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Decalogo per gli assaggiatori
- Il vino si degusti il mattino e a digiuno; l'assaggiatore non deve aver fumato né bevuto; sarà bene "pulire" il palato masticando un poco di mollica di pane, ma senza inghiottirla.
- Prepararsi all'assaggio con calma, lentamente, quasi con devozione.
- Il bicchiere va riempito a metà per evitare la dispersione dei suoi aromi naturali.
- Prima dell'assaggio, osservare l'aspetto, la sfumatura e l'intensità del colore, la trasparenza e la limpidezza.
- Aspirare e fiutare, dondolando leggermente il bicchiere per giudicare l'aroma e la fragranza del suo contenuto, nonché per capire se è frizzante.
- Assaporare il vino un po' per volta e a più riprese, trangugiando singolarmente le sorsate.
- Saggiare ogni sorso prima sulla punta della lingua per sentirne l'acidità; poi sul dorso della lingua per accertare lo zucchero che contiene; infine passarlo sulle pareti interne delle guance per provarne la proprietà restringente.
- "Masticare" il vino ripetendo le operazioni del precedente punto per provare sui denti se per caso non sia "asprigno".
- Comprimere la sorsata tra la lingua e il palato per giudicare il "calore": se esso è tenue, vuol dire che si tratta di vino generoso, ma se è debole o troppo forte, esso è scadente o alcoolizzato artificiosamente.
- Prima di trangugiare, rifare l'operazione per stabilire se il vino è dolce o secco e per saggiare il suo "corpo" e la sua potenza. Se, poi, si devono assaggiare vini di alta qualità, non si deve bere: in questo caso il vino va sputato.
La redazione
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