Montagano: «La mia azienda profanata da "ignoranti"»
«La speranza è che l’azienda Ecoagrimm srl possa continuare a garantire l’occupazione già in essere e svolgere serenamente la propria attività di compostaggio e che non diventi per la Comunità di Lucera un altro caso “Molini Sacco”»
Lucera, 15.10.2009 - La Ecoagrimm (fabbricazione ammendante composto misto, humus e stallatico – biostall con sede operativa in contrada Ripatetta a Lucera) scrive una lunga relazione, datata 13 ottobre 2009, indirizzata al Sindaco di Lucera, al Sindaco di Foggia, all’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, al Settore Ambiente della Provincia di Foggia, all’ARPA Puglia, all’ASL di Foggia e «in concomitanza alla lettera inviata dal sindaco di Lucera dott. Pasquale Dotoli, a diverse Amministrazioni Statali per conoscenza alla Procura della Repubblica press oil Tribunale di Foggia ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucera».
L’oggetto: «Riferimento Vostro comunicato dei 9/10/2009 indirizzato al Sindaco di Foggia, agli Enti sopra menzionati nonché alla Procura della Repubblica e conseguente notizia diffusa a mezzo articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno domenica 11.10.09 con “CHE PUZZA NON SI RESPIRA - E SCOPPIA IL CASO POLITICO” e da tutte le TV locali nei loro notiziari quotidiani in diverse uscite e per più giorni. ESORTAZIONE a prendere i dovuti provvedimenti per salvaguardare l’immagine dell’azienda Ecoagrimm srl che ancora una volta è oggetto di attacchi dei mass media con conseguente danno economico, danno di immagine e di reputazione per la propria attività».
«Egregio direttore – scrive al nostro giornale on line l’amministratore della Ecoagrimm Stefano Montagano –, in riferimento agli ultimi articoli pubblicati sul Vostro sito e, per la prima volta, alla esplicita menzione della ditta ECOAGRIMM da me rappresentata, mi sento obbligato in quanto amministratore e cittadino a rispondere adeguatamente a tali accuse.
Mi pregio pertanto di inviarLe, in allegato alla presente mail, la missiva con relativi documenti che ho indirizzato al sindaco, a tutti gli organi competenti da egli interpellati e, per opportuna conoscenza alle sedi della Procura della Repubblica di Foggia e Lucera, richiedendoLe di provvedere alla pubblicazione integrale degli stessi.
Tanto dovevo per onestà e trasparenza nei confronti dei lettori cittadini di Lucera.
Cordiali saluti».
La lettera-relazione
«Egregio Sig. Sindaco Dott. Pasquale Dotoli,
mi chiamo Stefano Montagano, Amministratore della menzionata e profanata Ecoagrimm srl, azienda di compostaggio gestita da me e dai miei familiari, nata grazie al costante impegno, risolutezza e sacrifici economici di tutta la mia famiglia, oltre che ai diversi impegni finanziari sottoscritti con vari istituti Bancari e Società di Leasing.
È proprio per questo che oggi mi permetto, in veste di libero cittadino oltre che di giovane imprenditore quale sono realmente di scrivere a Lei per esprimere tutto il mio risentimento e tutelare i diritti dell’azienda che amministro, perché è in Lei, Primo Cittadino, che confido ed esplico la mia difesa a tutela dei perseverante impegno che ogni giorno occorre per gestire un’azienda che è ben oltre un “letamaio” così come è stata definita, me lo consenta, da alcuni “ignoranti”, che l’hanno vista costretta a diffondere ii comunicato come da oggetto.
So bene che c’è stata qualche lamentela a metà agosto riportata dalla stampa locale in cui alcuni abitanti delle zone limitrofe all’azienda denunciarono la presenza di odori da loro definiti “puzze maleodoranti e/o nauseanti” in conseguenza di tale denuncia, l’azienda ha immediatamente avuto un controllo da parte della Polizia Provinciale della provincia di Foggia in persona dei funzionari preposti al controllo Magg. Andrea PERRELLA, M. A. Michele NATOLA, M.llo Alberto CIAMPONE, Agente Gennaro D’ALTERIO unitamente al tecnico dell’ufficio ambiente della Provincia di Foggia geometra Tommaso BARBARO. Nelle conclusioni del verbale di ispezione dei luoghi del 27/08/2009 (leggi copia Verbale di ispezione) veniva alla lettera riportato: “Si riferisce che gli odori percepiti all’interno e nelle immediate vicinanze dello stabilimento sono tipici della lavorazione del compost”. Le conclusioni rilasciate, dunque, testimoniate da tanto di foto e ritiro documenti, avrebbero dovuto chiudere definitivamente gli attacchi all’azienda in argomento.
Questo purtroppo non è avvenuto, ed a seguito di nuovi attacchi dei media susseguitisi per tutto ii resto della stagione si è creato un allarmismo ed una situazione di odio collettivo tanto che per ogni tipo di “puzza” che si sente in qualsiasi luogo anche a 10/20 km dall’ubicazione dell’impianto di compostaggio, viene attribuita alla mia azienda. Tutti i compaesani hanno dimenticato che le puzze in paese sono sempre esistite, e pervenute da altre fonti quali: depuratori civili ed industriali dislocati in ogni zona della città, discariche autorizzate e quelle a cielo aperto!
Per non parlare degli odori emanati da altre attività produttive della zona.
Dunque oggi, di mio pugno, voglio spiegare a Lei, quale cittadino interessato in prima linea sulla questione, delle verità che, chissà per chi, chissà per cosa, spesso o sempre sono offuscate e celate dagli organi di stampa sempre meno imparziali nelle questioni di interesse pubblico e privato ed alla continua ricerca di notizie che facciano audience.
La mia azienda Ecoagrimm srl svolge, come dicevo, l’attività di Compostaggio e a mio avviso ben pochi conoscono l’importanza svolta da questo tipo di attività, che, proprio in questi ultimi tempi di emergenza rifiuti ed esaurimento delle discariche, risultano essere le uniche risorse alternative per ovviare allo smaltimento dei rifiuti. Le spiego nei termini delle mie conoscenze quanto la disinformazione logora la conoscenza dei cittadini.
L’impianto di compostaggio, per quanto Le può sembrare un paradosso, costituisce una preziosa risorsa nella tutela dell’ambiente; infatti il mio impianto così come per il resto di tutti gli altri impianti dislocati in tutto il territorio mondiale, europeo e nazionale, ritira rifiuti che costituiscono matrici organiche che diversamente andrebbero smaltite in discarica, cosa sempre più in disuso, per via di regolamenti CEE regionali e nazionali che rendono e/o stanno rendendo l’obbligo del conferimento di tali rifiuti in impianti di compostaggio.
A differenza delle discariche dove avviene uno stoccaggio permanente di rifiuti di ogni genere, l’impianto di compostaggio svolge un processo di recupero di tutte le sostanze che sono composte da rifiuti organici e non pericolosi trasformandoli (riciclandoli) in prodotti utili per la nostra Terra.
Un esempio pratico e di recentissima istituzione lo abbiamo proprio in relazione alla realizzazione del più grande centro di trasformazione del pomodoro costruito e andato in funzione a Foggia: mi riferisco proprio all’azienda “AR Industrie Alimentari S.P.A.” sorta nella zona ASI nei pressi dell’Incoronata. Nessuno può negare i benefici che il lancio di questa azienda di trasformazione, la più grande d’Europa, ha dato all’economia provinciale, regionale e nazionale. Ma qualcuno si è mai chiesto quale sia il punto d’appoggio per lo smaltimento non modico dei RIFIUTI di lavorazione prodotti da questa azienda, consistenti appunto in scarti agro-industriali derivanti dalla trasformazione dei pomodori, tra l’altro pomodori prodotti nell’agro della provincia di Foggia e quindi anche quello del comune di Lucera?
È fuori dubbio che uno dei motivi di scelta della “AR Industrie Alimentari Spa” di aprire una fabbrica di pomodoro in Capitanata è stato proprio quello per cui a poco più di 15 km. dalla sua sede esiste l’azienda Ecoagrimm, abilitata ed omologata dai vari Enti al ritiro dei rifiuti di natura organica; è un dato di fatto, dunque, che una tale azienda, non sarebbe potuta altrimenti sorgere se non avesse avuto la certezza di sapere di avere uno sbocco sicuro per la gestione degli scarti di lavorazione.
Infatti il conferimento dei rifiuti presso la Ecoagrimm da parte del gruppo “AR” (nel suo primo anno di attività non a regime) ammonta a oltre 9.000 Tn (circa 300 TIR per la stagione) e per le prossime stagioni, l’azienda che sarà a pieno regime, conferirà una quantità di rifiuti raddoppiata. Tale enorme quantità di rifiuto (oltre 600 TIR a pieno regime), in assenza di un impianto di compostaggio, sarebbe riversata nella discarica di Foggia che tutti sappiamo bene già stracolma, creando, di conseguenza, una miriade di altri grossi problemi non facilmente gestibili!
Presso l’azienda Ecoagrimm confluisce anche il letame proveniente da allevamenti locali, paglia marcia non destinabile agli allevamenti, vinacce esauste provenienti dalle nostre cantine, sanse esauste, stralci di potatura e tanti altri rifiuti organici che se non destinati all’impianto di compostaggio sarebbero senz’altro rifiuti da smaltire in discarica. Quelle autorizzate o quelle abusive a cielo aperto? La cronaca è piena di nuove scoperte di discariche a cielo aperto fonte di puzze maleodoranti.
E ancora. L’impianto di compostaggio non è solo una semplice riduzione di volume o l’alternativa alle discariche, l’impianto da me gestito trasforma ciò che è rifiuto organico in prodotto utile ed essenziale per la nostra agricoltura precisamente trasforma i rifiuti organici in Ammendante Compostato Misto. Non a caso le nuove leggi in materia ambientale e il regolamento CEE n 1782103 impongono agli agricoltori l’utilizzo in agricoltura di concime organico e quindi l’obbligo di integrare nella coltivazione la sostanza organica a mezzo spargimento periodico di Ammendante Compostato Misto, proprio quello prodotto dall’azienda in contestazione. Prima della nascita della Ecoagrimm gli agricoltori della zona erano costretti a fornirsi presso aziende produttrici di compost residenti nel nord Italia che, a causa della distanza, forniscono solo concime organico pellettato in sacchi su pedane (la Ecoagrimm, trovandosi in zona, fornisce agli agricoltori locali concime alla rinfusa). Con i costi aggiunti per il trasporto, la pellettatura, l’insacchettamento e la posa su pedane dei sacchi, obbligatoria per il trasporto a lunga distanza, lo stesso concime, fornito dalla Ecoagrimm srl, il nostro agricoltore lo paga oltre € 20 in più per quintale. Il nostro ammendante ha un costo di soli € 1,5 al quintale! I fertilizzanti chimici costano € 30/50 per quintale! Quindi, non solo prezzi accessibili a tutto vantaggio degli agricoltori della zona, ma grazie all’utilizzo dei fertilizzanti organici si scongiura l’impoverimento della nostra terra per l’indispensabile apporto di sostanza organica rispecchiando quando dettato dal regolamento CEE n 1782/03 ed a costi decisamente inferiori.
La funzione degli impianti di compostaggio e quindi la rilevanza ed importanza sociale dell’impianto da me amministrato, è riportata in diverse riviste agronomiche di taratura nazionale, uno a caso, il “Dott. Francesco Ciancaleoni, Resp. Area Ambiente e Territorio Coldiretti” consultabile sul sito del Consorzio Italiano Compostatori www.compost.it di cui di seguito riportiamo solo alcuni dati: “Il compostaggio dei rifiuti ha avuto un notevole incremento tra il 1999 e il 2003: gli impianti di compostaggio attivi sono 203, ma non sono dislocati in modo uniforme sul territorio nazionale, dato che circa il 70% è al Nord, anche se cresce il numero di impianti presenti al Centro-Sud.
Anche le quantità di rifiuti trattati negli impianti di compostaggio è cresciuta, dal 2000 al 2003, del 45%, ma con una leggera diminuzione nell'ultimo anno”.

L’istituzione dell’impianto di compostaggio della Ecoagrimm è stato da subito condiviso ed approvato dalla precedente Amministrazione Comunale di Lucera, dagli organi competenti della Provincia di Foggia – settore ambiente – e dalla ASL e dall'ARPA. Tutti gli enti preposti hanno rilasciato parere favorevole (previo nostri pagamenti di ingenti somme per oneri di urbanizzazione, diritti vari e fideiussioni bancarie per un totale complessivo di oltre € 800.000,00 a favore della Provincia di Foggia) e le relative licenze ed autorizzazioni per l’esercizio di compostaggio.
Stranamente dopo appena pochi mesi di attività e precisamente nel maggio 2007 (l’azienda ha iniziato l’attività di compostaggio nel febbraio del 2007), a seguito di un “semplice” articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno nel quale si evidenziava il “malessere” di alcuni confinanti abitanti in contrada Borgo San Giusto, quindi a ridosso della zona industriale ove è ubicato l’impianto della Ecoagrimm, a causa, a loro dire, degli odori emanati dall’Azienda definiti superficialmente “puzza nauseante di stalla tanto da indurre al vomito”; addirittura con ricovero presso il pronto soccorso locale (nessuno ha chiesto conferma di tali ricoveri al locale pronto soccorso). Le predette istituzioni inspiegabilmente hanno dimenticato che Loro stessi hanno rilasciato le autorizzazioni favorevoli all’apertura dell’impianto e pertanto per il tramite dei funzionari della Polizia provinciale di Foggia, funzionari della Polizia di Stato del comprensorio di Lucera e funzionari del comando di Polizia Urbana di Lucera procedettero abusivamente ed inopinatamente al “Sequestro probatorio dell'intero impianto” con conseguente blocco dell’intera attività di compostaggio.
Per niente preoccupato della cosa, inoltrai richiesta di dissequestro presso il Tribunale competente in quanto l’impianto rispecchiava tutto quanto prevede la normativa in merito, ma soprattutto perché sorgeva in area industriale ubicata a oltre 12 km. dai centri abitati di Lucera e di Foggia, e principalmente nel contesto del piano regolatore vigente del comune di Lucera definito quale “zona industriale per l'insediamento di attività ad alto impatto ambientale” tale piano regolatore a parere del sottoscritto non può essere modificato solo perché alcuni benpensanti hanno deciso di costruire la loro residenza a confine con l’area industriale. Non sarebbe stato, forse, più sensato non rilasciare autorizzazioni edilizie per costruzioni residenziali a confine con una zona industriale nata per “l’insediamento di attività ad alto impatto ambientale”?
Per mero scrupolo, e per eliminare ogni dubbio in merito alla non pericolosità dell’azienda incaricai l’Università degli studi di Udine per un’analisi olfattometrica dell’area circostante l’impianto della Ecoagrimm.
L’Università, dopo accertamenti durati parecchi giorni con rilievi olfattometrici ed analisi dell’area effettuati da tecnici di competenza arrivati sul posto con le idonee attrezzature rilasciava certificazione attestante la salubrità degli odori emanati nell’area dell’azienda (leggi la “Relazione tecnica e risultati” rilasciati dalla Università degli Studi di Udine).
L’impianto venne subito dissequestrato e si tornava a lavorare.
Furono denunciati alla Procura della Repubblica di Lucera per reati in fase di accertamento tutti i Funzionari dei vari Enti firmatari dell’arbitraria, superficiale ed illegale azione di “sequestro preventivo dell’impianto”. Le indagini affidate al Sostituto Procuratore della Repubblica di Lucera dott. Lucianetti sono ancora in corso di accertamento, per appurare i motivi e le cause della predetta azione restrittiva, e le eventuali responsabilità soggettive.
Purtroppo a seguito di tale azione restrittiva, anche se momentanea, la Provincia di Foggia (settore ambiente) ebbe a deliberare alcune costose prescrizioni all’impianto e tra le prescrizioni venne imposto l’obbligo di coprire tutta la zona dedita alla maturazione del compost con una inutile copertura fissa (capannone) costata alla Ecoagrimm oltre € 3.000.000,00 più IVA . Ero consapevole che tale prescrizione fosse assolutamente illegittima e arbitraria, tutti gli impianti di compostaggio in Italia ed in Europa sono stati autorizzati senza l’obbligo della copertura della zona di maturazione del compost (vedi foto allegate di altri impianti di compostaggio ove la maturazione avviene a cielo aperto). Ma, come si dice, per quieto vivere, ho accettato passivamente di realizzare l’investimento contraendo un ulteriore mutuo e realizzando a malincuore anche la copertura impostami dalla Provincia di Foggia nella speranza di essere lasciato in pace e lavorare serenamente. Purtroppo non è stato così.
Ad oggi l’ammontare complessivo per l’investimento dell’impianto di compostaggio sorto in Lucera è di oltre € 13.000.000,00 (Tredicimilioni di Euro); investimento, ripeto, coperto parte dai sacrifici economici della mia famiglia e parte dalla sottoscrizione di mutui e leasing a medio e lungo termine. Mi rendo conto che molto probabilmente è stata solo una follia affrontare tale spesa nell’agro di Lucera, viste le varie problematiche e disapprovazioni, inique oserei dire, che ormai quasi giornalmente vengono additate alla mia Azienda, creando disagi operativi e danni di immagine.
In compenso mi fregio di gestire un’azienda che ha dato lavoro a ben 25 operai (per la maggior parte residente nel comune di Lucera) di giovane età, quasi tutti sposati e con prole, tutti assunti a tempo indeterminato; mi permetta di aggiungere ed evidenziare che godono tutti di ottima salute nonostante vivono giornalmente a contatto con i rifiuti definiti “puzzolenti e nauseanti tanto da far vomitare”! Senza tirare in ballo le oltre 150 aziende dislocate nella zona che stabilmente collaborano con la nostra azienda, che è dotata di 18 pale gommate, tre autotreni ed impianti vari per la gestione dell’impianto; mi riferisco ai fornitori di gasolio e lubrificanti, gommisti, elettrauti, rivenditori di pezzi di ricambio, meccanici, fabbri, elettricisti, tubisti, disinfestatori, carpentieri, muratori, vettori, lavoratori per conto terzi, consulenti, laboratori di analisi, ecc. Per fare un esempio, solo la “LACHIMER”, autorizzata dalla C.C.I.A.A. di Foggia, ci ha fatturato per analisi di laboratorio oltre € 60.000,00.
Ulteriore fregio è che in contrada Ripatetta, zona in cui negli anni 80/90 furono create diverse aziende industriali, oltre alla mia azienda sopravvivono solo altre due aziende. Il resto delle aziende, per così dire, storiche, nel giro di pochi anni, hanno chiuso i loro cancelli, licenziando senza indugio centinaia di operai e dipendenti.
Pertanto, nell’interesse collettivo e facendo appello alla Sua onorevole carica La INVITO a tutelare l’azienda da me gestita dai continui, insistenti e ingiusti attacchi dei mass media istigati da gente poco responsabile che vivrebbe lietamente la chiusura della ECOAGRIMM senza preoccuparsi delle conseguenze di notevole strascico sociale ed economico.
Inoltre a nome dell’azienda che amministro La ESORTO a richiedere, come ha già fatto a mezzo missiva del 09.10.09 indicata in “oggetto”, agli Enti competenti, ulteriori prescrizioni e/o limitazioni alla mia attività già aggravata da costi aggiuntivi per oltre 3.000.000,00 di Euro per la realizzazione della tettoia non dovuta che non è stata bastevole a mettere a tacere quei pochi facinorosi residenti confinanti con la zona industriale Ripatetta.
Si intende che, se a causa di Sue richieste e/o mancata difesa da parte delle Istituzioni, verrò investito da restrizioni e/o altre prescrizioni illegittime, verrà cessata l’attività di compostaggio per tutti i motivi sopra riportati e verranno chiesti, senza alcun altro preavviso nelle opportuni sedi legali il rimborso dell’importo di € 13.000.000,00 pari alle spese che la Ecoagrimm ha sostenuto per l’investimento industriale insediato, autorizzato e omologato, oltre che il rimborso di tutti i danni morali e materiali che potranno essere riconosciuti in corso di causa.
Certo di un Suo autorevole intervento a stralcio di ogni ulteriore polemica e/o problematica soggettiva, nella speranza che l’azienda Ecoagrimm srl possa continuare a garantire l’occupazione già in essere e svolgere serenamente la propria attività di compostaggio e che non diventi per la Comunità di Lucera un altro caso “Molini Sacco”, colgo l’occasione per inviare a Lei e a chi ci legge i più sentiti cordiali saluti e auguri di un buon lavoro».
Ecoagrimm srl
L'amministratore, Stefano Montagano
scrivi a: info@ilfrizzo.it
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