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Il ricordo del Lastaria di Mimì Albano risveglia l’orgoglio del territorio
«Nel 1994 la soppressione della ASL FG/6 e di tutte le altre ASL regionali fu decretata all’unanimità da un atto superficiale, improvvido e autoritario dal Consiglio Regionale che l’approvò col solo voto contrario mio che dirigevo, in assenza del presidente del consiglio»

Lucera, 25.03.2021 – Quando si parla di sanità connessa ad un presidio territoriale, se hai vissuto quella realtà soprattutto dall’interno e in tempi che vedevano la politica inglobata addirittura tra le arti più difficili da praticare, non puoi resistere e non dire nulla: ad un certo punto devi cominciare a raccontare anche tu qualcosa, pur sapendo che a “qualcuno” roderà il fegato, magari per il rancore e la consapevolezza di non contare, oggi, quasi nulla costringendolo alla magra consolazione di un’abbondante dose di rancore. E in certi casi puoi anche scoprire che si tratti di chi ha beneficiato non poco di quella politica (successori compresi) ed oggi dimentica condannando quel passato che oggi gli permette di vivere discretamente rispetto a chi non ebbe quella fortuna.
Ma puoi anche accorgerti e non aspettarti di risvegliare quell’orgoglio di appartenenza e di identità che facevano di questa terra un punto di riferimento per tanta gente che con umiltà e rispetto sapeva difendere i propri baluardi sociali e culturali.
E oggi lo fai consegnando quel breve ma significativo racconto a Facebook. Così come ha fatto Mimì Albano, memoria storica del territorio che ha rivestito ruoli sia politici che tecnici importanti.
Del Lastaria e del suo destino più volte mutato (e mutuato) si sta parlando da anni. E allora l’ex dirigente di quella struttura e politico di lungo corso ha ricordato quel che è stato il Lastaria fino alla soppressione – nel 1994, da parte dell’assise regionale della Puglia –, delle ASL, con un atto ritenuto “improvvido, superficiale ed autoritario”: «Negli anni ‘70 e ‘80 – scrive infatti chi rivestì anche il ruolo di sindaco di Lucera – per due volte sono stato presidente della ASL FG/6 fino al 2000, quando fui eletto presidente del Comitato di Controllo di Foggia. In quegli anni abbiamo visto crescere un ospedale territoriale con servizi e reparti pienamente funzionanti sotto la direzione di professionisti eccellenti e servizi territoriali di psichiatria, consultori familiari, medicina scolastica e del lavoro coordinati dal dott. Francesco Colapietra e dal dott. Vincenzo Cipriani per la parte sanitaria e dal dott. Mario Morlacco e Costantino Dell’Osso per la parte amministrativa. In questi anni abbiamo realizzato anche una scuola per infermieri professionale riconosciuta dalla Regione Puglia. Una scuola di altissimo livello che negli anni, sotto la direzione di Aurora Consoletti ha formato e diplomato centinaia di ragazzi che oggi lavorano nelle strutture sanitarie della Puglia e non solo. Nel 1994 la soppressione della ASL FG/6 e di tutte le altre ASL regionali fu decretata all’unanimità da un atto superficiale, improvvido e autoritario dal Consiglio Regionale che l’approvò col solo voto contrario mio che dirigevo, in assenza del presidente del consiglio. Come conseguenza vennero chiusi reparti, servizi interi, ospedali, compreso il nostro LASTARIA, per investire il poco disponibile in favore delle eccellenze. Ci auguriamo che il nostro ospedale e i servizi sanitari possano, alla luce anche di ripensamenti diffusi, riprendere la loro funzione di prossimità attenta ai bisogni di Lucera e del Subappennino».
Un pensiero, quello di Albano, che ha raccolto l’approvazione incondizionata e a tratti commossa da parte di diversi utenti.
«Caro Mimì – scrive per esempio Armistizio Matteo Melillo –, quanta improvvida superficialità in decisioni di così grande importanza e della quale ci si comincia a rendere conto. Ma sarà possibile recuperare il terreno perso? Sarà possibile rimettere in piena attività e sfruttare al meglio mirabili strutture a vantaggio del Territorio? Lo spero, lo speriamo».
«Solo chi ha vissuto quei tempi che furono – è il commento di Antonio Liturri, una vita passata al servizio del Lastaria, economo attentissimo e meticoloso come nemmeno l’avvento delle prime calcolatrici come le Texas Instruments sapevano fare – può descrivere perfettamente quello che abbiamo perduto e che difficilmente riusciremo a riconquistare, ma secondo me un po’ di colpa l’hanno anche i Lucerini».
Antonio De Pasquale scrive: «Verissimo… Con Voi (politici) Lucera ha brillato… Vediamo il nuovo se è in grado di fare meglio… Non credo…».
Breve ma significativo Giuseppe Antonucci: «Grazie a voi gli ospedali hanno conosciuto momenti di grande aiuto alle nostre popolazioni».
Il consigliere comunale di minoranza Angelo Franco Ventrella, ma soprattutto operatore sanitario da decenni nel nosocomio lucerino, commenta secco: «La “concretezza”… di quegli anni, di cui tu e gli amici che hai citato, siete stati protagonisti indiscussi, ha lasciato il posto a proclami, insipienza e “fumo”!!! Grazie per tutto quello hai-e avete fatto per Lucera».
Michele Consalvo, economista e già consigliere comunale, sottolinea: «Caro Prof., purtroppo la politica ha subito nel corso degli ultimi anni un decadimento populista e divisivo che rispecchia i tempi in cui viviamo: haters, saccenza, presunzione, ignoranza. Mala tempora…».
Franca Cipriani, toccante, parla di «tempi d’oro della sanità in generale e di quella lucerina in particolare... Ormai un miraggio».
Giuseppe De Sabato con Albano ha vissuto, giovane, i tempi della DC, passione ereditata dallo zio Costantino De Sabato – personaggio di spicco dello Scudo Crociato – così si esprime: «Vera e serena analisi di un tempo in cui Lucera era rispettata, e questo nessuno può obiettarlo. Ora… Beh!… Ora è altro ma molto altro. Rassegnarsi alla pochezza di chi ora guida la città non deve avvenire, ma occorre anche che una parte di quelle persone e larghi strati della popolazione che si è rinchiusa in se stessa ritorni ad essere protagonista della vita pubblica. Anche quei pochi che si mettono in gioco sono osteggiati e combattuti, vuoi per ripicche ingiustificate, vuoi per i soliti dispetti che servono solo a far emergere la modestia di chi ritiene di essere il nuovo che avanza. Se il nuovo è questo allora trova giustificazione la deriva economica e sociale di Lucera, vi rendiamo conto e sappiamo perché abbiamo perso l’ospedale, il tribunale, uffici statali, la bellezza del duomo in cui fa bella mostra la catastrofe S. Anna, l’isolamento del castello, la fuga dei giovani o giovani appoggiati alla pensione dei genitori, nessuna prospettiva, nessun progetto vero. Speriamo, e senza giudizio politico, che l’ospedale possa ritornare ad essere un vero e proprio presidio ospedaliero, con un Pronto Soccorso full time funzionante. Noi ce lo auguriamo, ma dobbiamo augurarci che molti lucerini possano riscoprire il senso di appartenenza, di amore per la città, di partecipazione alla vita pubblica: se non ora, quando (come spesso si dice)?».
Uomo di indiscussa cultura e di acume politico, anch’egli rappresentante di rilievo della Balena Bianca, una vita spesa nella scuola e per la scuola, con un’esperienza all’estero (in Canada) di tutto rispetto, Giuseppe De Angelis si rivolge così ad Abano: «Caro Mimì, da tempo si respira aria di tardo impero alla ricerca affannosa di cambiamento senza accorgersi che la stagione dei diritti è finita mentre quella dei doveri non è iniziata».
Lapidario Biagio Russo – vecchia guardia del Partito Liberale – che oggi conta suo figlio Francesco in Consiglio Comunale tra le fila della minoranza: «Erano tempi in cui il territorio si difendeva con tutte le forze!!!».
Nostalgico ma realista, Giovanni Apicella: «Quanto da te ricordato mi ha fatto rivivere un mondo scomparso che ha dato lustro al passato della nostra provincia e di Lucera che ricorda gli antichi fasti Romani nonché Federiciani! Ora dobbiamo fare tutti gli astronomi guardando le… stelle!».
Franco Di Giovine a Mimì Albano dà «perfettamente ragione. Hanno distrutto un patrimonio sanitario. C’erano tutti i reparti diretti da eccellenti professionisti».
E poi Francesco Caporicci che chiosa: «Ad un tratto, poi, subentrò la decadenza, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti… Ambiente, urbanistica, ecc. Come per magia?».

Roberto Notarangelo

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