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CRONACA
Cronaca

E venne il giorno dell'ordinanza del giudice sulla 167: Tutolo costretto a trovare tre milioni da restituire?
La Terza Sezione Civile ha tenuto conto dei parametri del CTU a cui aveva chiesto di verificare se l'ente avesse completato le procedure di esproprio

Lucera, 30.01.2019 - La decisione del giudice della Terza Sezione Civile (leggi l'ordinanza) fa tremare Mozzagrugno. La redazione de Il Frizzo non aveva dimenticato un appuntamento importante, quello del 28 gennaio scorso, ovvero la famosa causa-contenzioso degli abitanti della 167 con il Comune di Lucera. Ciro Tibello, consulente tecnico del comitato “Santa Maria delle Grazie - Zona 167” presieduto da Pasquale Bevere, aveva già anticipato qualcosa circa un eventuale indirizzo che avrebbe dato il giudice, vale a dire l’invito alle parti ad una conciliazione. Martedì 28 gennaio scorso, l’udienza: dopo aver esaminato l’istruttoria fatta dal consulente tecnico d’ufficio e la copiosa documentazione fornita dal comitato ed acquisita agli atti, il giudice ha notificato un’ordinanza in linea con quello che si era impegnato a fare. In essa lo stesso “sottopone alle parti la seguente proposta conciliativa: le somme a titolo di conguaglio dovute in favore del Comune di Lucera devono intendersi rideterminate come da prospetto analitico di calcolo di cui all’allegato n. 2 della relazione di c.t.u., che costituisce parte integrante della presente ordinanza, oltre interessi legali a decorrere dalla data di deposito della medesima relazione peritale, con l’obbligo del Comune di restituire le somme eventualmente riscosse in eccedenza rispetto agli importi come rideterminati dal c.t.u.; il Comune di Lucera rimborserà agli opponenti la metà delle spese di lite, che, in detta ridotta misura, si liquidano in complessivi euro 10.000,00 per onorari, restando compensata tra le parti la restante metà”. Come ha spiegato Tibello nell’intervista rilasciata alla nostra redazione la sera dello stesso giorno in cui si è svolta l’udienza (in questa pagina trovate il video integrale in cui Tibello rivela circostanze molto particolari, non ultima una delibera appena sfornata dalla Giunta Tutolo il 17 gennaio scorso), il comitato pensava che il giudice si fosse fermato al primo quesito, con il quale aveva chiesto al CTU di verificare che il Comune avesse completato il procedimento di espropriazione (in seguito, il CTU ha accertato che il Comune non l’ha completato, pertanto si pensava addirittura che il giudice avrebbe potuto accogliere in toto la domanda dei ricorrenti aderenti al comitato della 167): che il Comune non abbia completato l’acquisizione l’ha dichiarato lo stesso sindaco in una precedente intervista, in risposta ad alcune dichiarazioni che Tibello aveva rilasciato, affermando che l’acquisizione – specialmente per la zona di via Donatello – non era stata completata ed invitando le parti interessate a chiedere la restituzione delle somme. «Il comitato terrà un’altra assemblea per informare tutti i ricorrenti di questa importante novità» ha dichiarato il tecnico il quale, parlando della perizia fatta a dicembre, ha evidenziato che «l’allegato n. 2 del CTU riporta degli importi notevolmente inferiori a quelli iscritti a ruolo; è anche vero, però, che non tutti avranno gli stessi importi, perché, considerato che la tipologia dei lotti si distingue in quattro, cinque e sei piani, l’incidenza del valore dell’area di sedime va ripartita in proporzione al numero delle unità immobiliari». Dunque, dal momento che il giudice ha fissato l’udienza finalizzata alla comunicazione dell’accettazione o meno della proposta per il 18 aprile 2019, «alla prossima assemblea del comitato saranno invitate tutte le parti – ha aggiunto Tibello –, che dovranno portare le ricevute dei pagamenti effettuati». E se il Comune dovesse avere ancora una volta la “scelleratezza” di resistere a quest’ordinanza? «La risposta la dà lo stesso giudice, il quale avverte che, “in caso di rifiuto di tale proposta, se la decisione finale condurrà ad un risultato equivalente o prossimo a quello indicato nella proposta, questo giudicante ne terrà conto in sede di regolazione delle spese di lite, nonché ai fini di cui all’art. 96 c.p.c.”, quindi, la situazione si aggraverebbe ulteriormente».

L'intervista integrale

Nelle precedenti interviste Tibello aveva tenuto a precisare che al comitato non fa piacere che il Comune perda la causa, ma allo stesso tempo, il consulente non vuole che questo si fossilizzi ancora una volta sulle proprie posizioni preferendo andare oltre ed aggravando così le spese: «Con quest’intervista voglio invitare ad una serena valutazione della situazione: ormai non è più il comitato che lo pretende, ma un ausiliario del giudice, il quale ha accertato che purtroppo i calcoli del Comune erano sbagliati». Quei soldi durante l’amministrazione precedente (sindaco Pasquale Dotoli) erano stati accantonati in attesa della causa, ma in seguito il pagnottaro ha utilizzato i tre milioni e rotti. Non solo: adesso potrebbe appellarsi alla famosa strategia del dissesto con la possibilità di far passare per colpevoli quelli del comitato. Quest’argomento, come ha continuato a dire Tibello, è stato già trattato in una delle assemblee e una risposta è stata data sia da Fabio Valerio (Forza Italia) che da Giuseppe Bizzarri: il primo, in particolare, metteva in evidenza che la precedente amministrazione aveva accantonato queste somme. «Con Sacco – ha osservato lo stesso Tibello – si pensava al dissesto e hanno fatto la transazione, ma nel momento in cui il comitato aveva chiesto di fare i conti, il Comune si è sempre rifiutato di farli, dopodiché si è iniziato il giudizio, il quale ha disposto un mezzo istruttorio che è stato espletato: la perizia del CTU è venuta a costare 16.000 euro, inoltre abbiamo due avvocati, quindi una duplicazione delle spese, ed il terzo consulente tecnico (12.000 euro)». Secondo Tibello, quindi, bisogna evitare di procurare altri danni alle casse comunali: «Al comitato non interessa avere ragione, ma definire la questione». Va ricordato, peraltro, che con l’approvazione del PUG l’amministrazione comunale ha rinunciato ad espropriare circa 100.000 metri quadrati che adesso pretende siano pagati dai residenti della 167. Resta però da capire perché nella transazione con Capobianco (Immobiliare Caterina) si sia trovata la soluzione e come mai non si sia avuto lo stesso atteggiamento in questa causa mettendo la parola fine a tale vicenda.
A Tibello, infine, non è passato inosservato un episodio recente che fa il paio con quella che fu la richiesta del giudice, nei confronti della CTU, di verificare se il Comune avesse proceduto a completare gli espropri.
E veniamo ad una notizia fresca che in un certo senso fa il paio con la questione del mancato completamento degli espropri.
È di questi giorni una delibera di Giunta del 17 gennaio scorso, la n. 13 (scarica in un unico file compresso delibera e allegati), che ai disattenti passare inosservata, «dal momento che nell’oggetto dice una cosa – evidenzia Ciro Tibello – e nel corpo un’altra, e che si riferisce al laboratorio di lavorazione di marmi». Per il consulente tecnico del comitato della 167 si tratta della prova «di quello che avevano dichiarato loro durante le operazioni peritali nel momento in cui quest’amministrazione approvò il PUG rinunciando ad espropriare 100.000 metri quadrati (nei quali è compresa anche quest’area), modificandone la destinazione (sono diventati, infatti, edificabili) e sottraendo la superficie del verde attrezzato a tutta la volumetria esistente alla 167». In particolare, il proprietario di questo laboratorio artigianale ha ceduto al Comune una superficie: «Con la particella di un’altra persona – ha spiegato Tibello – sono state utilizzate delle superfici per realizzare i lotti abitativi 29, 30 e 31 della 167: il lotto n. 30 in particolare, insiste sulle particelle 105 e 107, ma nel momento in cui date a questa persona la possibilità di fare dei lavori, perché non completate l’acquisizione della 107 e non sistemate il lotto n. 30? I proprietari di questo, infatti, potrebbero iniziare altre cause».
Pare, comunque, che in quell’area debba nascere qualcosa di complementare all’mercatale… C’è chi parla di un Penny Market.
Sarà?

Greta Notarangelo



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