Tino Ferrulli: «Modugno e Lucera nella stessa fascia per la qualità dell'aria»
«Siamo in uno stato di diritto, ma questo diritto ci viene garantito non dal Governo, bensì dalla Comunità Europea, la quale emana una serie di direttive tra le quali c'è quella che vuole vedere protagonista principale il Cittadino»
Lucera, 17.10.2009 - Centrali a turbogas, «come quella da 360 MW della società CIR, gruppo De Benedetti». Impianti a biomasse del gruppo Marcegaglia, «niente altro che inceneritori, come quello, per fare un esempio, che brucerà, stando alle autorizzazioni, anche dei pneumatici fuori uso». È la "cruda" testimonianza che Tino Ferrulli ha voluto portare a Lucera, in rappresentanza del "Comitato Pro Ambiente" di Modugno (Bari), durante l'incontro-dibattito che si è svolto il pomeriggio dello scorso 4 ottobre presso l'auditorium dell'Oasi Betania che ha avuto per tema "Legalità, Salute, Vita", dopo la conferenza stampa svoltasi la mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Alghisa: ad organizzare l'evento sono stati il Comitato Intercomunale "Salute e Territorio" di Lucera e il Coordinamento Associazioni, Comitati e Movimenti Bari/Puglia.
Veramente scarsa, nonostante l'ampia pubblicità data all'avvenimento e la qualità degli ospiti intervenuti (come il dott. Antonio Laronga, che ha illustrato la "Giardinetto story", dalle indagini al sequestro al processo), la partecipazione di pubblico e dei media locali (per non parlare delle Istituzioni), proprio laddove la risposta a queste vicende dovrebbe sorgere spontanea da chi si dice possa ritenersi in prima linea nella società. A restarne meravigliato è lo stesso Tino Ferrulli (più tardi, invece, sarà l'on. Pierfelice Zazzera di IdV ad ammettere con una dose ironica l'importanza «di parlare alle sedie vuote più che a quelle occupate») quando dice che a Modugno «siamo riusciti a portare in piazza 20mila persone circa alle nostre manifestazioni», nel momento in cui «con una petizione popolare siamo riusciti a certificare la nostra contrarietà, da cittadini consapevoli, agli insediamenti degli impianti summenzionati. Eppure – ha aggiunto Ferrulli – nonostante tutto queste società vanno avanti, probabilmente con l'ausilio dell'assetto politico di cui ci si avvale per certe autorizzazioni».
[ I video dell'intervento di Tino Ferrulli ]
L'esempio, a proposito di partecipazione, è caduto su quanto vissuta nella mattinata del 4 ottobre scorso, «quando eravamo davanti all'Alghisa, autentico scempio ambientale della vostra città che voi stessi dovreste difendere con onore, quando si è parlato del Piano Regionale della qualità dell'aria». E su questo punto è stato ricordato come «il nostro territorio ed il vostro, Modugno e Lucera, sono stati classificati, dati diffusi dalla Regione Puglia, in fascia "C", il che vuol dire cha andavano adottate delle misure urgenti che nessuno si è preoccupato di mettere in atto». Il riferimento di Ferrulli è ai Piani di Risanamento e alle relative linee guida da praticare a livello istituzionale, comprese le azioni di bonifica come quella che interessa l'Alghisa. E a proposito della centrale a turbogas di Modugno ha invitato ad una seria riflessione quando ha fatto rilevare come si è pronunciata la Regione Puglia, e cioè che «la centrale termoelettrica in questione ricade in una zona già fortemente inquinata, classificata dal Piano regionale per la qualità dell'aria in fascia "C", cioè trattasi di una zona ricadente in un comune la cui qualità dell'aria è fortemente compromessa ed è quindi necessario procedere con la massima cautela». Ragion per cui il gestore «e cioè De Benedetti, non possa e non debba procedere ad effettuare alcuna prova funzionale, fermo restando che la centrale non è ancora entrata in funzione perché si attende una ulteriore autorizzazione, quella integrata ambientale, che è vincolata a precise attuazioni di normative europee».
Incredibile prendere atto del paradosso secondo cui «siamo in uno stato di diritto, ma questo diritto ci viene garantito non dal Governo, bensì dalla Comunità Europea, la quale emana una serie di direttive, tra le quali c'è quella che vuole vedere protagonista principale il Cittadino». Il che vuol dire che «prima di insediare una centrale a turbogas nel territorio, questa deve essere assoggettata alla volontà popolare». Una manna europea dalla quale nessuna istituzione si può esimere. «Ma a me non va giù che vi siano politici che decantano questa cosa per puro scopo elettorale. L'Alghisa e le questioni simili ad essa non rappresentano un fatto unilaterale, la cui decisione ultima spetta alle istituzioni locali, perché finalmente al cittadino viene riconosciuto di sedere ad un tavolo per partecipare alle decisioni».
Informazione e partecipazione sono «le uniche forme di garanzia a tutela del cittadino» ha affermato Tino Ferrulli che ha poi aggiunto: «Stamane, quando eravamo davanti all'Alghisa per la conferenza stampa, è venuto fuori un problema: nessuno di voi conosce la qualità dell'aria, i dati relativi al monitoraggio dell'aria che voi respirate. Il problema è che c'è un decreto ministeriale in vigore dal 2002 che obbliga le istituzioni ad installare delle centraline affinché il cittadino sappia che tipo di aria respira».

È un fiume in piena, Ferrulli, quando parla di trasparenza e di accessibilità: «I comitati ed i movimenti sono stati riconosciuti come soggetti portatori di interesse pubblico ed a loro deve essere concesso di conoscere i dati di azioni in essere o in itinere, come quelli della qualità dell'aria o i motivi per cui un impianto non può entrare in funzione ecc. Ma questo non avviene. Perché?». Ed ammette che, pur essendo chiaro «che quella centrale a turbogas non può entrare in funzione, nonostante tutto quell'impianto di Modugno entrerà in esercizio e noi continueremo a respirare inevitabilmente tutte quelle emissioni di cui nessuno ci ha reso edotti al fine di informare i cittadini. Un problema gravissimo!» che secondo Ferrulli aumenta sempre più le distanze tra le istituzioni e la società civile. E fa capire chiaro che le analogie si sprecano, perché che si tratti di Modugno o di Lucera la cosa a suo dire non cambia dopo quanto è stato fatto rilevare anche dal consigliere provinciale di Italia dei Valori, Massimo Colia, che ha presentato l'alto rischio circa la richiesta di installazione di cinque impianti a biomasse in Capitanata (sei con quello di Lucera).
Ma Tino Ferrulli ha voluto mettere il dito nella piaga della politica, «perché in Italia abbiamo una classe politica che, fatta eccezione per qualche partito che ha mostrato sensibilità verso questi argomenti, è del tutto assente se è vero che si preferisce pagare le infrazioni (milioni di Euro a spese dei contribuenti!) rilevate dalla Corte di Giustizia Europea. Noi paghiamo e non ci fanno sapere nulla circa gli esborsi che incidono sulla nostra testa!?!». E giù con l'esempio del ciclo dei rifiuti: «La Regione ha adottato una norma, quasi repressiva, nei confronti dei Comuni che non hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata. Quante amministrazioni locali hanno informato i Comitati e i Movimenti, e quindi i cittadini, circa la percentuale di raccolta differenziata registrata? Quanti Comuni vi informeranno circa quello che è l'importo relativo alla ecotassa che la Regione ha riscontrato ed ha accertato nei confronti dell'Ente? Nessuno lo farà! Eppure l'istituzione locale lo sa, sono dati che conosce e dei quali deve rendere conto ai cittadini».
La conclusione è un appello «al nostro dovere civico di difendere il nostro territorio, per le generazioni presenti e per quelle future».
Roberto Notarangelo
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