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I ditte (modi di dire, proverbi, scioglilingua, filastrocche e, a volte, preghiere recitate come filastrocche) di tatarusse (il papà più anziano e, quindi, nel nostro caso avo) sono una miniera inesauribile per comprendere usi, costumi, abitudini, vita sociale e culturale di Lucera e dei Lucerini nei tempi andati. Oggi, purtroppo, si tende a dimenticare o a far finta che il passato non sia mai esistito e, quindi, viene messo nel dimenticatoio tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta la base del vivere civile.

lugghje sm. - luglio.// anche: lugglje.

Proverbi
A lugghje se trebbjéje, a 'uste setòrne a fategà. = In luglio si trebbia, ad agosto si ritorna a lavorare. (Bruciatura delle stoppie e aratura dei campi).

Ki vace fóre ò mése de lugghje se ne véne k’a kugghje. = Chi va in campagna a lavorare nel mese di luglio torna con l’ernia (…a causa dei disagi creati dal grande caldo).//
(…perché è il mese più caldo e quindi  più faticoso per lavorare nei campi).

Kuanne chjóue u mése de lugghje, l’ugghje è mmugghje. = Quando piove nel mese di luglio l’olio che si farà col raccolto delle olive sarà feccia. (La pioggia nel mese di luglio non porta bene alle olive in quanto il frutto si riempie di acqua e quindi col tempo marcisce).
L’oliva a luglio ha già preso la sua forma e se prende acqua diventa fangosa e l’olio non viene buono

Poco c’è da aggiungere ai suddetti proverbi dedicati al mese di luglio. Tutti, però, sono si riferiscono allo svolgersi naturale del tempo e quindi ai lavori fatti dai contadini o alle calamità naturali che possono colpire alcuni prodotti della terra, e particolarmente quel tesoro insostituibile sulle pietanze che è l’olio, quello per cui tutti, adesso, sembrano uscir matti tanto da farli parlare sempre più di "dieta mediterranea".

Pasquale Zolla



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