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CRONACA
Cronaca

Il Comune di Lucera avrebbe offerto il doppio in una transazione della 167Secondo Ciro Tibello, vice presidente e consulente tecnico del Comitato della 167 e da quel che si evince da una delibera di Giunta Comunale recente sembrerebbe proprio di sì. È l'ennesimo caso di una vicenda legata agli espropri

Lucera, 09.10.2019 - Ci eravamo lasciati commentando il contenuto del verbale di udienza del 15 luglio scorso dinanzi al tribunale di Foggia, contenente tra l’altro le dichiarazioni del sindaco in merito alla proposta conciliativa ex art. 185 c.p.c. di adesione, irrealizzabile però in forza del parere dell’architetto Antonio Lucera. Lo scorso 7 ottobre abbiamo incontrato il dott. Ciro Tibello, vicepresidente del comitato “Santa Maria delle Grazie - Zona 167” e consulente tecnico dello stesso. Ma stavolta non abbiamo parlato del cosiddetto rondò, anche se il tema qui trattato coinvolge comunque la 167 e in un certo senso si intreccia proprio con quel parere negativo espresso dallo stesso dirigente Antonio Lucera.
«Ho riflettuto – ha detto a riguardo il vicepresidente del comitato – sul perché di questo parere negativo nonostante il sindaco avesse dichiarato a verbale la volontà di aderire alla proposta conciliativa». Il fatto insolito? Benché l’architetto Lucera abbia sostenuto l’impossibilità della conciliazione in contrasto con la decisione di Tutolo nel dirsi favorevole a quella conciliazione, il sindaco, dopo essere stato rieletto, ha confermato lo stesso Lucera dirigente per altri cinque anni, ma non solo: a Tibello sembra strano anche che alla proposta conciliativa del giudice il dirigente abbia detto no, mentre ad un’altra pratica sì.
Di quale pratica parla? È presto detto. Una vicenda in cui secondo Tibello i conti non tornano sotto molti aspetti.
Si tratta della delibera di Giunta Municipale esaminata con attenzione dal consulente tecnico del comitato della 167, vale a dire la nr. 242 del 6 settembre 2019 (leggi), relativa alla controversia Dori (in qualità di eredi di Chiarella Maria) contro il Comune (approvazione dello schema di transazione): tale delibera è stata fatta ovviamente previo parere dell’architetto Lucera ed oltretutto, a dire dello stesso Tibello, la questione sarebbe interessata addirittura da un’evasione d’imposta all’erario, tanto da ritenere possibile l’intervento della Guardia di Finanza. In ogni caso, il consulente tecnico si chiede ora perché in tal caso Lucera abbia dato immediatamente il parere favorevole a chiudere la transazione mentre nel caso della delocalizzazione del cosiddetto “rondò” in zona 167 ciò non sia avvenuto.
Insomma, Tibello ha riflettuto sulle seguenti circostanze: all’architetto, con decreto sindacale prot. N. 62974 del 18/12/2018 era stato conferito l’incarico di dirigente a tempo determinato fino al termine del mandato elettorale e comunque non oltre il 30/06/2019; con prot. N. 6728 del 05/02/2019 l’architetto esprimeva il primo parere sulla proposta conciliativa, con prot. N. 20833 del 16/04/2019 esprimeva il secondo parere impedendo l’adesione alla medesima proposta; il 26 maggio 2019 si tenevano le elezioni comunali ed il sindaco dichiarava la disponibilità a conciliare nonostante Lucera fosse contrario e quella alla delocalizzazione della piazza di quartiere (anche su questo l’architetto aveva espresso la propria contrarietà), il sindaco vinceva con risultato plebiscitario e infine, con decreto sindacale prot. N. 33612 del 18/06/2019 si confermava la nomina di Lucera fino alla scadenza del mandato del sindaco.

Il video integrale dell'intervista

C’è un particolare delicato, come ha rilevato Tibello, nella delibera posta oggi in rilievo e riguardante la transazione le eredi di Maria Chiarella, le signore Dori Raffaella, Dori Maria Rosaria e Dori Maria Annunziata: si dice che la CTU determinava l’indennità di occupazione d’urgenza in lire 86.282.500 pari ad euro 44.561,19, ma le eredi testamentarie di Chiarella Maria hanno chiesto di condannare il Comune di Lucera al pagamento dell’indennità nella misura in atti (peraltro proposta e/o riconosciuta dal Comune stesso) di euro 80.348,00 (e questo secondo l’ing. Cinquia) spettante a Chiarella. Ma secondo Ciro Tibello appare alquanto strano che si sia dato lo stesso valore in euro a ciò che era stato espresso in lire. In sostanza il Comune di Lucera dava atto di erogare a favore delle eredi Chiarella € 115.000,00 (euro centoquindicimila), al lordo della ritenuta d’acconto e così determinata a saldo e stralcio e da ritenersi comprensiva di ogni loro avere.
Insomma, un’operazione che appare più come un mistero del “Lascia o raddoppia”. E secondo il tecnico del Comitato della 167 l’ente sembrerebbe aver raddoppiato l’erogazione in favore della controparte. Si aggiunga, come si è detto, che non risulterebbe scalcolata/trattenuta quella ritenuta d’acconto pari al 20% richiamata, un fatto che – se confermato – chiamerebbe ad intervenire la Guardia di Finanza in quanto si configurerebbe una evasione di imposta.
I dettagli sono meglio spiegati nel video in questa pagina, laddove l’interlocutore conclude anche non risparmiando stoccate ai dirigenti dell’ente che, sia in passato che attualmente, intentano cause contro il Comune di Lucera. «Può darsi che mi sia sbagliato. Nel qual caso chiedo scusa fin d'ora. Ma se non mi sono sbagliato…», ha detto.
«Comunque – ha concluso Tibello –, chiederò al comitato della 167 l’autorizzazione a sottoporre alla Procura della Corte dei Conti l’intero dossier relativo alla controversia Chiarella Maria al 02/07/1986, data della deliberazione della Giunta Municipale n. 1455, con la quale venne corrisposto l’acconto dell’80% del valore venale del suolo pari a lire 9.635.000».

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