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CRONACA
Cronaca

«1.346 atti di pignoramento contro il Comune di Lucera se questi dirà di no alla conciliazione»
L’amministrazione Dotoli aveva accantonato circa tre milioni di euro per cautela, nell’ottica che ci potesse essere un risultato diverso dal contenzioso, ma quest’amministrazione le avrebbe utilizzate per intero correndo così il rischio del dissesto

Lucera, 07.04.2019 - Abbiamo incontrato nuovamente Ciro Tibello, consulente tecnico e vicepresidente del comitato “Santa Maria delle Grazie - Zona 167”, come ci eravamo ripromessi di fare, il giorno successivo ad un incontro programmato al Comune dopo il parere rilasciato dall’architetto Antonio Lucera sulla questione degli indennizzi dei suoli e della delocalizzazione della ormai famosa piazza che ancora non vede iniziare i lavori. Pare, come già detto dallo stesso Tibello, che il dirigente comunale abbia travalicato le proprie competenze, dal momento che si sarebbe dovuto limitare a rilasciare un parere meramente tecnico, entrando invece in valutazioni giuridiche che competerebbero ai legali.
Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 28 marzo scorso il sindaco aveva consentito ai consiglieri di minoranza, dopo che Giuseppe Bizzarri aveva sollevato un’interrogazione sull’argomento, di essere presenti alla riunione di martedì coi legali del Comune. Da quell’incontro sarebbe scaturita l’ipotesi, a dire di Tibello, che debba essere emesso un altro parere dalla Struttura Tecnica e che gli avvocati debbano ancora formularne uno circa la proposta conciliativa suggerita dal giudice, ma al consulente tecnico sfugge il motivo preciso per cui l’amministrazione non abbia preso posizione: «Dopo che il CTU ha espletato una consulenza ed a seguito di un parere molto discutibile, mi sarei aspettato che l’amministrazione imponesse alla Struttura Tecnica di rifare i conteggi».

L'intervista a Ciro Tibello del 3 aprile scorso

L’amministrazione Dotoli, però, come aveva evidenziato lo stesso Bizzarri nel suo ultimo comizio, aveva accantonato circa tre milioni di euro per cautela, nell’ottica che ci potesse essere un risultato diverso dal contenzioso, ma quest’amministrazione le avrebbe utilizzate per intero, quindi oggi di fronte ad una sentenza di condanna non si saprebbe neppure dove andare a prendere quei soldi. Inoltre, Tibello ha spiegato che nel caso in cui il Comune dovesse opporsi alla proposta di conciliazione ed il giudice dovesse andare a sentenza, il giorno successivo ci sarebbero sicuramente milletrecentoquarantasei atti di pignoramento, azione che andrebbero ad intraprendere i componenti il comitato a cui a suo tempo vennero chieste le somme.
Tutto ciò sta accadendo senza che il vicepresidente del comitato, come lo stesso ha più volte ribadito, abbia avuto la possibilità di confrontarsi con la Struttura Tecnica: «L’unica occasione che ho avuto per avere un confronto con questa è stata durante le operazioni peritali».
Poi, il silenzio.
Ora si attende l’udienza del prossimo 18 aprile, dopo la quale si potrà sapere quale strada prenderà il Comune.

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