«Pomodoro da industria: una volta lo chiamavano “oro rosso”»
«Intera filiera a serio rischio di sopravvivenza. Per questi motivi l’Unione Provinciale Agricoltori di Foggia invita le imprese a valutare attentamente l’opportunità d’investire su questa coltura»
Foggia, 02.03.2010 - «La Confagricoltura Foggia esprime viva preoccupazione per l’ormai imminente inizio delle operazioni colturali afferenti la campagna di coltivazione e commercializzazione del pomodoro da industria 2010 senza che, allo stato, si conoscano prezzi e condizioni di consegna del prodotto alle industrie.
Appena sottoscritto, infatti, l’accordo collettivo circa il prezzo di questo prezioso prodotto, per ciò che attiene le regioni del nord Italia, che prevede un ulteriore ribasso delle quotazioni concordate: 70 euro la tonnellata, con una riduzione, quindi, di ben 9,50 euro la tonnellata, in percentuale -11,94%, rispetto a quanto previsto dall’intesa del 2009.
Situazione questa sicuramente insostenibile per i produttori, specie in considerazione dell’aumento dei costi di produzione, stimato mediamente del 12% e la contemporanea riduzione dell’aiuto comunitario 2010 recentemente fissato, dal Decreto n. 834 del Ministero delle politiche agrarie, in 1.000 euro ad ettaro, contro i 1.200 euro del 2009 e i 1.400 euro del 2008.
A completare questo scenario, tutt’altro che edificante, giova inoltre rammentare:
• le notevoli quantità di prodotto confezionato, giacente nei magazzini dei trasformatori, naturale conseguenza della super produzione degli ultimi anni, sempre in costante aumento: 57,38 milioni di quintali consegnati alle industrie nel 2009, contro 49,27 milioni del 2008; i 46,20 milioni e i 44,08 milioni di quintali, rispettivamente del 2007 e del 2006;
• il probabile calo dell’export di prodotto lavorato verso i Paesi del nord Europa, come, ad esempio: l’Olanda, la Germania ed il Belgio, grandi consumatori di ketchup, che stanno acquistando direttamente, dalla Cina e da altri paesi terzi, pomodoro concentrato a prezzi stracciati;
• il forte rischio che anche le coltivazioni in pieno campo siano attaccate dal pericoloso parassita tuta absoluta, che ha già colpito le produzioni in serra.
Ancora più delicata la situazione in Capitanata e nel sud del Paese, dove si registrano condizioni e costi di produzione decisamente più difficili e più alti, tanto che gli agricoltori non potrebbero assolutamente accettare ipotesi d’ulteriori riduzioni dei prezzi che meno di 90/100 euro la tonnellata renderebbero antieconomica la coltura.
In buona sostanza, il colore rosso del pomodoro (una volta definito “oro rosso”) rischia ora di caratterizzare anche i conti economici di questo importante prodotto della nostra terra.
Intera filiera, quindi, a serio rischio di sopravvivenza. Per questi motivi l’Unione Provinciale Agricoltori di Foggia invita le imprese a valutare attentamente l’opportunità d’investire su questa coltura ed esorta le Organizzazioni dei produttori affinché non abbassino la guardia e difendano la redditività degli agricoltori; determinante, infatti, in questo senso, sarà tenere sotto stretto controllo le quote di produzione assegnate e, sopratutto, non sottoscrivere accordi – singoli o collettivi – capestro, che prevedano cioè ulteriori diminuzioni dei prezzi e peggiori condizioni di pagamento, trasporto e consegna del prodotto».
Confagricoltura - Foggia
Antonio Poppi