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"Salute, Legalità, Vita": ma a chi interessano?
Una giornata con ospiti d'eccezione che hanno affrontato con grande responsabilità e cultura i temi dell'evento organizzato dal Comitato Intercomunale "Salute e Territorio" di Lucera e dal Coordinamento Associazioni, Comitati e Movimenti Bari/Puglia

Lucera, 07.09.2009 - «Sorella Acqua… Sorella Aria» recitavano i teli posti ai due lati del cancello di ingresso dell'Alghisa, lo stabilimento che è a circa 2 chilometri da Lucera, sulla s.s. 17 che porta a Foggia, nato negli anni '70 e ritenuto già allora avanguardistico rispetto ai tempi. Era un'altra Lucera, che si presentava a chiunque come il luogo ideale per "vivere" e "produrre", "respirare" un clima socio-economico di grandi aspettative, anche a chi lasciava la Grande Mela o, meglio, il sogno americano (vissuto) e, con esso, una villa su tre livelli circondata da un ettaro di splendido e florido giardino e da tanti altri benefici per ritornare nell'amata Lucera, quella che un giorno sarebbe poi diventata l'odiata Lucera (ma non certo per quello che ha sempre significato per la storia e la cultura del luogo, anzi…), perché quando ti (ri)trovi di fronte agli archi di porta Foggia e di porta Troia o ad ammirare quelle mura della fortezza testimone di un glorioso ed orgoglioso passato oggi violentato, quando quelle masse plastiche e voluminose che hai di fronte e che si chiamano, in uno, Cattedrale, ti incutono timore e rispetto, senza andare poi ancora più indietro nella burrasca dei secoli che ancora si ribella, come un gladiatore o un leone, nell'anfiteatro romano, insomma quando credi che qui possano germogliare i semi delle idee che ti porti gelosamente dietro, tutto d'un tratto ti risvegli in una valle di omertà, di boicottaggio, di invidia, di gelosia, di ignoranza, di ricatto, di chissà quali forze oscure ed occulte… E il tuo credo d'improvviso ti crolla addosso e quasi ti uccide. Uccide il tuo animo, il tuo impulso, il tuo entusiasmo, il tuo vivere… E non puoi più dire nulla. Resta solo il pensiero che implode nella mente ogni giorno, come una tortura eterna. E ti accorgi che è tardi per ripensarci. E a nulla serve dire: «Ma chi me l'ha fatto fare?». È inutile.

"De Vivo Brothers" era un'azienda messa su in America da due fratelli, appunto. Lì quando hai un'idea ti aiutano a realizzarla. I pigri non sono bene accetti. Non è un caso che la fuga dei cervelli dall'Italia trovi accoglienza tutt'oggi da quelle parti. Qui, dove è vietato essere allegri e dove si ride spesso solo dei guai altrui, le idee le uccidono, a volte a sangue freddo altre con lento stillicidio.
Ma nel 1972 uno dei fratelli sfida il destino, lascia e viene a Lucera. Crede che là dove un giorno nascerà quella che ora conosciamo come Alghisa si svilupperà un'importante arteria di comunicazione. E non aveva torto, perché l'arteria per Foggia diventa una superstrada a doppia corsia. Già a quel tempo si parlava di compattatori di rifiuti, e la nascente realtà creava contatti con tutta Italia per informare circa un brevetto di grande affidabilità. Nella corrispondenza pubblicitaria si mostrava qualcosa che assomigliava ad un frigorifero, ma che in realtà nascondeva, da quel che è dato sapere, un tecnologia che probabilmente precorreva i tempi. E forse li precorreva così tanto da non rendersi conto che Lucera non era pronta per fare certi salti in avanti. Non lo è stata quando si è trattato di "pensare" e "lavorare" al presente, figurarsi anticipare i tempi! Ecco perché si è rivelata, Lucera, una città che ha sempre e solo vissuto del suo passato (con la grave colpa di non aver saputo valorizzare manco quello).
Oggi, di quella fabbrica nata sotto buoni auspici, nonostante il titolare pare si sia sempre preoccupato di restare al passo con i tempi richiedendo autorizzazioni e permessi per lavorare legalmente, ci resta il colpo d'occhio che da circa sei anni impensierisce non poco circa i danni che possono derivare da quelle montagne grigie abbandonate e "gestite" solo dal vento e dall'aria.

Da una realtà bella ad una triste

Davanti a quei cancelli (guarda i video) la mattina dello scorso 4 ottobre, San Francesco d'Assisi (toccante la recitazione, nell'incontro-dibattito pomeridiano all'Oasi Betania, del "Cantico delle creature" da parte della prof. Lucianna Modola, presidente e animatrice della associazione teatrale Mythos di Lucera), il Comitato Intercomunale "Salute e Territorio" di Lucera e il Coordinamento Associazioni, Comitati e Movimenti Bari/Puglia hanno tenuto una conferenza stampa "en plein air" (uso una definizione sì cara ai pittori impressionisti, anche se il tema dovrebbe richiamare più "L'urlo" di Edward Munch), per parlare di "Salute, Legalità, Vita" e di una «Lucera devastata da tanti fenomeni di inquinamento – nelle sue più svariate forme –, senza che ci sia una particolare attenzione da parte delle istituzioni». Ospiti sono stati relatori d'eccellenza giunti anche da Roma, Bari, da Modugno e da Foggia e che sono intervenuti al confronto-dibattito avutosi dalle ore 16:00 dello stesso giorno e che si è protratto fino alle ore 20:00 circa. Liliana Toriello, Tino Ferrulli e Donato Cippone del Coordinamento Regionale dei Movimenti, quindi il prof. Antonio Gagliardi dell’Associazione Elettrosmog Volturino, l’avv. Attilio Converso, il dott. Antonio Laronga (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia), Massimo Colia (consigliere provinciale della Provincia di Foggia), l’on. Pierfelice Zazzera di Italia dei Valori.
Liliana Toriello è voluta partire dalla vicenda dell'Alghisa per descriverla come un dato «emblematico non solo per l'inquinamento che essa può produrre quel materiale rimasto lì sui piazzali dopo i due sequestri operati dalla magistratura nel 2000 e nel 2004, ma anche perché denota un arresto dello sviluppo che a mio modo di vedere è programmato. L'Alghisa – ha detto la Toriello –, è una fabbrica metallurgica autorizzata a tutti gli effetti per il riciclo dell'alluminio, una delle più importanti del meridione e che aveva grosse commesse con tanto di contratti da tutta Italia, tanto che il proprietario fu insignito dalla stessa Legambiente quando trovò il modo di riciclare le lattine di alluminio contenenti solitamete bevande».

La questione si arenò allorquando la Provincia di Foggia tardava a soddisfare una normale richiesta di rinnovo dei permessi autorizzativi a seguito dell'adeguamento alla intervenuta Legge 22 del 1999, la quale individuava nuove regole per il ciclo dei rifiuti. Cosicché l'Alghisa non potè riprendere la lavorazione, mentre intanto si continuava ad accumulare il materiale sui piazzali e non solo.
Nel 2000 intervenne il primo sequestro. «Ma non fu sequestrata l'attività, la quale era in perfetta regola – ha precisato Liliana Toriello – ma lo stoccaggio». Nel 2003 l'impresa ottiene il dissequestro dello stoccaggio con l'obbligo di riciclare il materiale accumulatosi. Ed era proprio quello che veniva posto dal De Vivo a quanto sembra. Solo che nel 2004 veniva nuovamente sequestrato lo stoccaggio. Nemmeno il tempo di rimettersi a lavorare, insomma.
E così oggi, dopo diversi anni, quella fabbrica che dava occupazione a 15 famiglie ed i cui addetti non hanno mai messo in discussione il comportamento della proprietà (tanto che da quel che si dice il signor De Vivo era benvoluto) è in una situazione sempre più difficile da gestire, con quelle montagne di «scorie saline di seconda fusione che, in base ai codici C.E.R. (Codice Europeo Rifiuti) sono classificati come H4 ed H12. Il primo – ha evidenziato la Toriello – è irritante per le mucose e per l'apparato respiratorio, mentre il secondo, più pericoloso, riguarda sostanze che a contatto con l'aria, con il vento, con l'acqua, sprigiona gas molto tossici. Sono sostanze che raggiungono le mucose ed alcune di esse sono classificate come cancerogene da parte degli organi mondiali della sanità».
Davanti all'Alghisa sono intervenuti anche alcuni cittadini che hanno potuto dire la loro sull'argomento e soprattutto sulla eventuale possibilità (vista come soluzione molto, ma molto remota purtroppo dati i costi troppo alti) di bonificare quell'area ed evitare che il rischio continui a perpetrarsi sulla città e sui suoi abitanti. Non a caso si è parlato anche della ormai famosa ed ancora assente centralina di rilevamento della qualità dell'aria, una soluzione a suo tempo accolta dal Commissario Straordinario del Comune di Lucera dott. Michele Di Bari grazie alla sollecitazione proprio del Comitato Intercomunale Salute e Territorio di Lucera. Ma di essa oggi non se ne sa, appunto, un bel nulla.
Così pure è stata l'occasione, la conferenza stampa davanti ai cancelli dell'Alghisa, per mettere l'accento su un altro tema di inquinamento ambientale, quello legato all'elettrosmog. Qui la testimonianza del prof. Antonio Gagliardi si è fatta ben sentire quando ha puntato il dito contro la magistratura e contro il tribunale di Lucera nel descrivere un caso di pannelli ripetitori televisivi posizionati e/o sostituiti con altri di diverse emittenti presso Volturino e parlando di «evidenza dei fatti che testimonia come tutti quanti siano concordi nella falsità» ed aggiungendo, rincarando la dose: «Tutti quanti! Non c'è una istituzione che si salvi».
L'on. Pierfelice Zazzera di Italia dei Valori, facendo eco a Donato Cippone del Coordinamento Associazioni, Comitati e Movimenti Bari/Puglia, non ha potuto fare a meno di evidenziare la grande assenza del mondo della comunicazione.

Roberto Notarangelo

scrivi a: info@ilfrizzo.it



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