleghe non assegnate di Urbanistica e Ambiente, a parere di Consalvo, questi due sono i settori più delicati: «Mi auguro soltanto che non si consenta l’apertura di nuove discariche, anche se comunque nei fatti sembra succedere l’opposto. Per quanto, invece, concerne l’Urbanistica, sappiamo bene che tutti i mali di Lucera provengono da scelte scellerate fatte in questo settore: ho letto che pochi giorni fa è stata fatta una delibera con la quale si affida fino al 31 dicembre ad un funzionario il compito di supplire Dattoli, richiamando una norma che permette di assegnare un incarico a del personale interno all’Ente». Ma proprio sul fronte urbanistico voci indiscrete vorrebbero addirittura un’assegnazione di incarichi esterni, magari proprio all’ex assessore al ramo, un fatto che scatenerebbe le rivendicazioni di chi dentro la macchina burocratica già ci lavora e con tanto di titoli.

Pronto? C’è Soccorso?

Con Michele Consalvo abbiamo colto l’occasione per parlare anche della questione relativa alla chiusura del Pronto Soccorso a Lucera, per la quale tutti si stanno allarmando dimenticando, però, che l’ospedale Lastaria è stato ormai ceduto, con atto notarile a firma dell’ex sindaco Antonio Tutolo, al Policlinico Riuniti di Foggia. Insomma, a protestare per l’eventuale definitiva chiusura del punto di primo approccio per il paziente del territorio e non solo (i vertici foggiani e baresi fanno sapere che si tratterebbe solo di una chiusura momentanea dovuta all’emergenza Covid, anche se poi si parla di numero di accessi poco significativi durante l’anno) è quella stessa popolazione che non è mai stata ascoltata quando il bene era di proprietà dei lucerini, figurarsi ora che è passato al Policlinico Riuniti di Foggia.
In ogni modo sulla vicenda l’ex consigliere comunale di opposizione ha detto di avere in mente dei flashback: innanzitutto, successe la stessa cosa del 2014, quando Michele Emiliano venne a mettere firme puntualmente, come al solito, prima delle elezioni; in secondo luogo, molti addetti ai lavori avevano già preventivato la perdita del 118, nonostante si fosse ampiamente parlato della questione degli ospedali di zona disagiata a cui spettavano determinati posti letto in base a quanto previsto dal decreto Balduzzi.
Consalvo ha sottolineato che tale decisione avviene in un periodo inappropriato, nel quale tutte le regioni d’Italia fanno presente, com’è giusto, che il Pronto Soccorso non deve essere chiuso, a maggior ragione in una fase così delicata: «Perché ingolfare il Policlinico foggiano, quando nel nosocomio lucerino ci sono spazi a sufficienza per fare percorsi Covid come si fece a marzo, quando invece non ci si poneva il problema? Simili decisioni di carattere sanitario sono punibili penalmente: ci sono amministratori locali di tutta Italia che sono addirittura arrivati a fare denunce, pertanto, andrebbe chiesta una convocazione urgente del Consiglio Comunale che produca un atto d’indirizzo da trasmettere con lettera all’ASL e alla Regione».

Greta Notarangelo

 


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