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Storia
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La
Memoria del Sud. La prosperità e la modernità della
Puglia sotto il Regno delle Due Sicilie furono spazzate via dallUnità
dItalia?
Unammisitrazione
pubblica che oggi viene generalmente rivalutata dalla storiografia
più obiettiva e documentata aveva realizzato, nella regione,
servizi sociali e insediamenti produttivi che la rendevano allavanguardia
per leconomia del tempo. Le Puglie furono, durante il
Regno Borbonico e insieme allattuale Campania, il vero
motore economico dello Stato. Centocinquantanni fa Ferdinando
II, insieme alla consorte, la regina Maria Teresa, vi compì
un lungo viaggio. Accompagnato dai suoi fratelli Luigi, conte
di LAquila, da Francesco, Conte di Trapani e dal generale
Carlo Filangieri, partì il 15 maggio 1847 da Napoli e
giunse a Foggia il giorno successivo. Nella capitale della provincia
di Capitanata, che aveva visto esattamente mezzo secolo prima
celebrarsi il matrimonio del padre Francesco I con Maria Clementina
dAustria, visitò lOrfanotrofio da poco costruito
che portava il nome della sua prima moglie Maria Cristina. Nei
giorni immediatamente successivi al suo arrivo, compì
un pellegrinaggio al Santuario dellIncoronata e si recò
ad ammirare il Ponte da poco inaugurato sul Fortore ed i lavori
del tratto stradale Foggia-San Severo che furono poi completati
lanno successivo. Paolo Mieli in un suo recente articolo
ha scritto che furono costruite talmente tante strade - per
altro quelle che si percorrono ancoroggi, autostrade escluse
- che il colera del 1837 non potè essere fermato proprio
per la rapidità delle comunicazioni stradali. I soliti
detrattori ignoranti e non documentati inorridiranno al sapere
che il Re e la sua famiglia giravano per la Puglia accompagnati
soltanto da un drappello di guardie donore provinciali.
Il corpo fu fondato proprio da Ferdinando II e si componeva
di giovani figli delle famiglie più in vista delle provincie
e aveva il compito di scortare il Re nei suoi viaggi. Magari,
con tutto quel che si è raccontato, per viaggi del genere
vi racconteranno anche di carrozze blindate e di un esercito
di poliziotti a coprire il Sovrano. In realtà lunico
intervento a cui fu sempre costretta la sparuta forza di gendarmeria
fu per proteggere il Sovrano dallentusiasmo della folla.
Il 19 maggio i sovrani si recarono in visita a Lucera per ammirare
il bellissimo Orfanotrofio Ferdinandeo, anchesso da poco
inaugurato. Il giorno seguente partirono per Manfredonia, da
dove si recarono al Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte
Gargano e, nella serata, raggiunsero Barletta. Qui, fra unala
sterminata di folla, visitarono il castello e il Real Monte
di Pietà, una delle tante istituzioni bancarie volute
dal governo e soppresse con lunità e dove Ferdinando
firmò i decreti di costituzione del nuovo Comune di San
Ferdinando, da lui voluto per consentire agli abitanti delle
zone insalubri delle saline di poter condurre una vita meno
disagiata. Confiscò ai proprietari le terre necessarie
e le assegnò gratuitamente ad i nuovi abitanti. Nel pomeriggio
la comitiva si trasferì a Trani dove rimase fino al 24
- qui visitò il porto - e la cittadina di Corato. Il
24 fu raggiunta Molfetta, dove fu inaugurato il nuovo porto.
Da Molfetta a Giovinazzo il giorno 25. Qui un altro monumento
alla solidarietà pubblica: il Reale Ospizio Francesco
I, oggi vergognosamente chiamato Umberto I. (
continua)
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