Lucera in cartolina



Guida all'uso
Forum
La redazione
Contatti
Links
Indicazioni utili
In giro per Lucera
Le attività
Strade e contrade
Luceriae Historia
Accade in Provincia


Arte
Letteratura
Musica
Religione
Filosofia
Psicologia
Sociologia
Gestalt
Teatro
Cinema
Televisione
Scienze
Diritto
Economia
Storia
Agricoltura
Ambiente
Mestieri
Fuori orario

Barzellette, detti,
aforismi, metafore e parodie…
Raccontate la vostra
STORIA
Indice Storia Storia
Asinio Pollione promotore di cultura
di Florindo Di Silvio

Fu Pollione a creare a Roma la prima biblioteca pubblica nel 39 a.C.

Lucera, 08.03.2016 - Chiedersi chi è Asinio Pollione è normale, non è soltanto una semplice curiosità. Ebbene Asinio Pollione (Chieti, 76 a.C. – Roma, 4 d.C.) è il promotore di cultura di nobile famiglia di origine marrucina (Chieti). Fu seguace prima di Cesare, poi di Antonio. Quando fu incaricato della distribuzione delle terre ai veterani, egli restituì la proprietà paterna a Virgilio, il quale celebrò la sua ascesa al consolato (40 a.C.) nella IV ecloga e nell’ottava parlò della sua spedizione in Dalmazia. Asinio Pollione fu proconsole della provincia romana di Macedonia. Ritiratosi dalla vita politica, mantenne durante il principato di Augusto una posizione di notevole indipendenza. La sua popolarità e il suo successo trovarono una conferma nelle opere di Virgilio.
Di notevole importanza, nel 39 a.C. Pollione creò per primo una biblioteca pubblica ove tenne esposta una collezione di opere d’arte greche, restaurò in forme grandiose l’Atrium Libertatis e introdusse la pratica delle recitationes, ovvero della lettura in pubblico, in apposite sale, di scritti in prosa e in poesia. Fu un oratore apprezzato, un finissimo uomo di cultura, protettore di artisti e letterati anche se il suo cenacolo non era paragonabile a quelli di Mecenate e di Messalla. Sono giunti alcuni suoi pungenti giudizi critici su Cicerone, Sallustio, Cesare; Livio per esempio, fu accusato di “patavinitas”, cioè di avere uno stile dialettale di gusto padovano.
Dopo il 39 la scena politica non lo vide più in primo piano. Si era ritirato a vita privata dopo i trionfi militari e le vicende che lo avevano portato anche in Africa e in Spagna. Benché fosse uscito quasi sempre vincitore nelle battaglie e guerre intraprese dai Romani, Pollione raggiunse fama ancora maggiore come uomo di cultura. Grande ed erudito oratore, era secondo solo a Cicerone. E se come letterato in un primo momento Virgilio negò a Pollione la sua amicizia, beffeggiandolo dopo che aveva scritto carmi licenziosi, in seguito le sue tragedie furono lodate dallo stesso poeta e con lui da Orazio e Tacito. Tuttavia il suo più importante lavoro furono le Storie, 17 libri andati perduti, a scrivere i quali aveva certo dedicato gran parte della sua vita. Vi erano descritte le guerre civili che avevano dilaniato il popolo romano fra il primo triunvirato e la battaglia di Filippi e furono citate da Appiano, Svetonio e Plutarco.
La sua scomparsa dalla scena pubblica coincide con il silenzio virgiliano; il futuro autore dell’Eneide non lo menziona più, concedendo invece grande spazio a Cornelio Gallo, celebrato ripetutamente nelle Georgiche. Orazio, invece, dedica a Pollione la prima ode del secondo libro, fornendo una testimonianza della sua attività letteraria coeva: la sua poesia tragica viene esaltata, ribadendo un giudizio già formulato da Virgilio e dallo stesso Orazio, e viene esaltata anche la sua eccellenza oratoria. Da quella data, 39 a.C. – nascita della prima biblioteca pubblica –, i libri allora a disposizione potevano essere consultati da tutti gli interessati senza alcuna distinzione; si inizia così a fare un grande passo in avanti, la cultura nelle mani del popolo: chiunque voleva, poteva consultare testi. Allora erano pochissimi coloro che sapevano leggere e scrivere, appartenevano esclusivamente alle famiglie gentilizie. Per fortuna i tempi sono cambiati, oggi la cultura appartiene a tutti e le biblioteche sono in qualsiasi paese. La classe degli analfabeti è scomparsa.

Florindo Di Silvio



Scrivete
al Frizzo

Lettere
al Frizzo

Fedro e dintorni
Fiabe e racconti seguiti da un breve commento
Il sommelier

…u kunde
nannurke
i ditte de
tatarusse
parle kume t'ha
fatte mammete
Altri servizi

Luoghi da visitare
Il Pensatoio
Vendo & Compro
Oggetti smarriti
Newsletter
F.A.Q.