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CRONACA
Cronaca

Spunta un'istanza del Comitato 167 con altri punti critici sul "rondò"
A soli due giorni dal Consiglio Comunale monotematico sulla delocalizzazione della "piazza", viene protocollata una nota al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali e alla struttura tecnica che scappa dal confronto con il comitato

Lucera, 10.02.2019 - La redazione del Frizzo ha nuovamente incontrato Ciro Tibello, consulente tecnico del comitato “Santa Maria delle Grazie - Zona 167”, a seguito del Consiglio Comunale, svoltosi la mattina dello scorso 5 febbraio, convocato da sei consiglieri di minoranza e nel corso del quale c’è stato anche qualche intervento proveniente dalla maggioranza, la quale sembra difendere le posizioni di quella che è ormai l’avvenuta aggiudicazione ed assegnazione dell’inizio dei lavori per la realizzazione del cosiddetto “rondò” nell’ambito del Contratto di Quartiere. Il comitato, infatti, ha già protocollato un’istanza al sindaco, ai consiglieri, agli assessori e alla struttura tecnica del Comune (leggi) perché sarebbero emersi nuovi particolari, in questa vicenda, di cui uno è che quella piazza conta ventidue accessi e quindi si avrebbe un convogliare di veicoli e pedoni che andrebbero a complicare la vivibilità della zona, soprattutto se si dovesse dare inizio ai lavori che, invero, sarebbero dovuti già partire dallo scorso 15 dicembre 2018 (segno che probabilmente qualche preoccupazione serpeggia). Abbiamo dunque chiesto a Tibello che cosa potesse dirci di quest’istanza.
Essa, come ha spiegato, è stata presentata perché «cronologicamente, abbiamo la struttura tecnica che ha sempre evidenziato la possibilità di perdita del finanziamento, ma questo rischio non c’è più, perché come è stato rilevato più volte e da più parti, la Regione Puglia ed il Ministero hanno dichiarato che la delocalizzazione è assolutamente possibile; scongiurato questo pericolo, però, la struttura tecnica se ne viene fuori con un altro, ovvero i danni in conseguenza di un’eventuale revoca del contratto». Insomma, a dire di Tibello, ogni circostanza è buona per incutere paure, ma non solo: «I consiglieri secondo me non conoscono esattamente i particolari della progettazione, tant’è vero che quest’istanza è stata mandata a tutti affinché si assumano la responsabilità». Il consulente tecnico e vice presidente del comitato ha inoltre evidenziato il problema della sistemazione delle aree esterne al rondò: «Hanno chiesto il costo per il Comune? La gara, infatti, non le comprende. Hanno fatto una perizia per vedere il tipo di terreno? Con la costruzione del rondò hanno previsto un muro alto circa cinque metri, ma hanno fatto un’indagine? Ormai la struttura tecnica se ne va per conto suo; inoltre, hanno sistemato l’area mercatale per spostare il mercato, ma quando inizieranno i lavori rimarrà tutto bloccato, senza considerare lo spostamento delle condotte di ogni servizio…».

L'intervista

Il sindaco, però, si ostina a dire che non si può fare quello che suggerisce il comitato, mentre il consigliere di maggioranza Giuseppe Pitta durante l’ultima seduta consiliare ha fatto un intervento dove ha messo quasi alla berlina addirittura l’ANAC ritenendola inutile. E gli altri consiglieri, invece, cosa risponderebbero rispetto alle conoscenze che dovrebbero avere del progetto? Tibello ha anche tenuto da dire che il comitato ha sempre cercato di interloquire direttamente con l’architetto Antonio Lucera in Consiglio Comunale, ma «ogni volta che era programmato un mio intervento, il dirigente era assente per altri impegni». Per quanto riguarda il sindaco, poi, secondo il consulente, «in cuor suo sono certo che sia convinto circa la fondatezza delle ragioni del comitato: è soltanto preoccupato del danno conseguente alla revoca dell’aggiudicazione e trasmette questo timore all’intera maggioranza, ma prima di essere eletto sindaco il problema, chissà perché, non lo avvertiva».
Tibello ha concluso specificando che il comitato suggerisce di delocalizzare quello che è un vero e proprio ecomostro, spostandolo alle spalle di Viale Europa, a monte, dove c’è una zona pianeggiante; tornando poi alla questione del muro che si andrebbe a realizzare, «con questo si divide in due la 167, a monte e a valle, con un marciapiede largo appena un metro e cinquanta con tutte le conseguenze che potrà comportare il traffico veicolare e pedonale». Infine, «a cosa sono servite la delibera del 10 luglio e l’istanza a firma congiunta del sindaco e dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Di Croce indirizzata alla Regione? Eppure la struttura tecnica sapeva di queste cose prima di esprimere il parere dopo due mesi, il 5 settembre»; oltre a tutto ciò, aggiunge che «se fossi il segretario comunale, mi preoccuperei, perché la struttura tecnica nel parere riporta che la delibera è illegittima».
Adesso tutto viene rimandato all’assemblea del comitato che è stata indetta per il prossimo venerdì 15 febbraio alle ore 18:30 presso il teatro di Santa Maria delle Grazie.

Greta Notarangelo



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