Dell'Osso e il luogo Sacro
«V’è un luogo sacro, il luogo sacro dei nostri cari, totalmente abbandonato ed esposto ad ogni tipo di incuria»
Lucera, 02.10.2008 - «Signor Presidente del Consiglio, Colleghi Consiglieri, Stimatissimo Segretario del nostro Comune…
Stamani il nostro Vescovo ha nominato un concittadino, Sacerdote della Diocesi, Don Pasquale Caso, responsabile della Cappella Cimiteriale (il cosiddetto “Cappellone”), così come avviene per le altre Istituzioni, tipo ospedali, caserme militari, carceri giudiziari.
La presenza del Sacerdote nel nostro Camposanto consentirà ai fedeli che si recano ad onorare i propri defunti, di poter assistere alle quotidiani funzioni religiose. E di ciò dobbiamo essere grati alla sensibilità del nostro Vescovo.
Noi tutti abbiamo colà sepolti i nostri cari: nonni, papà, mamme, figli, amici…
Quella Cappella rappresenta il più grande luogo di culto di tutta la nostra Città.
Stamani, in quel luogo di preghiera, allorquando S.E. Mons. Domenico Cornacchia consacrava gli arredi sacri per la celebrazione della Santa Messa, un grido di dolore e di sdegno si è levato nel rendersi conto dello stato di abbandono in cui versa l’antica Cappella che fu eretta a memoria di tutti i nostri cari defunti.
Presidente, La prego, si faccia aiutare dal nostro Segretario Generale e dal Responsabile dell’Area Risorse Finanziarie, a raschiare il fondo – forse non proprio così asciutto – del bilancio comunale.
Occorrono opere urgenti di consolidamento del bel Campanile non più funzionante, delle pareti scrostate, dei locali sottostanti colmi di rifiuti, di suppellettili fuori uso d’ogni genere, di rete elettrica insufficiente, di rete idrica e fognante inesistenti, di servizi igienici inefficienti.
V’è, insomma, un luogo sacro, il luogo sacro dei nostri cari, totalmente abbandonato ed esposto ad ogni tipo di incuria.
Eppure – come se nulla fosse – fra un mese ci ritroveremo colà, tutti insieme, Amministratori e Cittadini, a pregare.
V’è, Signor Presidente del Consiglio, Signor Segretario, qualche pio e solerte funzionario che possa – nel più breve tempo – dedicare ogni dovuta attenzione al sito dei nostri cari defunti?
Il 2 novembre è alle nostre porte. Si faccia in modo di dimostrare quell’amore per i nostri cari che continua nel tempo e che non è venuto mai meno verso chi non è più con noi, ma che ci è sempre accanto e ci accompagna…, ovunque e dovunque».
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Roberto Notarangelo