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CRONACA
Cronaca

Assemblea 167: emersi altri particolari. E Tutolo incassa una ulteriore protesta a suo discapito
Come al solito molto affollata la riunione del comitato durante la quale il prsidente Pasquale Bevere e il dott. Ciro Tibello hanno reso degli aggiornamenti sull'atavica questione ma non solo. Tutolo non ne è uscito bene. Anzi…

Lucera, 02.02.2018 - Lo scorso 20 gennaio si è tenuta, presso il teatro “Il Piccolo” della parrocchia Santa Maria delle Grazie, l’assemblea del comitato della 167. Molti i nodi venuti al pettine ed ormai si attende, con pazienza, solo il pronunciamento della giustizia amministrativa la quale potrebbe emettere un verdetto destinato a lasciare un solco profondo, a distanza di decenni dalla vicenda che ha investito l’indennizzo dei suoli in merito al diritto di superficie ed a quello di proprietà. Ma non si è parlato solo della “questione madre” durante l’affollata assemblea che ha fatto registrare l’ennesima contestazione all’indirizzo di Antonio Tutolo. Il sindaco di Lucera, peraltro, è stato messo in notevole difficoltà dall’intervento “chiarificatore” del consigliere Giuseppe Bizzarri. Presenti al tavolo dei relatori il presidente del comitato Pasquale Bevere, il dott. Ciro Tibello e Antonio Cuppone. Di quest’ultimo – una specie di Dr. Jeckill e Mr. Hyde, visto che di giorno pare stia con l'amministrazione e di notte con il comitato – non si comprende questo stonato doppio ruolo. Infatti non si riesce a spiegare come mai siano stati fatti degli incontri nel suo studio alla presenza del sindaco invece che nei più legittimi luoghi istituzionali.
Ma procediamo con ordine, demandando ogni approfondimento ai tre video che riproponiamo ai lettori in questa pagina.
Il dott. Ciro Tibello ha spiegato in apertura che egli stesso ha sempre chiesto alle varie amministrazioni di venire convocato insieme all’ing. Giuseppe Cinquia, ex dirigente dell’Ufficio Tecnico, ma «quest’incontro non è mai stato possibile». L’architetto Antonio Lucera nel 2010 sosteneva che il calcolo del dirigente era esatto e che quindi il Comune faceva bene a proseguire la sua attività. Il comitato, dal canto suo, diceva di essere disposto a pagare quanto era giusto. «Avevamo poi fatto la proposta dell’arbitrato – ha continuato Tibello –, ma questo non è stato possibile perché il Comune, sovvertendo tutte le procedure previste, voleva prevedere come terzo arbitro l’assessore del Comune: una barzelletta, insomma!». Successivamente, gli allora candidati alle Elezioni Comunali del 2014, i quali si recavano sistematicamente alle diverse assemblee del comitato (Tibello ha ricordato al sindaco che in termini di voti questi molto ha raccolto nella zona), dicevano di condividere le posizioni di quest’ultimo ed assicuravano che, una volta eletti, si sarebbero adoperati per trovare una soluzione: «Dopo, però, l’amministrazione che si è insediata non ha fatto più nulla di quanto promesso». Tibello ha anche spiegato che essi hanno fatto causa perché dalla superficie che aveva individuato l’ing. Cinquia bisognava togliere quella della variante del ‘99 e del Contratto di Quartiere, che invece lo stesso ingegnere pretendeva dovessero pagare. Peraltro, questa amministrazione ha approvato il PUG ed alcune aree previste nella superficie totale di quella variante sono diventate edificabili: «Quindi ci scaraventano altra volumetria sulla 167, la quale riduce, oltre alle aree a verde attrezzato, il valore delle case. Perché ci viene chiesto di pagare queste aree che il Comune non ha acquisito?». In seguito, è stato nominato il primo CTP, l’ing. Tommaso Piemontese, che poi, com’è noto, è saltato (stiamo ancora attendendo che qualcuno spieghi i toni di quella lettera “sanguigna”); quindi sono stati impiegati due mesi e mezzo per nominare il nuovo consulente (vale a dire l’arch. Lucera, uno spesso abituato a recitare il ruolo del “figliuol prodigo”), ma non solo: a dire di Tibello, sono stati depositati documenti incompleti, ovvero convenzioni prive degli allegati grafici. «L’attuale amministrazione comunale – ha lamentato – ha ricevuto tanti voti dalla 167: perché dobbiamo continuare a fare causa?».

Prima parte

Il consigliere Giuseppe Bizzarri, a seguito dell’intervento del sindaco, ha preso la parola per precisare innanzitutto un aspetto sul quale il sindaco non era stato chiaro: «La differenza tra arbitrato rituale ed irrituale non sta nel modo in cui si nominano gli arbitri, ma in ciò che noi demandiamo loro: è rituale nel momento in cui si dice loro di decidere la controversia al posto del tribunale, mentre è irrituale se si procede a fare l’accordo transattivo». L’unico elemento di novità rispetto al passato in questa vicenda, come ha continuato a spiegare Bizzarri, è che Cinquia non è più al Comune. Poi, rivolto al sindaco, la stoccata: «Nel momento in cui sei diventato primo cittadino, non sei più la parte politica bensì quella amministrativa, cioè una delle due parti in causa; inoltre, non hai bisogno dell’arbitrato, ma dì ai tuoi avvocati di sedersi attorno ad un tavolo per transigere: le amministrazioni devono parlare con le carte, non con le chiacchiere!». Il consulente tecnico, per di più, dice una cosa importante, che «il calcolo deve essere fatto per singolo proprietario, ovvero quest’ultimo deve pagare solo l’area che occupa la proprietà». Il consigliere, dopo aver detto che è inutile andare a sentenza, ha chiarito una questione che il sindaco si ostinava a non voler capire: «L’arbitrato in corso di causa non si può fare».
Insomma Bizzarri gli ha fatto fare la figura dell’ingenuo.

Seconda parte

Un altro argomento affrontato nel corso dell’assemblea è stato quello della rigenerazione urbana, un bando regionale mediante il quale è possibile finanziare interventi di recupero di zone disagiate di alcuni territori comunali. Dal momento che il comitato lamenta il fatto che la 167 non sarebbe altro che una “copertura” per Santa Caterina, l’assessore Giovanni Di Croce ha voluto spiegare le motivazioni di tale scelta, ammettendo non tanto celetamente che il nome della 167 gli serviva come paravento per ottenere il più corposo finanziamento per zone che con quell’area non ci azzeccano un bel niente: «Il bando prevede delle misure, quindi non possiamo inventare nulla: una di queste, quella che interessava Santa Caterina, prevedeva interventi di ristrutturazione di immobili di proprietà pubblica, che non sono presenti alla 167». Di Croce ha in seguito sottolineato che non hanno presentato progetti, ma una candidatura ad essere nominati autorità di rigenerazione urbana: se verrà riconosciuto questo status, saranno ovviamente fatte gare di progettazione (per la gioia dell’arch. Michele Sgobba e della Finepro).

Terza ed ultima parte

Il presidente del comitato Pasquale Bevere, invece, è intervenuto per ricordare che aveva invitato i rappresentanti dell’amministrazione a non completare gli interventi edilizi a valle del centro commerciale con l’edificazione degli altri tre corpi di fabbrica che dovrebbero essere realizzati tra viale Michelangelo e viale Canova in quei punti in cui non c’è asfalto. Di Croce, tuttavia, gli ha fatto notare che non si può inserire nella rigenerazione urbana la modifica ad un progetto di Contratto di Quartiere. «Che fine hanno fatto – ha continuato Bevere – i buoni propositi manifestati da alcuni consiglieri comunali (compreso l’attuale sindaco, ndr), ieri all’opposizione ed oggi in maggioranza, riguardo alla nostra proposta di delocalizzazione di quei fabbricati?». Oggi, purtroppo, non si può più intervenire.
Ma prima di essere eletti mica potevano prevederlo? Dai!

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