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L’erba del vicino è sempre più verde? Allora sporchiamogliela!

Faeto, 25.04.2009 - Finalmente! Dopo mesi di incessanti piogge e temperature ballerine, la primavera sembra essersi decisa ad arrivare. Da qualche mattina il cielo è un po’ velato, ma la temperatura è piacevolmente tiepida e, dopo un buon pranzo, scatta automatico il desiderio di fare una lunga passeggiata. Con Peppe e Gina, due simpaticissimi amici di Foggia, decidiamo di cimentarci in una tipica usanza locale, che noi abbiamo subito apprezzato e adottato: “La camminata al Piscero”.
Questa fonte, che si trova a circa 1 Km dal Paese, sulla strada per San Vito, rappresenta un pezzo importante della storia di Faeto; con la sua acqua cristallina è stata per lungo tempo una delle più preziose riserve idriche per l’intera zona. Fino agli anni ‘50 del secolo scorso, prima della costruzione della rete urbana, quotidianamente si poteva assistere ad una lunga processione di uomini e donne di ogni età, che, muniti di recipienti di ogni tipo, dai barilotti di legno portati con gli asini, agli orci di terracotta, si recavano a questa fonte, preferita per la relativa vicinanza, ma soprattutto per la bontà dell’acqua che sgorga, molto leggera e con riconosciute proprietà diuretiche. Lasciandoci andare con l’immaginazione e, perché no, aggiungendo anche un pizzico di poetica nostalgia, viene subito da pensare anche all’importante ruolo svolto da questo luogo dal punto di vista delle relazioni sociali. Una lunga attesa, a volte anche di ore, poteva ben prestarsi a diventare preziosa opportunità per scambiarsi informazioni e pettegolezzi, concludere affari, litigare o corteggiare l’amata, in tempi in cui la necessità e il duro lavoro concedevano poco spazio per gli incontri mondani.

Ma torniamo a noi: appena superato il Cimitero (ed i cupi pensieri che purtroppo ci assalgono…), ci ritroviamo subito immersi in uno scenario incantevole, che ci annuncia con gioiosa prepotenza il risveglio della Natura dopo il lungo sonno invernale. Piacevolmente rapiti, ci fermiamo ogni pochi passi ad ammirare le gemme che spuntano dai rami, le felci rigogliose e le tante varietà di piante, con il loro verde intenso… Il tutto è accompagnato dall’allegro cinguettio degli uccelli e dallo scrosciare dei tanti rigagnoli. È proprio vero: la Primavera rappresenta senza dubbio la stagione migliore per poter ammirare la Natura in tutta l’esplosione del suo splendore! Alle nostre spalle, anche il Paese sembra godersi la magia del luogo, come un gigante disteso sull’erba, intento a sonnecchiare beato nel dolce tepore dell’aria. Discorrendo allegramente arriviamo, senza quasi essercene accorti, in prossimità della nostra meta, ma appena svoltata l’ultima curva, basta una sola occhiata per lasciarci ammutoliti: l’intero tratto che conduce alla staccionata del Piscero è completamente disseminato di rifiuti di ogni genere e anche giù alla fontana, lo squallido scenario si ripropone.
Quello del Piscero è un problema che negli anni sembra non dover mai trovare soluzione: da un lato gli operai comunali e i volontari che ogni tanto ripuliscono e dall’altro le persone che vengono da fuori (anche da lontano) a fare scorta di quest’ottima acqua e che in cambio continuano, con criminale strafottenza, ad abbandonare sul posto la loro immondizia. Per tentare di arginare il problema, si erano sistemati cartelli invitanti al rispetto per l’Ambiente e collocato un cassonetto. Risultato: cartelli distrutti e cassonetto ritrovato più volte ruote all’aria giù nel vallone, finché non si è deciso di rimuoverlo dalla zona.

Ma oggi, che siamo quotidianamente bombardati dall’informazione sui gravissimi effetti dell’inquinamento e che siamo stati finalmente educati alla differenziata, come si può concepire e tollerare un comportamento così irresponsabile? Certo, qualcuno lo fa per pura spacconeria e cattiveria, molti altri solo per assurda pigrizia, ma le conseguenze sono le stesse! Gettare i rifiuti per la strada, nelle campagne, nei fiumi o nei boschi, è una consuetudine criminale, che denota non soltanto un grave senso di inciviltà, ma anche una buona dose di stupidità! Senza contare che, oltre al danno fatto all’Ambiente, si deve anche aggiungere il profanamente, nel caso specifico del Piscero, di uno dei “luoghi della Memoria” tra i più amati dai Faetani, che ancora oggi, in tutt’altro contesto, conservano nel proprio DNA la voglia di continuare a recarsi a questa fonte, in maniera quasi rituale, anche solo a bere un sorso di acqua fresca e sedersi a fare due chiacchiere sul muretto di pietra, prima di intraprendere il cammino di ritorno. Forse a qualcuno potrebbe venire da sorridere, ma a questo punto inviterei tutti a fare una riflessione: quanti di noi, resi ormai schiavi dai ritmi di una vita sempre più frenetica, possono vantare di aver conservato un legame così bello e profondo con le proprie radici?
Allora, cominciamo a guardare con ammirazione e rispetto verso chi è riuscito a trovare in maniera tanto armonica una tenace volontà di conservare con orgoglio e ben saldo il sottile filo che ci lega al nostro passato, anche con queste manifestazioni così semplici… E ricordiamoci sempre che ogni volta che usciamo di casa, ovunque si vada, il fatto di essere solo di passaggio non deve farci sentire autorizzati a comportarci in maniera irresponsabile, come, del resto, non farebbe certo piacere a noi stessi se qualcuno giunto da fuori venisse a sporcare e ad offenderci in casa nostra: quale sarebbe la nostra reazione allora?
In conclusione, una bella tirata d’orecchie la merita anche l’Amministrazione Comunale di Faeto, che dovrebbe dimostrarsi molto più attenta e sensibile a queste problematiche così delicate, cominciando finalmente ad intervenire in maniera più determinata e severa, con tutta l’autorità del caso che le compete, contro tutti coloro che vengano sorpresi a danneggiare gratuitamente e consapevolmente il Patrimonio Naturale e Storico.

Vincenzo Antenucci

scrivi a: info@ilfrizzo.it



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