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AMBIENTE
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Molti NO all'impianto anaerobico della Maia Rigenera… Consiglieri ed assessori, invece…

Imbarazzante non poco la posizione della maggioranza che sembra più orientata a difendere gli interessi di un privato anziché ascoltare il sentimento della collettività

Lucera, 11.09.2018 - Nella serata dello scorso 5 settembre si è tenuta, presso la sede di “APUA Formazione” a Lucera, un’assemblea organizzata dal comitato “Lucera non tace” per discutere del maxi progetto, proposto dalla Maia Rigenera srl, consistente nella realizzazione di un impianto anaerobico per la produzione di biogas in Contrada Ripatetta.
Come ha spiegato nella sua relazione introduttiva Raffaella Gambarelli, presidente del comitato, questo discorso comprende tre diversi aspetti: tecnico, ambientale e politico. Una normativa europea, la n. 98 del 2008, prevede una gerarchia in base alla quale vengono determinati i diversi impianti di smaltimento dei rifiuti: al terzo posto si trova un impianto di riciclo, e quello aerobico rientra in questa categoria; l’anaerobico fa parte della quarta; il quinto, poi, è inerente agli inceneritori e alle discariche. La norma, inoltre, dice che l’impianto aerobico è meno impattante sull’ambiente rispetto a quello anaerobico. Per quanto riguarda in particolare la questione della Bioecoagrim e dei miasmi, il dott. Agostino Di Ciaula (leggi la relazione) nella sua relazione ha fatto notare che per risolvere il problema basterebbero dei biofiltri che rispettino i parametri delle BAT di settore. In realtà, nella relazione generale di Maia, laddove si parla di emissioni odorigene (capitolo 8), si afferma lo stesso, ma in essa, quando si parla del luogo di insediamento del nuovo impianto, si spiega che in alcune particelle verrà fatto un esproprio di pubblica utilità – benché non vi sia una volontà pubblica – e che lo stabilimento sarà localizzato in un lotto per cui non ci sarà alcuna richiesta di variante urbanistica in Consiglio Comunale, dal momento che il procedimento si svolgerà interamente in Provincia attraverso le autorizzazioni.
All’incontro era presente anche la dott.ssa Maria Francesca Russo, biologo e consulente ambientale, la quale ha sottolineato che il digestato è costituito da sostanze corrosive e che Lucera non ha bisogno di un nuovo impianto, bensì di incentivare la produzione agricola.

Dopo la premessa fatta dal coordinatore di Fratelli d’Italia Ettore Orlando su come deve agire il corretto amministratore, lo stesso ha in seguito fatto notare che tale premessa è stata disattesa nel corso dell’assemblea, in quanto dalle parole del consigliere di maggioranza e delegato ambientale provinciale Giuseppe Pitta è emerso che l’amministrazione vuole riversare la responsabilità delle proprie scelte sui cittadini, laddove invece il procedimento prevede che il sindaco, il quale rappresenta la massima autorità sanitaria locale, deve innanzitutto esprimere un parere sanitario, più che mandare la relazione del dott. Di Ciaula alla Provincia: «Perché chiede il referendum? Perché non promuove un procedimento ispettivo e sanzionatorio?».
Il consigliere di minoranza Giuseppe Bizzarri, invece, è intervenuto per ricordare, rivolgendosi all’assessore Fabrizio Abate – il quale in precedenza aveva chiesto a Luigi Carmine Ziccardi perché l’opposizione non avesse mai fatto interrogazioni su questo tema –, che non le hanno mai sollevate in quanto erano completamente all’oscuro della vicenda: «Abbiamo un sindaco che tramite facebook comunica tutto, a momenti anche quando va al bagno, ma stranamente non ha affrontato questo argomento». Per Bizzarri la storia del referendum che il pagnottaro vuole indire è «una vera pagliacciata», e peraltro il parere del Comune non è vincolante. A tal proposito, rivolgendosi a Pitta, che come al solito aveva parlato della responsabilità delle precedenti amministrazioni, gli ha ricordato che anche in passato la competenza era della Provincia. «Se proprio vogliamo farlo (il referendum, ndr) – ha concluso –, cerchiamo di mettere la città nelle condizioni di poter decidere, dunque l’invito che faccio al comitato è quello di organizzare un altro incontro nel corso del quale possano intervenire anche i tecnici, compresi quelli della parte avversa».
Riguardo ai rappresentanti della maggioranza presenti all’incontro, pare proprio che vi abbiano partecipato per difendere la posizione del sindaco e gli interessi di un privato, piuttosto che quelli della comunità. Basti pensare, infatti, che Pitta ha pronunciato la solita frase: «Premetto che io non sono né a favore né contro», la quale di solito è un espediente per trarsi d’impaccio.
Nella playlist video in questa pagina trovate tutti gli interventi e i particolari emersi durante l’incontro che ha vissuto momenti in cui si è sfiorata anche la rissa.

Greta Notarangelo

 


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