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SPORT

A Lucera approda la “MUD RACE”, meglio nota come “Corsa nel fango”
A portarla tra le discipline sportive del territorio è Carmine Rizzo che ha formato il primo gruppo conseguendo già importanti risutati

Lucera, 23.06.2017 – Tra le tante discipline sportive che sono diventate popolari in Italia, ci vogliamo soffermare sulla MUD RACE o “Corsa nel fango” che sta prendendo piede anche nella nostra Lucera. Le origini di questo sport risalgono alla “Tough Guy Challenge” ideata da Billy Wilson, ex militare dei corpi speciali che nel gennaio del 1987 a Perton in Inghilterra organizzò in una fattoria di 600 ettari la prima “Corsa nel fango”; si trattò di una competizione durissima che all’epoca fece registrare un alto tasso di abbandono dei partecipanti per le avverse condizioni climatiche e per l’alto rischio di ipotermìa. Da allora di tempo ne è passato, trent’anni circa, e questa tipologia podistica è ritornata in auge.
Ma cos’è e cosa propone nello specifico la Mud Race?
Trattasi dell’alternanza di corsa su sterrato e fango in situazioni che richiedono prestazioni di salite e discese, strisciamento tra fango ed acqua, arrampicata su muri o corde, sollevamento e spostamento di carichi, salto di ostacoli. I benefici di questo specifico tipo di allenamento sono tanti, dal punto di vista cardiovascolare previene le patologie della sindrome metabolica, da quello neuromuscolare potrebbe prevenire o rallentare i processi di sarcopenia e osteoporosi, ma è anche un’attività coordinativa per migliorare l’efficienza fisica e la qualità della vita rendendo i movimenti più agili ed efficaci. Le corse nel fango sono regolamentate dall’OCR (Obstacle Course Race) Workd Championship e l’Italia è al secondo posto per numero di partecipanti in Europa.
Lucera, per chi non lo sapesse, vanta un Personal Fitness Trainer Top Level con certificazione in Mudders’Race Trainer (allenatore specializzato in Corsa nel fango) che è Carmine Rizzo. A lui si deve la formazione del primo gruppo agonistico di Mud Race locale chiamato “ATOMIC Team” - Mudders’ Race Agonist Group”. Questo gruppo di allenamento fuori porta cioè all’aria aperta, è stato creato da Carmine Rizzo nel marzo 2010 come provocazione a quanti, con l’avvicinarsi della stagione estiva, smettevano di allenarsi. E così pian piano si è formata una bella squadra di giovani atleti che sta diventando sempre più numerosa e che sta ottenendo degli ottimi risultati. Il 29 ottobre 2016 gli atleti lucerini Mario Prencipe, Michele Casciano, Marco Perrotta e Alessio Guerrieri esordiscono per la prima volta ad una gara di Mud Race a Taranto piazzandosi ottimamente in classifica su 4.000 concorrenti. In quell’occasione anche Carlo Pompeo Finizio partecipò alla competizione ma ancora non entrava a far parte della squadra di Rizzo. Il 29 aprile 2017, sempre alla Spartan Race ad Orte, Mario Prencipe, Michele Casciano, Marco Perrotta, Carlo Pompeo Finizio, Gaetano Cilli, Giulio Corvino, Tonia Maiori, prima donna del Team lucerino, si sono piazzati ancora molto bene su 7.000 concorrenti. Per finire, in data 4 giugno scorso, la rosa degli atleti suddetti con l’aggiunta di Nicola Petito, Caterina Maiori, Teresa Mancaniello, Anna de Santis, Valentina Petitti, Simona Petrilli e Giulia Creta hanno preso parte alla MUDRACE Experience a Frosinone valida per la qualificazione al campionato italiano OCR (Obstacle Course Race).
Davvero grandi soddisfazioni per un team che sta crescendo a vista d’occhio anno dopo anno grazie all’impegno profuso da parte degli atleti e dell’allenatore. Ma le emozioni non sono finite. Martedì 8 luglio prossimo Michele Casciano si recherà a Duisburg in Germania per prender parte alla SPARTAN Race Super con utilizzo tratto acquatico del Reno (15 chilometri con 30 ostacoli) nella categoria “ELITE” utile per la qualificazione allo Spartan Europe ChampionShip.
Al momento questo sport può ancora essere definito “puro” nel senso che non è ancora popolare e non è ancora una moda praticarlo; infatti come lo stesso Carmine Rizzo afferma: «Quando una qualsiasi disciplina sportiva tende a diffondersi e a diventare una moda, essa il più delle volte viene snaturalizzata perdendo la sua reale essenza».
Un sincero “ad maiora” a tutto il gruppo e al suo allenatore per gli impegni futuri e che questa disciplina venga conosciuta e apprezzata come merita.

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