Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
CRONACA
Cronaca

L'avv. Pippo Agnusdei torna a parlare del caso dei tribunali soppressi
Lo fa scrivendo nella chat “Foggia Antimafia”: «Ringrazio per essere reso partecipe di queste iniziative, dell’impegno e della passione che vi vengono trasfuse, e di poter dare il mio minimo contributo»

Lucera, 08.01.2020 - «La criticità della condizione del tessuto socio-economico di Foggia e della Capitanata richiede interventi su più fronti, perché vi è necessità di veder migliorare tanti fattori, civico, occupazionale, di prevenzione, e, tra gli altri, quello della repressione del crimine e della velocità di giudizio su di esso.
E riguardo al servizio Giustizia, mi permetto di inoltrare alcune osservazioni, cercando di essere il meno prolisso possibile.
L’attuale condizione del sistema giustizia nella Capitanata vede:

• l’accorpamento da otto uffici di Tribunale ad uno (con la riforma della geografia giudiziaria si è passati dalle sedi di Foggia, Lucera, San Severo, Apricena, Cerignola, Manfredonia, Rodi Garganico e Trinitapoli alla sola Foggia), caso unico in Italia;
• il quarto posto in Italia del Tribunale di Foggia (dietro solo a Roma, Milano e Napoli) come numero di procedimenti pendenti sia penali sia civili;
• la scopertura delle piante organiche della magistratura (ed anche del personale amministrativo), con conseguente massiccio ricorso alla magistratura onoraria, la cui produttività non può permettere il recupero di ciò che non viene smaltito dalla magistratura togata;
• ma altresì la straordinaria esigenza dell’ampliamento dell’organico della magistratura, se non si vuole che il Tribunale di Foggia, dal quarto posto in Italia (già altissimo) come numero di procedimenti civili e penali pendenti, possa aspirare all’apice di questa negativa classifica nazionale;
• l’esigenza di intervenire in tema di logistica, di investigazione, di polizia giudiziaria, data la recrudescenza dei fenomeni di criminalità che stanno interessando l’intera Capitanata;
• quindi logistica migliore degli uffici giudiziari e recupero di almeno alcuni presidii di giustizia, se non si vuole che il conseguente effetto psicologico sulla criminalità continui a dare man forte alla stessa (si pensi che il malvivente sa che è più complesso l’iter per acciuffarlo e portarlo dinanzi ad un Giudice, si pensi che la polizia giudiziaria non ha agilità di accesso alla Procura e alla Magistratura come invece avveniva prima degli accorpamenti – e tutto ciò nonostante il grande impegno delle forze dell’ordine della magistratura, proprio perché è l’attuale condizione logistica a comportarlo –, si pensi che non vi sono spazi negli uffici per raccogliere quanto è oggetto di indagine, si pensi che è complicato, date le enormi difficoltà logistiche e di personale, osservare i termini riguardo a carcerazioni preventive ed a convalide di fermi, arresti, sequestri, si pensi alla gran quantità di procedimenti che sono a rischio prescrizione, se solo si considera che i procedimenti penali al Tribunale di Foggia da quattro anni a questa parte sono aumentati del doppio, divenendo oggi 12.000, mentre il Tribunale di Bari ne ha 6.000, ed ha un organico di magistratura praticamente doppio rispetto a quello di Foggia, si pensi che ciascun magistrato foggiano ha un carico di procedimenti pari a circa duemila, mentre la media nazionale è cinquecento, si pensi all’esigenza di far sì che DIA e DDA siano più vicine a territori che invece distano 250 chilometri dal centro operativo).

Dall’ultima audizione sull’argomento (la condizione del servizio giustizia), lo scorso 21 ottobre, presso la Camera dei Deputati, alla quale ho partecipato, era scaturita l’esternazione, da parte dei parlamentari presenti, della consapevolezza che quella foggiana fosse una emergenza nazionale: una emergenza che richiede un grande sforzo, non c’è dubbio, molto articolato e dispendioso, ma necessario».

Pippo Agnusdei

 


Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.