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Ciro Tibello: «Proprio Tutolo parla di onestà intellettuale?»
Intervista al consulente tecnico del Comitato "Santa Maria delle Grazie – Zona 167" che ha replicato all'amministrazione sui tre argomenti sempre attuali: la delocalizzazione del rondò, il contenzioso sull'indennizzo dei suoli e le rigenerazione urbana

Lucera, 20.01.2019 - La redazione de Il Frizzo ha incontrato il dott. Ciro Tibello, consulente tecnico del comitato di quartiere “Santa Maria delle Grazie - zona 167”, presieduto da Pasquale Bevere. Nell’ultimo incontro organizzato dallo stesso comitato, infatti, sono emerse ulteriori novità sui tre versanti affrontati, quello della delocalizzazione della cosiddetta astronave della piazza, quello della causa – che ormai sembra giunta a conclusione e che vedrebbe il Comune in una posizione non certo favorevole – e la vicenda legata alla rigenerazione urbana.
Nell’intervista a Tibello (nel video allegato a questo articolo si potranno carpire maggiori approfondimenti), si è partiti da quella famosa domenica delle Palme (era il 4 aprile del 2004, amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Labbate) in cui fu affrontata in zona PEEP la questione del Contratto di Quartiere “167 - Pezza del Lago”, che avrebbe permesso al Comune di usufruire di un finanziamento totale di cinque milioni di euro, di cui tre milioni e mezzo destinati ad alcuni interventi di tipo residenziale e di riqualificazione urbana ed uno e mezzo ad altri quali l’area mercatale, la pista ciclabile ed altre opere. Da lì si è arrivati alla dichiarazione che il sindaco Antonio Tutolo ha reso ad un’emittente locale, nel momento in cui, a seguito di una sua intervista, ha detto che il comitato in realtà ha chiesto la delocalizzazione della piazza solo dopo l’aggiudicazione della gara, che la sua amministrazione non ha mai prodotto alcun atto – e che, quindi, sembrerebbe cadere tutto in capo all’amministrazione Dotoli –  e che si appella all’onestà intellettuale, facendo quasi intendere che questa non stia dalla parte del comitato. Abbiamo dunque chiesto al consulente tecnico quali fossero le sue risposte rispetto a tali affermazioni.
«Sono rimasto sorpreso – ha replicato Tibello –, perché ancora una volta il sindaco avrebbe fatto bene ad essere un po’ più preciso nelle risposte, poiché ha dato l’impressione che questo Comitato abbia espresso parere favorevole sulla delibera di Consiglio Comunale, quella del 2004, di approvazione del Contratto di Quartiere, e poi si è corretto dicendo che in realtà si trattava di un altro comitato». Totale confusione, quindi, da parte di Tutolo. Nel 2004, infatti, durante l’amministrazione Labbate, un primo provvedimento passò inosservato, in quanto sfuggì a tutti che la legge regionale in materia di strumenti urbanistici prevede determinate fasi, invece, con le delibere di Consiglio Comunale 23 e 24 dello stesso giorno (4 aprile 2004) il Consiglio adottò ed approvò il Contratto di Quartiere sena tenere conto dei preliminari relativi alla cosiddetta partecipazione che prevede, peraltro, la fase della pubblicazione e i tempi per le osservazioni.

Tornando alla questione dell’aggiudicazione per la costruzione dei lotti, essa è avvenuta il 23 aprile 2018 (non è vero, allora, come ha affermato Tutolo, che la sua amministrazione non ha mai prodotto un atto in merito alla vicenda, senza contare gli atti deliberativi del 2017 di cui il sindaco sembra essersi dimenticato), ma Tibello ha tenuto a precisare che dal 2011 il comitato ha iniziato a sollecitare la delocalizzazione e che la struttura tecnica ha sempre messo in evidenza la possibilità di perdita del finanziamento come uno spauracchio, chiudendo quindi ad ogni possibile soluzione nonostante i pareri favorevoli della Regione Puglia e dello stesso Ministero. Il parere della struttura tecnica, però, è arrivato il 5 settembre 2018, ma in esso si dice che non è possibile delocalizzare perché ormai già c’è stata già l’aggiudicazione. Sembra, insomma, quasi che si sia giocati con il tempo (facendolo passare proprio per non permettere quella soluzione tanto auspicata dal Comitato ma non solo). «La cosa grave è che è stato disatteso l’atto di indirizzo del Consiglio Comunale – ha detto Tibello –: l’architetto Antonio Lucera non ha tenuto conto dell’organo politico, che in tal modo è stato esautorato».
Fa alquanto sorridere al tecnico del Comitato della 167 che il sindaco di Lucera abbia tenuto a precisare di essere sempre lo stesso rispetto a quando “predicava” vicinanza alle istanze della 167, poiché i fatti lo smentirebbero non lasciandogli un minimo spiraglio per uscire dall’imbarazzo da egli stesso creato e che si è posizionato tra il prima e il dopo. Non a caso Tibello ha etichettato Tutolo come «un prestigiatore».
Il secondo aspetto affrontato da Tibello ha riguardato il contenzioso sugli indennizzi dei suoli nello stesso grande quartiere. Ormai il prossimo 28 gennaio 2019 si terrà un’udienza che con molta probabilità metterà il giudice, sulla scorta delle “indagini” prestate dal tecnico incaricato dal tribunale (non dimentichiamo un aspetto fondamentale: il comune non ha mai completato gli espropri in zona 167), nella condizione di invitare le parti – Comitato e Comune di Lucera – ad una conciliazione. «Posso affermare in tutta tranquillità – ha riferito Tibello – che noi siamo disponibili a questa soluzione, piuttosto bisognerà sapere l’ente e l’attuale amministrazione cosa vuol fare». Insomma, alla fine vuoi vedere che il Comune anziché prendere dovrà dare?
Terzo ed ultimo punto, “l’inganno” della rigenerazione urbana, pubblicizzata dal sindaco Tutolo e dalla sua Giunta – in primis l’assessore alle OO.PP. Carmen Di Cesare e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Di Croce – come una manna dal cielo per il quartiere della 167, beneficiario di lauti finanziamenti, quando invece la somma più corposa è stata destinata a Santa Caterina che si trova in centro storico. Persino sui manifesti l’amministrazione comunale – con un’operazione degna di una pubblicità ingannevole – ha fatto riprodurre la zona 167 facendo credere appunto che il grosso del finanziamento sarebbe andato a finire in quel quartiere. Nulla di più falso. A ciò si aggiunga che alcune voci riguardanti, per esempio, la sostituzione degli infissi al plesso della scuola Bozzini-Fasani, non avevano e non hanno tuttora motivo di esistere, visto che lo stesso progettista arch. Sgobba (guarda caso lo stesso del Contratto di Quartiere) avrebbe riconosciuto che quegli infissi sono perfetti così come sono. Se la stessa situazione si dovesse verificare per altri interventi, come saranno impiegate quelle somme non utilizzate per lo scopo inizialmente previsto? Se lo chiede, Tibello, aggiungendo che «stiamo ancora aspettando la pubblicazione in rete degli atti da parte dell’assessore Di Cesare».
Ma intanto…

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