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AMBIENTE
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La vernice che "mangia lo smog" trasformandolo in sali minerali, il biogas… Terminata il 10 novembre Ecomondo 2017 a Rimini. La situazione italiana
Si è conclusa da poco la fiera dell'economia verde a Rimini e come ogni anno non sono mancate novità nel settore ambiente

Rimini, 13.11.2017 - Mentre in Puglia ci si interroga sulle difficoltà ancora in corso a chiudere il ciclo dei rifiuti in tempo, con la Regione che, evidentemente consapevole delle enormi problematiche con cui fare i conti, da una parte rilascia autorizzazioni per nuove discariche e dall'altra parla di voler far nascere sette impianti pubblico-privati dando fondo alla distribuzione di ben 60 milioni di Euro (è lo stesso Michele Emiliano che alle elezioni regionali del 2015 affermava pubblicamente che non si può fare a meno delle aziende che trattano rifiuti perché rappresentano un bacino di finanziamento delle campagne elettorali, e lo stesso che oggi sentenzia: «Non saremo più ostaggio delle imprese private»), andiamo a sintetizzare cosa ha restituito al tema dell'ambiente l'ultima edizione di "Ecomondo 2017" (la Fiera dell'Economia Verde) svoltasi a Rimini dal 7 al 10 novembre scorsi.
All'interno dello Speciale Economia del TG1 è stato trasmesso un servizio curato dall'inviato Luigi Manfredi che ha visitato lo stand di "Innovambiente". Partendo dal principio che «ogni rifiuto può essere trasformato in prodotto ed essere reimmesso nel ciclo dei consumi e quindi riutilizzato diversamente», è emerso ancora una volta come la raccolta differenziata diventi un'opportunità di crescita economica, «a cominciare dal risparmio ottenuto per poi passare alla creazione di valore anche attraverso la produzione e i posti di lavoro».
Nel servizio si è parlato anche di "bioeconomia circolare" e del suo ruolo (trasformare rifiuti biologici di varia tipologia in molecole chimiche composte, polimeri, materiali vari ma anche fiori).
L'Italia è ben messa per quanto concerne il ciclo dei rifiuti. Lo è anche rispetto al trend europeo e i numeri sono in aumento. In discarica va "soltanto" il 25% della spazzatura ma restano significative differenze fra i territori, con il Nord in testa, anche se il Mezzogiorno avanza significativamente.
Presenza di ricerca ed innovazione nel settore – sempre secondo quanto ha riportato il servizio di TG1 Economia – non mancano affatto: un esempio è rappresentato da una start-up della Basilicata che ha progettato una App per facilitare il più possibile la vita all'utente finale, sia nella cronologia della raccolta porta a porta che nella guida passo-passo sui singoli rifiuti e la relativa destinazione. «L'utente, attraverso l'applicazione – ha evidenziato un operatore – può inviare segnalazioni o richiedere il ritiro di un rifiuto».
Ma i rifiuti non sono sono solo quelli classici, «perché lo smog è tra i più subdoli». Ed ecco che in quest'ambito si è fatta spazio un'invenzione tutta italiana ed unica al mondo: una vernice (utilizzata ad esempio per dipingere o decorare pareti esterne degli immobili) che "si mangia lo smog" trasformandolo in sali minerali.

I fanghi di depurazione

Nella 3 giorni della fiera di Rimini sono stati trattati anche argomenti come la prevenzione e la gestione dei rifiuti marini per un mare più produttivo, la valorizzazione delle filiere forestali sosteibili, gli scenari internazionali circa le energie rinnovabili, etc., mentre in uno spazio chiamato "Piazza delle Utilities", il prof. ing. Carlo Collivignarelli dell'Università di Brescia – DICATA ha parlato di fanghi di depurazione e del loro utilizzo: «L'inquinante contenuto inizialmente nelle acque di scarico, quando vengono depurate si trasferiscono in una matrice concentrata che è il fango. Nei fanghi di depurazione è però contenuto, oltre ad un valore inquinante, anche un valore utile soprattutto in agricoltura, ricco di carbonio, di azoto, etc. Negli ultimi decenni – ha proseguito l'esperto – sono sorte non poche preoccupazioni per la presenza di inquinanti nelle acque in questione, ma oggi la comunità tecnico-scientifica è impegnata a trovare delle soluzioni che migliorino la qualità dei fanghi in modo da renderli utilizzabili in agricoltura senza rischi per le colture o fastidi per le popolazioni come i cattivi odori che si generano».
Ma altre sono le possibilità di utilizzo dei fanghi, «ad esempio per quanto riguarda l'energia in varie forme riutilizzando materie preziose come il fosforo».

Dalla puzza al biogas

Rilevante e nel contempo simpatico è stato, a Ecomondo, l'intervento di Jacopo Fo a margine della conferenza stampa di "EcoFuturo Festival", il quale ha spiegato in maniera alquanto colorita perché il biogas rappresenti una risorsa su cui puntare con fiducia (a Lucera l'impianto anaerobico che la Bioecoagrim vorrebbe da tempo realizzare per abbattere soprattutto il problema dei famosi odori della lavorazione dell'umido per produrre compost, riguarda infatti proprio la produzione di biogas, ma stranamente l'attuale sindaco già dai tempi in cui era anche consigliere di opposizione non ha mai aperto a questa possibilità).
Vi lasciamo al video di Jacopo Fo sui batteri e il biogas.

Il Frizzo

 


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