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SOCIOLOGIA

I dilemmi etici (4ª puntata): l'anomia sociale

di Ambrogio Giordano

Non è che il denaro contante teoricamente detenuto nelle casse delle banche non è ormai solo una scrittura contabile?

Foggia, 11.10.2019 - Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi purtroppo dimostra che quanto è stato oggetto di disamina nei precedenti articoli purtroppo non è frutto di probabile sindrome paranoica.
Del resto, sta avvenendo tutto ed il contrario di tutto in una realtà che è conforme ad una sola etica: la rappresentazione del nulla o del falso, seguita dal suo contrario.
In un momento si può essere imputati e giudici nel contempo, il tutto proiettato sul palcoscenico dell’incomprensibile appartenenza ad una compagnia in pianta stabile che è la nostra società.
Nell’andare in scena, in base all’esigenza, si è ora impresari e subito dopo comparse, primi attori e nel contempo guitti legati a storie e contesti avulsi da ogni agire umano guidato dalla logica.
Andiamo agli esempi pratici, come la questione dei porti disponibili per l’approdo delle navi delle ONG, ora aperti e fino a ieri chiusi, governo ora di destra con deriva sedicente populista, ora di sinistra sedicente progressista e rinnovata, ma con gli stessi attori sia a destra che a sinistra che ora sono maggioranza diventata domani opposizione.
In tal guisa, una certa compagine politica è riuscita persino a superare anche il rigoroso principio del terzo escluso. In questo modo siamo lontani dal definire qualsivoglia analisi di contesto circa i problemi e quindi adottare una determinata soluzione razionale buona o cattiva che sia.
In un paese con un debito pubblico che avanza ad una media di oltre dieci miliardi al mese, di fatto ormai divenuto inesigibile, con un tasso di disoccupazione reale altissimo ed una pessima qualità del lavoro dipendente, con il tramonto delle attività professionali, la fine del commercio e la necrosi avanzata dell’artigianato, si ha ancora la faccia tosta di parlare di rilancio dell’economia.
Di contro non si fa cenno all’attuale stato del sistema bancario che negli ultimi anni ha determinato una serie di crack finanziari ricaduti sulle tasche dei cittadini, senza parlare delle aziende decotte che vengono tenute in vita con continue trasfusioni di denaro pubblico.
Ma cosa facciamo?
Oltre l’ideologia, oltre la strategia politica, come nel film “Guerre Stellari”, tutti i problemi si risolvono combattendo l’uso del contante, certi di impedire che i pensionati del Paese al terzo posto per anzianità della popolazione, ricicli, iniziando un losco traffico di supposte, cateteri e pannoloni: il contante è meglio che lo detengano le banche, quelle che dal punto di vista morale ed etico negli ultimi tempi certo non hanno scherzato.
Ma non è che il denaro contante teoricamente detenuto nelle casse delle banche non è ormai solo una scrittura contabile?
Il nostro problema si chiama anomia sociale”, malattia mortale per la società che si manifesta come sindrome lesiva delle interrelazioni tra individui, tra individui e sovrastrutture sociali e tra le diverse infrastrutture sociali, intese queste ultime come organizzazioni costituite per soddisfare le diverse esigenze sociali come cultura, salute e giustizia e così discorrendo.
In un mondo malato, etica e morale diventano concetti labili, l’agire umano non segue la logica ed anche i singoli individui inconsciamente ricorrono a forme di dislocazione emotiva per superare il malessere del vivere quotidiano, arrivando alla dissonanza cognitiva quando il dolore è troppo forte per cui non ci meravigliamo del comportamento strano e diffuso della gente.
Abbiamo perso il senso della morale e persino della logica mentre in un mondo reale non può esistere l’etica della follia.
Questa disamina descrive le caratteristiche degli uomini al di là del tempo e dello spazio, oggi come millenni fa, ad un certo punto la società si ammala, proprio com’è avvenuto con la caduta dell’impero romano, se si pensa a una delle magnifiche e più grandi organizzazioni sociali mai esistite.
Dal fulgore e dalla potenza economica e militare al “sacco di Roma”, dal valore morale di essere cittadino di Roma all’espressione dell’etica sociale alla base del governo dell’impero si declina all’utilizzo dei mercenari barbari.
Il popolo romano vede la sua fine nell’avanzare dell’anomia sociale che in circa tre secoli erode quanto di più grande l’uomo abbia mai potuto concepire e realizzare.
Oggi, nella società della comunicazione (specie di quella digitale), che ha annullato in alcuni casi il tempo e lo spazio, è tutto solo più veloce, elegante, ammantato di morale in assenza di etica, comunque letale nell’evoluzione sociale protesa verso il baratro creato dalla morte delle ideologie.

Ambrogio Giordano

Ambrogio Giordano, nato a Foggia il 5/9/1961, è attualmente Dirigente Tecnico presso AMIU Puglia Spa. È laureato in Ingegneria Civile ed Ambientale, Sociologia indirizzo mass media e comunicazione, Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale ed ha anche conseguito un Master universitario di II Livello in Scienze Criminologiche. Da anni si occupa di problemi inerenti l’ambiente, modelli matematici e temi sociali collegati al mondo del lavoro ed ai fenomeni di devianza sociale, collaborando con numerose Organizzazioni, Enti ed Associazioni con finalità sociali e culturali. Attualmente è presidente del comitato tecnico scientifico dell’Associazione Rinascita e Rose. Ha collaborato alla stesura di numerosi testi organizzando e presiedendo convegni inerenti tematiche legate alla filosofia, alla logica matematica e tematiche socio-economiche. Tra i suoi interessi la filosofia, la logica e le scienze sociali. Molti dei suoi scritti sono rintracciabili su numerosi blog e sui social network.

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