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Il contributo del Sud alla lotta di Liberazione nel Piemonte
Tra i partigiani caduti a Torino è doveroso citare il nostro concittadino CIRO CASTELLANETA, nato a Lucera il 31 gennaio 1924, residente a Torino in via Cesana 59, militante nella formazione partigiana dei SAP (Squadre di Azione Patriottica) fucilato per rappresaglia insieme ad altri otto partigiani

Torino, 09.07.2013 - Domenica 16 giugno 2013 a Torino, in un affollato Teatro Carignano, si è tenuta la prima conferenza sul contributo dei Meridionali alla Resistenza in Piemonte. Ad oltre cinquant’anni dalla massiccia emigrazione interna dal Meridione si cominciano a dibattere pubblicamente avvenimenti storici che, sottaciuti per anni, hanno falsato nell’immaginario collettivo del Nord la verità su avvenimenti che hanno segnato il processo di unificazione della Nazione.
Si ricorderà a questo proposito la conferenza organizzata dall’Associazione Lucerini di Torino, il 9 Febbraio 2011, al Centro d’Incontro della Regione Piemonte in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia sul tema “I Contadini meridionali e il fenomeno del Brigantaggio”, magistralmente illustrato dal prof. Paolo Emilio Trastulli.
La conferenza “Meridionali e Resistenza” organizzata da Roberto Placido (lucano di origine), Presidente del “Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana”, in collaborazione col Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Valerio Cattaneo, ha visto la partecipazione di alte autorità meridionali tra cui i Presidenti dei Consigli Regionali: Vincenzo Santoricchio per la Regione Basilicata, Francesco Talarico per la Regione Calabria, Paolo Romano per la Regione Campania, Onofrio Introna per la Regione Puglia, Michele Cossa per la Regione Sardegna, Rosario Crocetta per la Regione Sicilia rappresentato da un Consigliere Regionale.
Ha concluso i lavori l’On.le Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato della Repubblica.
In apertura hanno porto il saluto ai presenti il Sindaco di Torino Piero Fassino, tramite un Consigliere incaricato in quanto impegnato in altra conferenza, il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta (Siciliano di origine) e Diego Novelli  Presidente Provinciale dell’A.N.P.I.
Il Relatore Prof. Claudio Dellavalle, Presidente dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza, ha spiegato come dopo lo sbandamento dell’8 settembre 1945 molti soldati ed ufficiali meridionali di stanza in Piemonte si trovarono nell’impossibilità di raggiungere i loro paesi d’origine e furono costretti a scegliere tra l’arruolarsi nell’esercito repubblicano o salire sulle montagne ed unirsi ai partigiani. Tantissimi scelsero la seconda via e molti di loro rimasero feriti o caddero nei duri scontri contro i tedeschi.
Non è da dimenticare tra l’altro il prezioso contributo alla causa della libertà da parte degli IMI: migliaia di soldati e di ufficiali del Sud furono internati e in molti casi morirono nei campi di concentramento tedeschi in Germania o in Polonia, perché restarono fedeli al giuramento al re e rifiutarono di aderire all’esercito della Repubblica Sociale.
Moltissimi furono anche gli operai meridionali che si affiancarono ai partigiani sulle montagne e a Torino furono tanti gli operai della Fiat caduti o deportati per aver difeso gli stabilimenti nel 1945.
Secondo il citato Relatore i partigiani meridionali in Piemonte furono oltre settemila, di cui oltre un terzo siciliani seguiti da pugliesi, campani e calabri. Molti di loro si distinsero nel comando delle brigate partigiane, avendo guadagnato sul campo la fiducia dei compagni per le loro capacità organizzative e per la capacità di trasmettere gli ideali di libertà e di riscatto dalla dittatura nazifascista.
Tra i più noti comandanti partigiani si ricorda Pompeo Colaianni (Barbato) nato a Caltanissetta nel 1906, avvocato penalista richiamato nel 1940 nel Battaglione Cavalleggeri di Palermo. Trasferito a Pinerolo e poi a Cavour, ed avendo già intrecciato rapporti con la rete degli antifascisti, il 10 settembre 1945 a Barge costituì la prima brigata intestata a Carlo Pisacane nella quale confluirono numerosi militari e civili operanti nella zona di Torino.
Altri comandanti degni di citazione sono i fratelli Giulio e Franco Nicoletta di Crotone, Vincenzo Modica (Petralia) di Mazara del Vallo, Luigi Scimè (Capitano Gigi) di Racalmuto (Ag), Aldo Vizzari di Napoli allievo dell’Accademia Militare di Torino, Luigi Briganti (Fortunello) di Lentini (Sr) e tanti altri.
Gli interventi dei Presidenti delle Regioni meridionali hanno evidenziato come in tutte le regioni del Sud si ebbero episodi di resistenza e di insofferenza contro i nazifascisti, che provocarono  sanguinose rappresaglie.
Si ricordano le quattro giornate di Napoli, che iniziarono il 27 e 28 settembre come reazione sia ai rastrellamenti operati dalle SS (con l’internamento di 18.000 uomini) che all’ordine di sgomberare tutta l’area occidentale cittadina. Ma la rivolta partenopea, che costò la vita a 562 napoletani, non fu un fatto isolato. Essa fu preceduta e seguita da un insieme di veri e propri momenti insurrezionali aventi carattere popolare: impugnarono le armi contro i tedeschi gli abitanti di Matera (21 settembre), di Teramo (25-28 settembre), di Ascoli Satriano (26 settembre), di Nola (26-29 settembre), di Scafati (28 settembre), di Serracapriola (1º ottobre), di Acerra (1º ottobre), di Santa Maria Capua Vetere (5-6 ottobre), di Lanciano (5 ottobre).
Negli Abruzzi, sono note le imprese e il seguito popolare della banda partigiana della “Conca di Sulmona”, che poi confluì nella “Brigata Maiella”.
La prima scintilla di quello che sarebbe stato il nuovo fronte di guerra dell’Italia, cioè la lotta contro i tedeschi, esplose ancor prima dell’armistizio, il 2 agosto del ‘43, in Sicilia, a Mascalucia, un comune a dieci chilometri da Catania.
A Barletta tra il 10 e il 12 settembre si scatenò una battaglia cruenta per la difesa della città: i soldati del Presidio militare, guidati dal colonnello Grasso, resistettero per due giorni agli attacchi, con l’aiuto di molti civili.
Il 12 agosto del ‘43, a Castiglione di Sicilia, i nazisti in ritirata massacrarono sedici persone e ne ferirono venti. Nel massacro di Caiazzo, le vittime civili raggiunsero le 2.023 unità.
Una pubblicazione del Consiglio Regionale della Regione Piemonte del 1983 attribuisce a Partigiani meridionali 12 medaglie d’oro, 24 medaglie d’argento e 36 medaglie di bronzo.
Tra i partigiani caduti a Torino è doveroso citare il nostro concittadino CIRO CASTELLANETA, nato a Lucera il 31 gennaio 1924, residente a Torino in via Cesana 59, militante nella formazione partigiana dei SAP (Squadre di Azione Patriottica) fucilato per rappresaglia insieme ad altri otto partigiani, già detenuti alle Carceri Nuove, nelle prime ore del 12 Ottobre 1944.
Il giorno precedente un attentato partigiano contro la facciata dell’albergo “Tre Re” di Piazza Statuto aveva provocato il ferimento di 8 militari tedeschi e di un civile italiano. La rappresaglia venne ordinata dal comando tedesco e coinvolse alcuni dei quadri di comando della 2ª divisione Garibaldi, catturati durante i rastrellamenti che avevano pesantemente investito le valli di Lanzo il mese precedente.
La notizia suscitò reazioni: si ebbero scioperi e fermate in alcune fabbriche, alla Spa il 17 ottobre e nei giorni seguenti alla Grandi Motori, al Lingotto, a Mirafiori. Il 29 ottobre, sfidando la presenza nazifascista, veniva deposta una corona di fiori sul luogo della fucilazione sotto la protezione di sappisti armati. La lapide di commemorazione è situata all’angolo di Piazza Statuto in un edificio all’imbocco di Corso Francia.
Quegli episodi della Resistenza meridionale, negli ultimi tempi oggetto di studi e di riscoperta andrebbero degnamente celebrati proprio nelle regioni nelle quali essi avvennero a sugello e ripristino di una verità storica che dà piena dignità alla Lotta di Liberazione come lotta dell’intero popolo italiano contro la dittatura del nazifascismo.

Per ulteriori approfondimenti consultare il sito: http://intranet.istoreto.it/partigianato/default.asp

Nicola Ieluzzi



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