Vincenzo Bizzarri interviene sullo scritto di Roberto Paolucci: «Contrordine, compagni! Ora siamo camerati!»
«Si devono scegliere soprattutto coloro che con il loro linguaggio e con le loro azioni potranno privilegiare anche determinati valori. Diversamente, la nostra Città potrebbe andare incontro ad un futuro molto, molto amaro»
Lucera, 05.05.2007 - «La lettura dello scritto del dott. Paolucci – già consigliere regionale ed ex assessore all’urbanistica della Regione Puglia – pubblicato il 1° maggio sul Frizzo (leggi lo scritto di Paolucci), mi ha dato lo spunto per delle riflessioni sulle imminenti ed importanti elezioni comunali.
Il dott. Paolucci che, se non erro, nella sua qualità di responsabile del nuovo PSI, in una delle ultime elezioni amministrative invitava a votare, differentemente per la coalizione di centro destra o per quella di centro sinistra, a seconda del luogo in cui si trovava, oggi indirizza i suoi strali su Peppino Labbate-Sindaco uscente e critica il suo comportamento in quanto reo di
“Strumentalizzare la Giunta per soddisfare la sua personale voglia di vendetta”.
Ho l’impressione che dimentichi, il Paolucci, che Labbate rappresenta l’unico caso di Sindaco uscente della CDL che, pur avendo portato a termine il mandato, non viene riconfermato e viene invece sostituito, IN MANIERA POLITICAMENTE ILLOGICA ED IRRAZIONALE, dall’avversario delle precedenti consultazioni, contro cui la Città, nella sua quasi interezza, si era rivoltata.
Perché avviene tutto ciò? È ovvio porsi la domanda.
Forse sono state indette le primarie? No!
È stato deciso dai vertici comunali della Casa delle Libertà? No!
Spiego l’arcano.
Il candidato, gentilmente rifiutato dalla sponda avversaria ove pure aveva chiesto ospitalità, aiutato da un parlamentare del tutto estraneo al tessuto della Città, ma con le identiche originali affinità ideologiche e partitiche, entra nella Casa della libertà ove trova i rappresentanti ufficiali proni e pronti a ricevere “il nuovo che avanza” con tutti gli onori.
Risultato immediato: FORZA ITALIA si spacca. L’UDC si rompe. AN peggio che andar di notte.
Inizia il caos. Il panico si impadronisce di alcuni candidati consiglieri in pectore.
Comincia la commedia degli equivoci.
Si sparge subito la voce: CONTRORDINE COMPAGNI! ORA SIAMO CAMERATI!
In una notte molti di essi sono costretti a cambiare casacca.
Vengono bloccati i lavori tipografici già in atto. Si comunicano i nuovi simboli.
Finalmente, scorrendo i nomi, ti accorgi che sono rispuntati i cognomi di tanti anni prima.
Ingegneri, imprenditori, palazzinari, nuovissimi impresari immobiliari, affaristi ecc.
Dalla stampa apprendi di strani incontri tra gruppi affaristici per discutere destinazioni di terreni, alla presenza di avvocati esperti di diritto societario e, addirittura, di un candidato sindaco.
Dietro l’angolo il Piano regolatore della Città fa capolino e aspetta di essere gestito.
E allora ritornano alla mente ricordi ancestrali e ti sovviene la famosa variante del castello con la quale fu perpetrato il più grosso scempio urbanistico ai danni della Città.
Un polmone di verde pubblico sparì in una notte con un solo tratto di penna.
E di chi fu il merito? La variante non fu approvata dalla Regione Puglia? E chi era all’epoca l’assessore regionale all’urbanistica?
Il resto è storia.
Ora tocca a noi cittadini recarci alle urne.
Non possiamo esimerci.
Sarebbe un grosso errore.
È solo necessario analizzare bene le scelte.
Bisogna chiedere ai candidati le loro anamnesi e forse anche i loro pedigree.
Si devono scegliere soprattutto coloro che con il loro linguaggio e con le loro azioni potranno privilegiare anche determinati valori.
Diversamente, la nostra Città potrebbe andare incontro ad un futuro molto, molto amaro».
Vincenzo Bizzarri
già Deputato al Parlamento Nazionale
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