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CRONACA
Cronaca

A Simona Dell'Osso ed a tutte le donne offese il nostro abbraccio
La politica delle buone pratiche inizia purificando il linguaggio, «le parole sono importanti, chi parla male pensa male e soprattutto vive male».

Lucera, 25.07.2020 - “Ma di cosa parli, STRONZA.
Il viale del castello distrutto da personale incompetente.
Ma vaff…”.

Così, a vanvera. Sulla bacheca di Simona Dell’Osso un personaggetto senza foto profilo e senza dignità che ha poi cancellato il commento quando ha capito che una querela era dietro l’angolo e che poi diventava difficile ripetere l’insulto davanti alla Digos.
L’hate speech contro chi non si allinea al pensiero unico ed ai suoi sacerdoti è uno dei tanti lasciti di questi anni di sgrammaticature istituzionali.
“T’è fà capac”, lo slogan strafottente e finto assertivo, la diceva lunga sul clima che si stava per instaurare in città e se non ti sei allineato e non ti sei fatto capace non meriti di esistere. Capisco che constatare che non tutti si siano capacitati possa creare fastidio ma la democrazia funziona così, baby!
L’insulto elevato a sistema, il linguaggio cameratesco diventato regola è qualcosa che non si può accettare e non lo accetteremo mai. Le donne impegnate in politica, che abbiano o meno un ruolo istituzionale, sono sempre facile bersaglio di ingiurie e non basta mettere il logo “No Violenza sulle Donne” a ridosso del 25 Novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, bisogna cambiare l’approccio culturale per cui se sei donna sei una “fucking bitch”, a prescindere.
E non bastano le scuse balbettate, come non basta «avere una moglie non rende un uomo una “persona perbene”. Trattare le persone con dignità e rispetto rende un uomo una “persona perbene”. E quando un uomo “perbene” sbaglia, fa del suo meglio e si scusa, come tutti noi siamo tenuti a fare. Non per salvare la faccia, non per guadagnare un voto. Si scusa sinceramente per riparare e riconoscere il danno fatto, in modo che tutti possiamo andare avanti», come ha detto la deputata dem Alexandra Ocasio-Cortez al Congresso riferendosi a chi le aveva dato della puttana.
A Simona e a tutte le donne offese e ingiuriate per la sola colpa di avere idee proprie il nostro abbraccio più circolare, la politica delle buone pratiche inizia purificando il linguaggio, «le parole sono importanti, chi parla male pensa male e soprattutto vive male».

Simona Dell’Osso si era semplicemente limitata ad esprimere con toni ironici un particolare ringraziamento per quanto (non) fatto dalle amministrazioni Tutolo (la prima durata 5 anni e che ha gestito male il suo mandato, tanto da mandare in dissesto finanziario il Comune di Lucera, la seconda durata poco più di un anno, con l’ormai ex sindaco di Lucera preso forse dalla bramosia di un potere ancora più “grasso”, visto che è addirittura arrivato sino al punto di annunciare prima la candidatura alle Regionali – per la coalizione di maggioranza – Giuseppe Pitta, per poi mettere quest’ultimo da parte mandandolo a fare il candidato sindaco per una parte della coalizione ormai frantumatasi ed autoeleggendosi a nuovo candidato alle Regionali con Emiliano).

«Come cittadina di questa bellissima e ridente città – aveva scritto l’ex consigliera comunale –, alla fine dell’amministrazione Tutolo, mi sento in dovere di ringraziare tutti gli amministratori: Sindaco, assessori e consiglieri tutti per quanto fatto in questi anni e soprattutto per aver contribuito in modo così preponderante alla realizzazione di un programma elettorale che per circa 10 anni (soprattutto quando era consigliere di opposizione) Tutolo ha urlato ai lucerini; grazie:
1. per aver pagato i debiti del Comune di Lucera senza causare il dissesto finanziario;
2. per aver risolto la questione Sant’Anna in così poco tempo;
3. per aver recuperato milioni di euro dalla “monnezza”;
4. per non aver portato in giudizio gli abitanti della 167 evitando inutili contenziosi;
5. per aver evitato la costruzione del “Rondò” in zona 167;
6. per aver portato in auge i servizi sociali ed essere stati sempre vicini ai più deboli;
7. per aver evitato la chiusura del CAV (centro anti violenza);
8. per aver realizzato i lavori di Viale Castello in brevissimo tempo ed evitato danni e disagi ai residenti;
per tutto questo, ma sicuramente per tanto altro ancora, vi ringrazio tutti, nessuno escluso!».

Il Frizzo

 


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