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Regno della due Sicilie, Real Sito di Carditello: quando durante la Festa dell’Ascensione si organizzavano corse di cavalli
Nel prestigioso complesso – soggetto da anni a saccheggio ed abbandono – venivano invitati, con appositi manifesti, tutti i possessori di “cavalli e giumente” da corsa: esempio dalla Capitanata.

Lucera, 24.05.2012 - Nato per volere di Carlo III di Borbone, il “Real Sito di Carditello” divenne, oltre a tenuta di caccia e masseria, un’importante complesso per l’allevamento di equini. Ferdinando IV di Borbone (1751-1752) vi impiantò una fattoria specializzata per la coltivazione del grano, l’allevamento di bovini e di razze pregiate di cavalli come quelli berberi-andalusi.
Secondo lo storico inglese Harold Acton il sito di Carditello, soprannominato anche “La Real Delizia”, era uno dei posti favoriti del re, sia di Carlo che del figlio Ferdinando.
Il progetto architettonico – costruito sul fondo del Conte di Acerra acquistato da Carlo di Borbone nel 1744 – fu affidato al regio architetto Francesco Collecini, artista “eclettico”, il “più brillante” degli allievi di Luigi Vanvitelli, progettista anche dell’intervento di “riutilizzo” del “Casino di Belvedere” e della “Vaccheria” di San Leucio.
Filippo Hackert, pittore regio, fu nominato direttore dei lavori: «Carditello – egli scrive – è una grande casa da caccia, o meglio, la si può chiamare un “palazzo” di caccia: ci sono molte stalle, in parte per i cavalli dato che v i è anche una monta, in parte per le mucche che erano più di duecento».
Ricchissime erano le decorazioni interne come ad esempio la “Cappella dell’Ascensione”, i cui lavori furono affidati a Carlo Brunelli, che dipinse a monocromo l’Eterno Padre tra Angeli e Serafini e nei quattro angoli le figure allegoriche dell’Eternità, la Giustizia, la Sapienza e la Misericordia, oltre a due dipinti raffiguranti “Sant’Eustachio” ed il “Profeta Daniele” realizzati da Francesco Liani e trafugati dopo il 1974. L’unica tela superstite è il dipinto ad olio con “La Beata Vergine delle Grazie col Bambino”, oggi custodito nella sede del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, ente che ha in concessione il sito di Carditelli.
Durante il loro regno (1734-1860) i Borbone allevarono delle “Reali razze” di cavalli a Carditello, (Terra di Lavoro) a Persano (Principato Citra) a Ficuzza (Sicilia) ed a Tressanti ( Capitanata).
Nel “Real Sito di Carditello”, in occasione della “Festa dell’Ascensione”, era consuetudine organizzare dai Borbone una prestigiosa corsa di “Cavalli Barbari” (così è riportato sul maniesto dell'epoca e non “Berberi”). A tale scopo, il Re, con apposito manifesto, invitava tutti i possessori di cavalli in grado di gareggiare a partecipare a tale evento. Testimonianza in tal senso ne abbiamo esempio in Capitanata: 1817 e 1820.
L’Amministratore del Real Sito di Carditello, 10 maggio 1817, al Sig. Intendente di Capitanata così scriveva: «Sig. Intendente, mi affretto a trasmetterle n. 20 copie in istampa dell’avviso, che indica di essersi differita pel giorno 22 del corrente la celebrazione della Festa dell’Ascensione, che doveva aver luogo in Carditello nel dì 15; e nel tempo stesso La prego a voler disporre che siano le dette copie affisse né luoghi soliti di cotesta Provincia, per notizia del pubblico. Tommaso Colajanni».
L’Intendente di Capitanata al Sig. Amministratore del Real Sito di Carditello. Foggia, 13 maggio 1817: «Sig. Amministratore, mi son pervenuti col di Lei foglio del 10 corrente o nuovi manifesti in istampa per lo differimento della corsa dé Barbari di Carditello, e ne ho disposto la pubblicazione nella Provincia, per l’Intendente in congedo: il Segr. Gen.».
A causa della morte del fratello di Re Ferdinando IV, la manifestazione in programma per il giorno 15 viene rimandata al giorno 22 maggio. Ecco l’avviso, con relativa comunicazione, inviato alla Provincia di Capitanata.
«AVVISO. Essendo arrivata l’infausta notizia dell’accaduta morte di S.A.R. l’Infante di Spagna D. Antonio, augusto fratello si S. M. il nostro Re (D.G.); d’ordine Sovrano, vien disposto a celebrarsi nel Real sito di Carditello il dì 15 del corrente Maggio, e ‘l divertimento della corsa dè Barbari, che in tal giorno avea luogo, siano differite per giorno 22, ottava della stessa Festa. Napoli 13 Maggio 1817. Nella Stamperia Reale».
L’Amministratore del Real Sito di Carditello scriveva, in data 13 maggio 1817, «al Sig. Intendente di Capitanata. Mi do l’onore di trasmetterle n. 25 copie in istampa dell’avviso, che indica il differimento della Festa dell’Ascensione, che doveva celebrarsi ai 15 del corrente maggio in questo Real Sito; e della corsa dè Barbari, che vi avrà luogo; affinché si serva farli affiggere né luoghi solito di cotesta provincia, non ostante i primi, che trattavano detta sola corsa. Tommaso Colajanni».
Così, invece, l ’Ammmistratore del Real Sito di Carditello. «Aversa, 26 Aprile 1820. Al Sig. Intendente della Provincia di Capitanata. Sig. Intendente, nel giorno 14 prossimo entrane mese di maggio, ha ordinato Sua Maestà (D.G.) di solennizzarsi la Festa dell’Ascensione del Signore nel Real Sito di Carditello, col solito divertimento di due corse di cavalli, e giumente.
Perché ciò si renda noto in cotesta Provincia, ed in ispecie in quelle Comini, in cui sianvi cavalli, e giumente corritori, da poter esservi condotti dà rispettivi padroni; ho l’onore di rimetterle n. 20 esemplari in istampa, pregandola di farli diffondere, ed affiggere ove stimerà opportuno, accusandone la ricezione, Cav. Tommaso Colajanni».
Venne stampato un manifesto (guarda l’immagine) che recitava: «La Festività, solita celebrarsi nel Real Sito di Carditello il giorno dell’Ascensione del Redentore; ha comandato il Re, nostro Signore, che sia solennizzata ai 14 del venturo Maggio, giorno di Domenica.

E volendo la M.S., che in tal giorno vi sia nel detto Real Sito la corsa dè cavalli, e delle giumente: ha perciò ordinato che ad oggetto di far riuscire con quiete,e soddisfazione del pubblico la detta corsa, e di far evitare ogni disturbo, inconveniente, o sconcerto, che che nel concorso della popolazione accader potesse; sia, per mezzo del presente Bando, ed in osservanza dei precedenti Bandi, pubblicati per le altre Corse, fatto noto a ciascuno che resta proibito espressamente a tutte le persone Pagane, e Militari, semplici Soldati, Guardie di Sicurezza, e Militi provinciali, che interverranno in tale Festività, pubblico spettacolo, di poter asportare qualunque sorta di armi, così proibite, che non proibite dalle leggi del Regno; sotto le pene a’ contravventori comminate dalle stesse leggi del Regno; e sotto pena della Reale indignazione, permettendosi però agli Uffiziali di qualunque Grado, ed ai Generali, che vengono in uniforme, di cinger la spada corrispondente.

Dovendosi dunque eseguir la corsa nel dopo pranzo del suddetto giorno 14 di Maggio, così tutti coloro, che vorranno far correre i loro cavalli, o le loro giumente, debbano portarsi per tutto il dì 7 dell’entrante Maggio nell’indicato Real Sito avanti l’Intendente di Terra di Lavoro, Brigadiere D. Costantino Filippi, ed avanti l’Amministratore di detto Real Sito Cavaliere D. Tommaso Colajanni, colla nota dettagliata degli animali, specificazione del manto, qualità naturale, ed ogni altro segno, che li distingua; del color della testiera, penne, fettucce, e tutt’altro di cui sarà adornato l’animale; come anche dell’abito di chi lo monta, e suoi colori; dovendo, cogli stessi segni, e cogli stessi nomi, e cognomi dè rispettivi padroni, esporsi alla corsa; poiché trovandosi cambiati i nomi, o i segni, verranno allora esclusi dalla corsa, ed arrestati i padroni e gli animali. La quali note dovranno essere il detto giorno 7; giacchè nella seguente mattina del giorno 8 ad ore 13 si procederà nel Real Casino di Carditello, in presenza dell’Intendente di Terra di Lavoro, e dell’Amministratore di Carditello alla bussola per la distinzione dè luoghi.
Il premio, che S.M. intende dare alla giumente, o al cavallo vincitore, sarà di ducati cinquanta a quello della prima corsa, e di ducati cento a quello della seconda corsa.
Real Sito di Carditello, 21 aprile 1820. Cavaliere Tommaso Colajanni Amminitratore. Napoli, nella Stamperia Reale».

In data 28 Aprile 1820, l’Intendente di Capitanata assicura al Cav. Colajanni, Amministratore del Real Sito di Carditello, la ricezione dell’avvenuta diffusione dei manifesti nella Provincia di Capitanata: «Sig. Amministratore, col di Lei pregiato foglio del 26 corrente mi son pervenuti gli avvisi in istampa per la solita corsa dei cavalli, e giumente nel Real Sito di Carditello, ed a secondo delle sue premure ne ho disposta la distrazione né comuni più cospicui di questa Provincia.
In pari data al Sotto Intendente di Bovino, simile al Sotto Intendente di S. Severo; e a vari Sindaci di: Foggia, Lucera, Cerignola, Manfredonia pei quali si tolga ove le sembrerà più a proposito».
Oggi il “Real Sito di Carditello” versa in uno stato pietoso,abbandonato, depredato e saccheggiato dei suoi beni. L'auspicio? Uno specifico intervento di recupero e di riqualificazione, restituendolo ai fasti del glorioso passato e magari, perché no, nel giorno dell’Ascensione organizzando una corsa di cavalli, proprio come si faceva un tempo. È anche questo un modo di far rivivere la storia. Una splendida storia!

Fonti:
• Archivio di Stato di Foggia
Le decorazioni nel Casino Reale di Carditello, Anna Maria Romano.
• Harold Acton, I borboni, Firenze-Milano1974.
• Vittorio Gleijeses, La storia di Napoli, Napoli, 1974.
• Cesare de Seta, Le città della storia d’Italia, Napoli, Laterza, 1981.

Eduardo Gemminni



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