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CRONACA
Cronaca

Undici cittadini di Lucera scrivono alla DDA sulla vicenda dell’impianto anaerobico. Lo annuncia l’avv. Ettore Orlando
La conferenza stampa di Maia Rigenera ha mostrato tutto il nervosismo dell’azienda dell’anaerobico e da questa non traspaiono affatto sintomi concreti della dichiarata volontà di instaurare un dialogo sereno con la cittadinanza e con la stessa amministrazione

Lucera, 04.10.2018 - Nella video-intervista del coordinatore di Fratelli d’Italia di Lucera, avv. Ettore Orlando, si sono toccati alcuni temi “caldi” di questi giorni. Non ultimo il proposito di non ricandidarsi manifestato da Antonio Tutolo. Ma non solo.
Orlando si mostra innanzitutto sorpreso per il tenore e la tempistica della conferenza stampa di Maia Rigenera tenutasi il 1º ottobre scorso nello studio dell’avv. Michele Vaira, legale della società, alla vigilia del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto ratificare il NO all’impianto pronunciato dal sindaco (dopo che lo steso il 17 maggio aveva invece espresso parere positivo inviato con una lettera al dirigente provinciale) ma che ha avuto incredibilmente tutt’altro esito.
Se da un lato ambienti vicini all’amministrazione comunale e la stessa Maia Rigenera hanno parlato di un clima intimidatorio calato sul dibattito tale da aver influenzato la decisione finale del primo cittadino di Lucera, il coordinatore del partito di Giorgia Meloni ribalta tale ricostruzione e sottolinea alcuni aspetti inquietanti sinora sfuggiti all’attenzione dell’opinione pubblica.
Egli mostra di non credere alla «barzelletta delle minacciose donne di Lucera», raccontata da taluni che non hanno gradito la manifestazione del comitato “Donne Coraggio”. Inoltre, fa ironicamente notare come sia a dir poco assurdo pensare che siano state delle casalinghe di Lucera a sversare rifiuti nella proprietà della Bio Ecoagrim (episodio denunciato dai Michele Ferringo all’indomani del parere negativo del sindaco): «Ve l’immaginate le donne di Lucera che vanno a gettare la monnezza nella terra di Montagano?», esclama divertito.
Inoltre – sottolinea Orlando – la conferenza stampa di Maia Rigenera denota tutto il nervosismo dell’azienda dell’anaerobico e da questa non traspaiono affatto sintomi concreti della dichiarata volontà di instaurare un dialogo sereno con la cittadinanza e con la stessa amministrazione. Prova ne sarebbe, secondo Orlando, anche l’episodio riferito dall’avv. Vaira, circa un confronto molto acceso – quasi al limite del confronto fisico – tra il presidente della Maia Rigenera, Ferringo, e il sindaco Tutolo in occasione della conferenza di servizi del 3 agosto 2018.
Se poi si leggono gli articoli comparsi sulla stampa locale, «ben si comprende come il clima intimidatorio e minaccioso potrebbe costituire la punta di un “iceberg” ben più complesso – prosegue Orlando – della protesta di “terrificanti casalinghe”, visto che nei predetti articoli il Sindaco appare alle prese con un problema molto serio, legato al business dei rifiuti».

Ecco perché «abbiamo deciso di sottoscrivere e presentare l’esposto alla magistratura: vogliamo che sia fatta chiarezza».
Il riferimento neanche troppo velato è ad un clima intimidatorio che potrebbe essere stato rotto dal sindaco – in un sussulto di orgoglio – con il parere negativo all’impianto accompagnato dalla asserita volontà di non ricandidarsi.
Anche se questa potrebbe essere oggetto di ritrattazione all’esito del prossimo comizio o dalla chiamata alle armi di ciò che resta dell’armata di brancaleon-pagnotta da parte di un Antonio Tutolo, in caduta libera nei consensi dopo aver inizialmente sposato le tesi “aziendalistiche”.
Un sindaco dimezzato, un’anatra zoppa delegittimata dal suo stesso Consiglio Comunale che, nella seduta di lunedì scorso, ne ha clamorosamente sconfessato l’operato. Forse involontariamente, visto che nella sospensione della discussione consiliare, si notavano strani e affannosi conciliaboli intorno ai telefoni cellulari sicché non è del tutto arbitrario ritenere che la decisione in aula sia stata presa – nell’impossibilità di conferire con il capo – da un Giuseppe Pitta apparso costantemente preoccupato di non ledere le sorti di un progetto privato e di non essere punto dall’ape MAIA, più che dalla preoccupazione di non offuscare l’immagine del suo sindaco ormai ampiamente compromessa.
Insomma, un bel rebus ma i cittadini che si oppongono all’impianto anaerobico mostrano tutta la loro tranquillità e risolutezza preannunciando un esposto che farà discutere.

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