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Lettera aperta ai cittadini dal comitato "Lucera non tace"

«Troviamo TUTTI INSIEME il coraggio di unirci per far sentire forte la nostra voce ai politici oppure dovremo rassegnarci all’inesorabile declino e degrado del nostro Territorio»

Lucera, 14.09.2018 - Cari Concittadini,
il Comitato “Lucera Non Tace” (LNT) ribadisce senza mezzi termini un NO deciso all’autorizzazione del progetto Maia Rigenera che prevede la realizzazione di un impianto integrato (con sezione anaerobica e aerobica) di trattamento della FORSU (frazione organica dei rifiuti urbani) in sostituzione dell’attuale impianto di compostaggio della Ex Bio Ecoagrimm.
Noi diciamo NO al progetto Maia Rigenera perché, visti i dati reali della Forsu raccolta in Puglia, un impianto di trattamento rifiuti della capacità di 263.591 t/anno di cui 190.000 di Forsu non solo è sproporzionato ma è ASSOLUTAMENTE INUTILE per il bacino Dauno e anche per l’intera Puglia.
Un impianto di queste dimensioni, vogliamo sottolinearlo, può smaltire la FORSU raccolta nell’intera Puglia nel 2016 ed implica un traffico veicolare indotto di 105 autocarri/giorno, escludendo gli autocarri di compost in uscita.
E badiamo bene, si tratta di autocarri pieni di rifiuti urbani e di fanghi e non di Caramelle Sperlari!!! Inoltre, capacità di trattamento così elevate rispetto alla effettiva quantità della Forsu raccolta non possono che spalancare ancora di più la porta al trattamento dei rifiuti provenienti da altre regioni: non c’è nessuna ragione che possa giustificare un impianto così grande nel nostro territorio. Un territorio già gravemente deturpato dall’enorme quantità di discariche (autorizzate e abusive) e di impianti di trattamento rifiuti di vario genere, che rischia di diventare la nuova Terra dei Fuochi!
La nostra Comunità non vuole essere accusata di sindrome nimby (not in my back yard = non nel mio giardino) ma vuole affermare il principio di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti urbani. Principio che si traduce nel fatto che ogni bacino territoriale deve smaltire la propria Forsu. La localizzazione segua il principio di prossimità mentre la capacità di trattamento sia realmente rapportata alla quantità della Forsu raccolta nei bacini territoriali.
Il progetto Maia oltreché inutile può risultare anche dannoso perché è basato sul trattamento anaerobico della Forsu che richiede una tecnologia più sofisticata (e costosa) di quella connessa all’aerobico. Tecnologia che causa possibili ricadute ambientali legate all’emissione di inquinanti provenienti dai processi di combustione del biogas/biometano prodotto. Tecnologia che implica anche possibili criticità legate al digestato. Tecnologia, quindi, che se non gestita e manutenuta correttamente può risultare pericolosa per la salute umana e causare forme di inquinamento del suolo, delle acque e dell’atmosfera.
Ed allora: perché una comunità intera dovrebbe correre tali rischi per un progetto inutile alla stessa comunità, per un progetto che NON implica neanche una significativa ricaduta economica?
Invero gli impianti integrati, utilizzando tecnologie sofisticate con automazioni spinte, richiedono pochissimo personale per essere gestiti.
E per risolvere il problema della puzza dell’attuale impianto di compostaggio non è necessario un nuovo impianto a tecnologia integrata. La soluzione migliore per l’intera comunità è un’altra!
È sufficiente imporre all’azienda di adeguare l’attuale impianto di compostaggio rispettando le prescrizioni imposte in passato. Le soluzioni tecniche ci sono e se applicate correttamente sono efficaci!
MA NON BASTANO: occorre controllare realmente e non solo formalmente il corretto funzionamento dell’impianto in fase di esercizio.
E comunque se l’impianto continuerà a non funzionare correttamente producendo ancora puzza oltre i livelli di tollerabilità, va diffidato, sanzionato e se non si adegua alle prescrizioni tecniche, va sospeso e, in estrema ratio chiuso definitivamente.
I nostri amministratori sono tenuti a vigilare affinché in tempi ristretti la proprietà dell’impianto adotti tutti i rimedi opportuni affinché si ponga fine all’annoso problema della puzza.
Ci appelliamo al Sindaco affinché faccia prevalere il Bene Comune accompagnato da buon senso: senza farsi tentare dall’idea di spostare il focus dell’intera vicenda SOLO sul versante tecnologico, sia per quanto riguarda gli aspetti informativi sia per quelli del confronto con i suoi concittadini.
Il dibattito sul progetto Maia Rigenera non può e non deve ridursi SOLO ad una crociata tra sostenitori del trattamento aerobico e sostenitori del trattamento anaerobico/integrato.
Ci appelliamo alla Società Civile e ai cittadini sollecitandoli a tenere alta l’attenzione, a vigilare e soprattutto a sostenere concretamente le prossime iniziative che il Comitato metterà in campo.
Troviamo TUTTI INSIEME il coraggio di unirci per far sentire forte la nostra voce ai politici oppure dovremo rassegnarci all’inesorabile declino e degrado del nostro Territorio.
Partecipiamo numerosi al SIT IN contro il progetto Maia Rigenera domenica 16 settembre 2018 alle ore 11:00 in Piazza Nocelli / Piazza Duomo a LUCERA.
“UNITI SI VA PIÙ PIANO MA SI ARRIVA PIÙ LONTANO” (Mons. Bregantini).

Il Comitato Lucera Non Tace (LNT)

 


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