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Lo Habeas Corpus e la Costituzione italiana
di Florindo Di Silvio

Nella Costituzione della Repubblica italiana il principio dello Habeas Corpus è sancito in diversi articoli, in particolare nell’articolo 13. Esso verte sulla libertà personale, il più importante dei diritti civili

Lucera, 25.01.2017 - Torniamo indietro nella storia per capire meglio il significato della Costituzione italiana. Lo Habeas Corpus che, nell’Inghilterra medievale, tutelava i sudditi del regno dagli arresti arbitrari ordinati dal re, è l’antenato comune di ogni legislazione che garantisca i diritti civili del cittadino. In base a questa legge, infatti, il “corpo”, ossia la persona dell’arrestato, doveva essere portato entro tre giorni di fronte ai giudici di un tribunale, ai quali spettava il compito di esaminare il caso e di confermare o annullare l’arresto. Questa legge era inserita nella Magna Charta, una vera e propria Costituzione emanata nel 1215, cioè una legge generale che non può essere contraddetta da nessuna legge particolare. È chiamata Habeas Corpus perché il suo testo cominciava con queste parole in latino che significano “Abbi il suo corpo”: esse sono indirizzate al giudice e vanno intese così: “Fai portare fisicamente l’imputato nel tuo tribunale”. Ovvero, toglilo dalla prigione e sottoponilo a un regolare processo. In questo modo il giudice veniva obbligato dalla legge a verificare di persona le condizioni fisiche dell’imputato e ad ascoltare dal medesimo le accuse rivoltegli e le circostanze dell’arresto.
Lo Habeas Corpus ebbe un’importanza storica epocale: per la prima volta infatti, gli arresti arbitrari, che erano all’ordine del giorno, furono vietati. Uno sceriffo o un funzionario amministrativo non potevano più imprigionare un uomo a loro discrezione, magari sottoponendolo alle peggiori sevizie. La seconda disposizione della legge, infatti, recitava così: “Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, multato, messo fuori legge, esiliato molestato in alcun modo se non dopo essere stato giudicato da un tribunale di suoi pari e secondo le leggi del Regno”. Ai sovrani, ministri e polizie fu anche proibito di tenere in carcere un uomo libero per un tempo indeterminato: la disposizione successiva vietava, infatti, di trattenere un prigioniero in carcere senza processo per più di tre giorni, il principio dello Habeas Corpus nella nostra Costituzione. Questa norma fondamentale venne ribadita nell’Inghilterra del Seicento in una nuova “legge generale” chiamata “Bill of rights” (Carta dei diritti). Essa è diventata un faro che, nel corso dei secoli, ha ispirato le norme giuridiche e le Costituzioni più avanzate del mondo, rappresentando di fatto uno dei più importanti strumenti a salvaguardia della libertà individuale contro l’azione arbitraria delle autorità.
Nella Costituzione della Repubblica italiana il principio dello Habeas Corpus è sancito in diversi articoli, in particolare nell’articolo 13. Esso verte sulla libertà personale, il più importante dei diritti civili.

Dalla Magna Charta alla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
L'antico principio dello Habeas Corpus trova la sua massima espressione nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, la quale si basa sull’idea fondamentale che esistano dei “diritti naturali”, ovvero dei diritti che appartengono all’uomo per natura e perciò precedono l’esistenza stessa dello Stato, che dunque non li crea ma li deve invece riconoscere e garantire attraverso le leggi. Questi diritti sono inviolabili, non possono cioè essere modificati o limitati; ma devono al contrario essere mantenuti integri a prescindere da qualsiasi azione l’individuo abbia compiuto. Essi sono detti anche “diritti civili”. Questo è il principio che caratterizza le nazioni democratiche mentre non viene applicato nei molti paesi del mondo che hanno regimi dittatoriali. Le stesse democrazie si riservano il diritto di sospendere molte libertà civili in caso di estrema necessità. Per esempio esse furono abolite durante la Prima e la Seconda Guerra mondiale e recentemente dagli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre. Nel 2001, infatti, il presidente americano George W. Bush fece approvare il Patriot Act, cioè una serie di leggi antiterrorismo che restringe tuttora gran parte dei diritti fondamentali dell’individuo.
Anche gli articoli 24 e 25 della Costituzione italiana riconoscono il diritto allo Habeas Corpus.

Florindo Di Silvio



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