Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
CRONACA
Cronaca

Non sa come spiegare le svirgolate e tenta di screditare anche Di Ciaula, ma scivola su una buccia di banana
Alle cantonate sul Frizzo ("mentendo spudoratamente", per usare una sua espressione) aggiunge il peggiore repertorio del manuale della scarsa tattica. È un sindaco chiaramente a favore dell'impianto ma giù di morale

Lucera, 13.09.2018 - Il tentativo di delegittimare o screditare un’autorevole personalità dell’ISDE da parte del sindaco di Lucera Antonio Tutolo durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo di Città la mattina dello scorso 10 settembre (sulle cantonate riguardanti “Il Frizzo” ha messo in atto un repertorio di manipolazioni squalificante, come quando dice che non sapeva del nuovo impianto nel 2015 mentre sapeva eccome dal 2012, testimoni alla mano come già documentato proprio sul Frizzo senza che Tutolo abbia mai smentito) ha fatto un enorme buco nell’acqua, a quanto pare. Lo ha fatto citando un documento che non aveva nulla di ufficiale risalente al 2013/2014, quando il medico responsabile regionale per la Puglia dell’ISDE stava lavorando al “position paper” che (questo sì assolutamente ufficiale) pubblicato sulla piattaforma web dell’istituto scientifico in questione e riguardante proprio il trattamento della FORSU (Trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani) che trova maggiori chiarimenti nell’ultimo documento stilato dal medico, riguardante il mega-impianto anaerobico che la Maia Rigenera srl (nata dalla Bioecoagrim e dalla Fortore Energia) vorrebbe realizzare (e su questo l’amministrazione sta dimostrando tutta la sua parzialità nel ritenerlo adatto per la comunità) a Lucera affiancandolo a quello esistente di tipo aerobico: in tutto si andranno a trattare qualcosa come 270mila tonnellate circa di rifiuti, oltre la metà del fabbisognio di tutta la Puglia che già conta diversi impianti nella regione.
Il dr. Agostino Di Ciaula è dovuto, quindi, intervenire commentando sulla bacheca facebook di Michele Consalvo con lo stile che l’ha sempre distinto. Anzi, rivela che aveva già spiegato proprio al sindaco di Lucera (il quale evidentemente pubblicizza solo ciò che gli conviene) che quella strumentalizzazione si è rivelata probabilmente un boomerang, come gli aveva spiegato in una lettera aperta inviata a Tutolo che, anche in questo caso, si è ben guardato dal divulgarne i contenuti.
«Come ho già avuto modo di chiarire personalmente al Sindaco – scrive il dr. Di Ciaula rivolto a Michele Consalvo –, sul documento qui riportato (quello citato dal sindaco, ndr) la mia firma appare per uno spiacevole disguido. Non avendolo io mai riconosciuto come valido né definitivo non avrebbe mai dovuto essere divulgato e sarà presto rimosso dal web, dove si trovava ancora a mia insaputa. Si tratta di una versione molto preliminare e poco aggiornata del Position Paper ISDE sulla FORSU, documento più approfondito che ha subito, tra il 2014 e il 2015, numerose revisioni e aggiornamenti prima di essere pubblicato in forma definitiva nel 2015. Il documento definitivo è disponibile al seguente link https://bit.ly/1PpEQaQ ed è l’UNICO al quale fare riferimento, se si è in buona fede. Chi ha messo in rete quella vecchia versione (risalente al 2014), il dr. Federico Valerio, non avrà problemi a confermare la mia versione dei fatti. Per quanto mi riguarda, la mia posizione sugli impianti di digestione anaerobica coincide unicamente e completamente con quella di ISDE ed è quella espressa nell’unico documento ufficiale esistente (il PP ISDE 2015, di cui sono primo Autore). Il documento da me recentemente inviato al Sindaco è stato ulteriormente aggiornato con referenze prodotte tra il 2015 e il 2018 che hanno confermato, rafforzato e ampliato i contenuti del PP ISDE 2015. Ribadisco con ferma convinzione che l’esame del progetto e l’analisi della più recente letteratura scientifica disponibile, come chiaramente illustrato al Sindaco anche a voce, non potevano che condurmi ad esprimere una decisa contrarietà alla realizzazione dell’impianto proposto da MAIA a Lucera. Una semplice contrapposizione “da stadio” anaerobico/aerobico è sbagliata e (forse volutamente) fuorviante. Accolgo con disagio e delusione tentativi come questo, finalizzati a sminuire la chiarezza della posizione da me espressa (fondata non su opinioni personali ma su evidenze facilmente riscontrabili da chiunque) ed a confondere ad arte idee che, invece, la Comunità di Lucera dovrebbe avere ben chiare al fine di tutelare al meglio l’ambiente in cui vive e, di conseguenza, la propria salute. Un caro saluto. Agostino Di Ciaula».
Ecco di seguito, invece, la lettera aperta che il dr. Di Ciaula ha inviato giorni fa «alla cortese attenzione del Sindaco di Lucera, datata “Bari, 10 settembre 2018” avente ad oggetto la “Conferenza stampa del 10 settembre 2018”

«Caro Sindaco,
grazie alla segnalazione di alcuni Suoi concittadini, ho avuto modo di ascoltare con attenzione il Suo intervento nella conferenza stampa in oggetto.
Intanto La ringrazio perché, non avendo ricevuto sino ad ora alcun riscontro da Lei né da altri membri dell’amministrazione da Lei guidata, ho avuto indirettamente modo di apprezzare che il documento ha incontrato il Suo interesse ed ha avuto la capacità di generare un dibattito nella Sua Comunità, entrambi aspetti per me molto rilevanti.
In merito ai contenuti del Suo intervento, ritengo tuttavia utile precisare alcuni punti:
1. A Suo parere la mia sarebbe testualmente una “relazione dalla quale si evince che il male assoluto è la digestione anaerobica”. L’intento del documento non è certo demonizzare con opinioni personali la digestione anaerobica (la cui corretta collocazione è specificata nel “position paper” ISDE citato) ma fornire elementi oggettivi e utili all’inquadramento del progetto in corso di valutazione, contestualizzandolo dal punto di vista scientifico, gestionale, geografico e normativo. Tale esigenza nasce anche dalla considerazione che, qualora realizzato, l’impianto integrato aerobico/anaerobico di Lucera sarà, per capacità di trattamento (263.591 t/anno di rifiuti), tra i primi quattro in Italia e il più grande dell’Italia centro-meridionale. Questo impone un processo decisionale che non trascuri, oltre ai rischi, i reali bisogni e fabbisogni della Comunità che, come avrà letto, potrebbero essere agevolmente soddisfatti da alternative più sostenibili, anche se meno convenienti per i proponenti.
2. A Suo parere nel tempo avrei “cambiato opinione” sulla digestione anaerobica e per questo la mia “credibilità viene meno”. Mi permetta di farLe notare che nel documento sottoposto alla Sua attenzione non sono citate opinioni personali ma dati derivati da un esame della letteratura disponibile sull’argomento e che, indipendentemente da questo, l’unico documento ufficiale nel quale ho contribuito ad esprimere una posizione (tra l’altro non individuale) è il Position Paper ISDE sulla gestione sostenibile della FORSU, pubblicato nel 2015.
Tra le conclusioni di quel documento troverà, tra l’altro, i punti seguenti, qui riportati testualmente:
• Il trattamento d’elezione della frazione organica dei rifiuti urbani è il compostaggio, in quanto è il solo che garantisce il rispetto della gerarchia europea nel trattamento dei rifiuti, il più adeguato recupero della materia e il maggiore apporto di carbonio organico ai suoli.
• Il compostaggio dovrebbe essere sempre favorito alla digestione anaerobica, a maggior ragione se sono facilmente reperibili gli spazi e i quantitativi di scarto “verde” necessari a garantire la strutturazione ai cumuli. Tali condizioni devono essere favorite in fase di programmazione.
• Nel caso si prevedesse l’insediamento di impianti di digestione anaerobica per il trattamento della FORSU, non deve essere consentito l’ingresso di qualsivoglia altra tipologia di materiale e deve essere obbligatoriamente previsto il compostaggio del digestato prodotto allo scopo di evitare le criticità conseguenti all’applicazione diretta a suolo (perdite di composti azotati, rilascio di ammoniaca, ecc.).
In nessun’altra occasione ho ufficialmente espresso pareri personali né, tanto meno, contrari alla posizione di ISDE Italia sulla digestione anaerobica, mantenendo la mia valutazione costante nel tempo e aggiornandola alla luce delle evidenze scientifiche più recenti citate nel documento sottoposto alla Sua attenzione (leggi), che è assolutamente in linea con il Position Paper ISDE 2015.
3. Nel Suo intervento fa riferimento all’impianto di trattamento aerobico della FORSU di Modugno (BA) ed al progetto dei proprietari di quell’impianto di realizzare una sezione di digestione anaerobica, affermando testualmente che “su quell’impianto di digestione anaerobica il dr. Di Ciaula non ha proferito una sola parola”. A questo proposito ritengo opportuno precisare che:
– L’impianto esistente a Modugno (unicamente aerobico) è autorizzato per 91.000 ton/anno e non per 210.000 ton/anno, come da Lei erroneamente riferito;
– il progetto di revamping dell’impianto prevede di avviare a digestione anaerobica le sole acque di processo derivanti dal trattamento aerobico, prevedendo in tal modo un’alimentazione completamente differente dall’impianto previsto a Lucera sia per tipologia che per quantità di materiale in ingresso;
– il Comune di Modugno ha già ben chiari limiti e rischi del progetto ed ha già espresso le proprie perplessità in sede di conferenza di servizi. Qualora necessario, sarei comunque a disposizione degli Amministratori per produrre documentazione aggiuntiva, come più volte accaduto nel corso degli ultimi anni nel caso di altre proposte di insediamenti inquinanti sul territorio comunale.
Nonostante chiunque si occupi di scienza sia “tracciabile” e oggettivamente misurabile, è assolutamente legittimo che Lei sia dubbioso sulla mia affidabilità scientifica (spero non sulla mia terzietà) ed è apprezzabile la Sua esigenza di ulteriori approfondimenti al fine di tutelare l’interesse pubblico, indipendentemente dai propositi dell’imprenditoria privata.
Proprio per questo ho corredato il documento a Lei sottoposto con autorevoli riferimenti bibliografici, la cui lettura potrà permettere a chiunque di valutare al meglio e con oggettività i punti discussi, indipendentemente da chi li ha proposti.
Cordiali saluti.
Dr. Agostino Di Ciaula,
Presidente Comitato Scientifico ISDE».

Roberto Notarangelo



Scrivete
al Frizzo

Le lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Alla ricerca di…
Newsletter
F.A.Q.