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I ditte (modi di dire, proverbi, scioglilingua, filastrocche e, a volte, preghiere recitate come filastrocche) di tatarusse (il papà più anziano e, quindi, nel nostro caso avo) sono una miniera inesauribile per comprendere usi, costumi, abitudini, vita sociale e culturale di Lucera e dei Lucerini nei tempi andati. Oggi, purtroppo, si tende a dimenticare o a far finta che il passato non sia mai esistito e, quindi, viene messo nel dimenticatoio tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta la base del vivere civile.

Curiosità d'altri tempi A quei tempi si bestemmiava molto più di oggi. Non c'era distinzione: "astemavene" gli uomini e le donne di ogni età. Ogni occasione era buona per dare sfogo alla rabbia che si accumulava "ncurpe" con una scarica d'improprerie. In alternativa, si passava alle parolacce o a quelle grasse "reskareole". Eh sì! C'era "u respètte". Un rispetto sacro, dovuto, per riverenza, alle persone anziane, ai maestri e alle maestre di scuola o a tutte quelle persone a cui si riconosceva indiscussa saggezza e verso cui si provava quella forma di timore, appunto, riverenziale.
Questa forma di "sottomissione" oggi si è completamente persa, fino a subire un calo addirittura nei confronti del Signore.
Prima si entrava in Chiesa più timorosi, per assistere alle funzioni religiose e per pregare. Oggi si entra nei luoghi sacri come se si trattasse di un teatro. Basti pensare che l'altare, le statue, i crocifissi e tutte le icone venerabili stanno perdendo la loro sacralità, poiché si tende sempre più ad inserirle come elementi addobbati in una manifestazione dove entrano in perfetta sintonia o armonia con gli strumenti dei musicisti, con l'austerità e la bravura dei maestri e, soprattutto, con un pubblico qualificato e preventivamente selezionato.
Non mancherà in futuro (ritenendo il Signore "robba nostre"), di utilizzare i locali oltre che per i siti religiosi, anche per i festeggiamenti o le manifestazioni di grande interesse culturale, con tanti bei tavoli "apparecchiate", imbanditi per i pranzi, con balli accompagnati da grandi orchestre e cantanti di fama.
Nella Sua grandezza, il Signore capirà e giustificherà tutto!

Romano Petroianni



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